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Corte d’Appello di Genova, sentenza 21 novembre 2017

L’assegno per i nuclei familiari con almeno tre figli minori di cui all’art. 65, L. 448/1998, rientra, secondo quanto stabilito dalla Corte di giustizia, fra le prestazioni di sicurezza sociale di cui all’art. 3, para. 1, lett. j) del regolamento 883/2004 e dunque la norma nazionale, laddove non attribuisce al cittadino di un paese terzo titolare di permesso unico lavoro il diritto a fruire della prestazione in condizioni di parità con i cittadini italiani, si trova in contrasto con il principio di parità di cui all’art. 12 direttiva 2011/98, che richiama detto regolamento. Tale principio, che è chiaro, preciso e incondizionato deve essere applicato direttamente dalle pubbliche amministrazioni e la sua violazione costituisce discriminazione di cui il giudice può ordinare la rimozione attribuendo la prestazione.

Corte d’Appello di Milano, sentenza 16 novembre 2017

Il bonus bebè di cui all’art. 1, comma 125, L. 190/2014, in quanto prestazione, corrisposta in modo automatico e diretta a tutelare economicamente la maternità e la paternità in modo continuativo fino al compimento dei tre anni di età del bambino, rientra tra le prestazioni di sicurezza sociale di cui all’art. 3 del regolamento CE 883/2004 e pertanto il cittadino extra UE titolare di un permesso unico lavoro ha diritto a tale beneficio in applicazione del principio di parità di trattamento di cui all’art. 12 della direttiva 2011/98 che rinvia a detto regolamento. Tale principio, che è chiaro, preciso e incondizionato deve essere applicato direttamente dalle pubbliche amministrazioni e la sua violazione costituisce discriminazione.

Tribunale di Genova, ordinanza 15 novembre 2017

Il bonus bebè di cui all’art. 1, comma 125, L. 190/2014 rientra tra le prestazioni di sicurezza sociale di cui all’art. 3 del regolamento CE 883/2004 e pertanto il cittadino extra UE titolare di un permesso unico lavoro ha diritto a tale beneficio in applicazione del principio di parità di trattamento di cui all’art. 12 della direttiva 2011/98 che richiama detto regolamento. Tale principio, che è chiaro, preciso e incondizionato deve essere applicato direttamente dalle pubbliche amministrazioni e la sua violazione costituisce discriminazione di cui il giudice può ordinare la rimozione attribuendo la prestazione.

Corte d’Appello di Torino, sentenza 6 novembre 2017

Poiché l’assegno per il nucleo familiare di cui all’art. 2, L. 153/1988 è una prestazione che rientra nei settori della sicurezza sociale definiti dal regolamento 883/2004, il principio di parità di cui all’articolo 12 direttiva 2011/98, che richiama a detto regolamento, deve trovare applicazione. Tale principio in quanto chiaro, preciso e incondizionato deve essere direttamente applicato dalle pubbliche amministrazioni e pertanto l’art. 2, comma 6bis, L.153/1998 deve essere disapplicato nella parte in cui, a differenza di quanto previsto per i cittadini italiani, consente il computo nel nucleo familiare dei soli familiari residenti sul territorio nazionale.

Tribunale di Milano, ordinanza 6 novembre 2017

L’assegno ai nuclei familiari con almeno tre figli minori di cui all’art. 65 L. 448/1998 rientra tra le prestazioni di sicurezza sociale di cui all’art. 3 del regolamento CE 883/04 e pertanto il cittadino extra UE titolare di un permesso unico lavoro ha diritto a tale beneficio in applicazione del principio di parità di trattamento di cui all’art. 12 della direttiva 2011/98 che richiama detto regolamento. Tale principio, che è chiaro, preciso e incondizionato deve essere applicato direttamente dalle pubbliche amministrazioni e la sua violazione costituisce discriminazione di cui il giudice può ordinare la rimozione attribuendo la prestazione.

Corte d’Appello di Milano, sentenza 27 ottobre 2017

Il bonus bebè di cui all’art. 1 comma 125 L. 190/2014 rientra tra le prestazioni di sicurezza sociale di cui all’art. 3 del regolamento CE 883/2004 e pertanto il cittadino extra UE titolare di un permesso unico lavoro ha diritto a tale beneficio in applicazione del principio di parità di trattamento di cui all’art. 12 della direttiva 2011/98 che richiama detto regolamento. Tale principio, che è chiaro, preciso e incondizionato deve essere applicato direttamente dalle pubbliche amministrazioni e la sua violazione costituisce discriminazione di cui il giudice può ordinare la rimozione attribuendo la prestazione.

Corte d’Appello di Trento, sentenza 26 ottobre 2017

L’assegno per il nucleo familiare di cui all’art. 2 della L. 153/1998 è un emolumento al quale ha diritto, non tanto il singolo familiare, quanto piuttosto il nucleo nel suo insieme; pertanto – indipendentemente dallo status giuridico del familiare – occorre avere riguardo alla condizione del lavoratore richiedente, il quale ove risulti a lui applicabile il principio di parità di cui all'art. 11 direttiva CE 2003/109, ha diritto al medesimo trattamento previsto per i cittadini italiani; ne consegue che anche per il lavoratore lungosoggiornante non è richiesta – così come per gli italiani – la convivenza con il lavoratore o la residenza in Italia dei familiari; la normativa nazionale in contrasto con il suddetto principio deve essere disapplicata.

Tribunale di Bergamo, ordinanza 10 ottobre 2017

L’assegno di maternità di base di cui all’art. 74 D.lgs 151/2001 rientra tra le prestazioni di sicurezza sociale di cui all’art. 3 del regolamento CE 883/04 e pertanto la cittadina extra UE titolare di un permesso unico lavoro ha diritto a tale beneficio in applicazione del principio di parità di trattamento di cui all’art. 12 della direttiva 2011/98 che richiama detto regolamento. Tale principio, che è chiaro, preciso e incondizionato deve essere applicato direttamente dalle pubbliche amministrazioni e la sua violazione costituisce discriminazione di cui il giudice può ordinare la rimozione attribuendo la prestazione. (nella specie il giudice ha anche ordinato ai comuni di adeguare le comunicazioni istituzionali e in particolare le pagine internet, indicando chiaramente, fra i titoli di soggiorno necessari per l’accesso al beneficio, anche il permesso unico lavoro)

Corte d’appello di Venezia, sentenza 10 ottobre 2017

L’assegno di maternità di base di cui all’art. 74 D.lgs 151/2001 rientra tra le prestazioni di sicurezza sociale secondo le previsioni del regolamento CE 883/2004 e pertanto la cittadina extra UE titolare di un permesso unico lavoro ha diritto a tale beneficio in applicazione del principio di parità di trattamento di cui all’art. 12 della direttiva 2011/98 che richiama detto regolamento. Ne consegue che, essendo tale principio, chiaro preciso ed incondizionato e dunque direttamente applicabile dalle pubbliche amministrazioni, l’art. 74 D.lgs 151/2001 deve essere disapplicato nella parte in cui limita il diritto all’assegno di maternità di base alla cittadina extracomunitaria titolare di permesso di soggiorno lungoperiodo e la violazione costituisce discriminazione.

Corte d’appello di Firenze, sentenza 2 ottobre 2017

L’assegno di maternità di base di cui all’art. 74 D.lgs 151/2001 rientra tra le prestazioni di sicurezza sociale, così come definite dalla Corte giustizia, previste dal regolamento CE 883/04 a sua volta richiamato dall’art. 12, comma 1, lett. e), della direttiva 2011/98 che esprime il principio di parità di trattamento. Tale principio, è chiaro, preciso e incondizionato e deve essere applicato direttamente dalle pubbliche amministrazioni; pertanto le cittadine extra UE titolari di un permesso unico lavoro hanno diritto a tale beneficio e la sua violazione costituisce discriminazione.

Tribunale di Alessandria, ordinanza 25 settembre 2017

L’assegno di maternità di base di cui all’art. 74 d.lgs 151/2001 rientra tra le prestazioni di sicurezza sociale di cui all’art. 3 del regolamento CE 883/04 e pertanto la cittadina extra UE titolare di un permesso unico lavoro ha diritto a tale beneficio in applicazione del principio di parità di trattamento di cui all’art. 12 della direttiva 2011/98 che richiama il regolamento. Tale principio che è chiaro, preciso e incondizionato deve pertanto essere applicato direttamente dalle pubbliche amministrazioni e la sua violazione costituisce discriminazione.

Tribunale di Alessandria, ordinanza 22 settembre 2017

Poiché l’assegno per il nucleo familiare di cui all’ art. 2 della Legge n. 153/1998, costituisce prestazione avente natura assistenziale ed essenziale, gli Stati membri non possono derogare al principio di parità di trattamento previsto dall’art. 11 lettera d) direttiva 2003/109 per gli stranieri lungosoggiornanti; ne consegue la necessaria disapplicazione, per contrasto con tale direttiva, dell’art. 2 , comma 6 L. 153/1988 nella parte in cui, a differenza di quanto previsto per i cittadini italiani, consente il computo nel nucleo familiare dei soli familiari residenti sul territorio nazionale.

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