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Corte Costituzionale, sentenza del 9 marzo 2020, n. 44

È irragionevole negare l’accesso all’edilizia residenziale pubblica a chi, italiano o straniero, al momento della richiesta non sia residente o non abbia un lavoro nel territorio della Regione da almeno cinque anni. Questo requisito, infatti, non ha alcun nesso con la funzione del servizio pubblico in questione, che è quella di soddisfare l’esigenza abitativa di chi si trova in una situazione di effettivo bisogno.

Corte Costituzionale, sentenza del 6 novembre 2019, depositata il 13 dicembre 2019, n. 270

È incostituzionale l’art. 13, comma 3-quater, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero), nella parte in cui non prevede che, nei casi di decreto di citazione diretta a giudizio ai sensi dell’art. 550 del codice di procedura penale, il giudice...

Corte Costituzionale, sentenza del 5 dicembre 2019, n. 254

Accolte le questioni sollevate dal TAR Lombardia e annullate due disposizioni in materia di localizzazione dei luoghi di culto introdotte nella disciplina urbanistica regionale (L. 12/2005) dalla legge regionale della Lombardia n. 2 del 2015.   La norma censurata, ostacolando la programmazione delle attrezzature religiose da parte dei comuni (a loro volta condizionati nell’esercizio della...

Corte Costituzionale, sentenza del 19 giugno 2019, n. 149

In materia di permesso per attesa cittadinanza e diritto al lavoro, la Corte Costituzionale ha dichiarato l’inammissibilità delle questioni sollevate dal Tribunale Regionale per la Giustizia Amministrativa di Trento, non avendo il giudice remittente verificato la praticabilità di un’interpretazione costituzionalmente orientata che “non trasformi l’imprevisto ritardo della procedura di verifica (anche considerando i tempi generalmente...

Corte Costituzionale, sentenza del 15 marzo 2019, n. 50

Non è fondata la questione di illegittimità costituzionale dell’art. 80, comma 19, L. 23.12.00 n. 388, sollevata con riferimento agli artt. 3, 10, primo e secondo comma, questi ultimi in relazione all’art. 14 CEDU nella parte in cui richiede, ai fini dell’accesso all’assegno sociale di cui all’art. 3, comma 6 L. 335/95, il permesso di lungo periodo di cui all’art. 9 TU immigrazione. Infatti non trattandosi di una prestazione volta a rispondere a bisogni essenziali della persona, rientra nella discrezionalità del legislatore introdurre il requisito in questione, che qualifica la prestazione come corrispettivo solidaristico per quanto doverosamente offerto in precedenza dallo straniero al progresso materiale o spirituale della società.

Corte Costituzionale, sentenza 20 luglio 2018

E’ incostituzionale, per violazione dell’art. 3 Cost., l’art. 11, comma 13, DL 25/6/08 n. 112 convertito, con modificazioni, nella L. 6/8/08 n. 133 nella parte in cui prevede, per i soli cittadini extra UE , il requisito di dieci anni di residenza nello Stato o cinque anni di residenza nella Regione ai fini dell’accesso al contributo per il canone di locazione; si tratta infatti, in entrambi i casi, di requisiti che non rispondono né alle prescrizione del diritto dell’Unione relative ai soggiornanti di lungo periodo (direttiva 2003/109) né ai canoni di ragionevolezza

Corte Costituzionale, sentenza 25 maggio 2018

Il titolo di precedenza della residenza quindicennale nella Regione per l’accesso agli asili nido, introdotto dalla L.R del Veneto 6/17, non ha alcun collegamento con la funzione sociale ed educativa di detto servizio sociale (che deve invece rispondere a finalità di uguaglianza sostanziale) né può essere giustificato con l’argomento del contributo pregresso alle finanze pubbliche; inoltre, detto titolo di precedenza contrasta con il principio di libera circolazione nell’Unione ex art. 21 TFUE e con il divieto di porre ostacoli alla mobilità tra le Regioni ex art. 120 Cost. Pertanto la norma regionale che sostituisce la precedenza per i bambini a rischio di svantaggio sociale, con i figli di genitori con residenza quindicennale deve essere dichiarata incostituzionale per violazione degli artt. 3, 117 e 120 Cost.

Corte Costituzionale, sentenza 24 maggio 2018

Il requisito di dieci anni di residenza consecutivi nel territorio nazionale richiesto per i soli cittadini provenienti da paesi terzi ai fini dell’accesso all’edilizia residenziale pubblica introdotto con la L.R. Liguria 13/17 è irragionevole e sproporzionato in quanto si risolve in una forma di discriminazione nei confronti degli extracomunitari che si pone in contrasto con il principio di parità di trattamento di cui all’art. 11 della direttiva 2003/109; pertanto l’art. 4, comma 1, della legge, che introduce il suddetto requisito, è costituzionalmente illegittimo per contrasto con l’art. 117, primo comma Cost.

Corte Costituzionale, ordinanza del 4 maggio 2017

Sono manifestamente inammissibili le questioni di costituzionalità dell’art. 74 Dlgs 151/01 nella parte in cui non riconosce il diritto all’assegno di maternità di base alle donne straniere titolari di permesso unico lavoro e a quelle titolari di permesso umanitario poiché il giudice a quo non ha esaminato le norme nazionali e comunitarie; in particolare in relazione alla prima categoria poiché l’art. 12 della direttiva UE 2011/98 già garantisce il diritto alla parità di trattamento; quanto alla seconda categoria poiché l’art. 34, comma 5, d.lgs 251/07 garantisce al titolare di permesso di soggiorno umanitario i medesimi diritti, anche in materia di assistenza sociale, riconosciuti al titolare di protezione sussidiaria e dunque anche il diritto al predetto assegno.

Corte costituzionale, ordinanza del 15 luglio 2016, n.180

Prestazioni sociali – assegno sociale – requisito del permesso di soggiorno di lungo periodo – mancata considerazione, da parte del giudice rimettente, dell’art. 20, comma 10 DL 112/2008 conv. in L. 133/2008 che ha introdotto il requisito dei 10 anni di residenza in Italia – inammissibilità della questione È inammissibile la questione di costituzionalità dell’art....

Corte Costituzionale, sentenza del 23 febbraio 2016, n. 63

E’ costituzionalmente illegittimo l’art. 70 commi 2 bis lettera a) b) e comma 2 quater della legge Regionale Lombarda n. 2/2015 nella parte in cui introduce condizioni differenziate per la realizzazione di edifici di culto per le confessioni religiose che non hanno stipulato un accordo o un’intesa con lo stato; tale differente trattamento è incostituzionale...

Sentenza della Corte Costituzionale del 27 gennaio 2015, n. 22

La Corte Costituzionale ha dichiarato costituzionalmente illegittimo l’art. 80, comma 19, L. 388/00 nella parte in cui subordina al requisito della titolarità della carta di soggiorno (ora permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo) la concessione agli stranieri regolari della pensione e dell’indennità che la legge riconosce ai cd ciechi civili parziali (ovvero con...

Corte Costituzionale, sentenza del 11 novembre 2015, n. 230

E’ costituzionalmente illegittimo l’art. 80, comma 19, L. 388/00 nella parte in cui subordina al requisito della titolarità della carta di soggiorno la concessione agli stranieri legalmente soggiornanti della pensione di invalidità civile per sordi (L. 381/70 modificata dalla L. 95/06) e della indennità di comunicazione (L. 508/88, art. 4). Stante la natura di detti...

Corte Costituzionale, sentenza del 25 giugno 2015, n. 119

E’ costituzionalmente illegittimo l’art. 3 comma 1 D.lgs 5/4/02 n.77 nella parte in cui – prevedendo il requisito della cittadinanza italiana per l’accesso al servizio civile nazionale – esclude i cittadini stranieri regolarmente soggiornanti in Italia; detta esclusione costituisce infatti una ingiustificata restrizione al pieno sviluppo dello straniero e alla sua integrazione nella comunità d’accoglienza....

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