La vicenda nasce da un ricorso proposto avanti il Tribunale di Firenze dalle associazioni ASGI e L’Altro diritto O.D.V contro un bando del Comune di Arezzo e contro la legge regionale toscana che prevedevano l’attribuzione di un punteggio per la residenza pregressa di gran lunga superiore al punteggio attribuibile in base a situazioni di bisogno (presenza di disabili, numero di minori o anziani presenti nel nucleo, livello di povertà ecc.).
Il ricorso si basava sulla constatazione che criteri come quelli indicati, pur andando a danno di chiunque si sposti sul territorio nazionale, discriminano soprattutto le persone straniere che hanno una mobilità più elevata e che dunque hanno maggiore difficoltà a maturare requisiti di lungo-residenza.
Secondo la Corte le previsioni regionali violano il principio di uguaglianza di cui all’art. 3 Cost. imponendo una differenza tra chi può o meno vantare una condizione come quella della prolungata residenza nel territorio, del tutto dissociata dallo stato di bisogno, dimenticando che “proprio chi versa in stato di bisogno si trasferisce di frequente da un luogo all’altro in cerca di opportunità di lavoro”.
Le associazioni che hanno promosso il giudizio esprimono la massima soddisfazione nel constatare ancora una volta che le politiche sociali devono essere guidate dalla considerazione del bisogno e che la mobilità tra territori non può trasformarsi in ragione di esclusione e di povertà. Confidano che le Regioni, nel doveroso rispetto delle decisioni della Corte, mettano ora mano alle legislazioni regionali per eliminare le norme che privilegiano, nella attribuzione dei punteggi, la durata della residenza o del lavoro nel territorio.
ASGI – Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione APS
L’Altro diritto O.D.V.
Approfondisci
- Corte costituzionale, sentenza n.1/2026
- Comunicato stampa dell’Ufficio stampa della Corte costituzionale
Diritto alla casa
Garantire l’accesso in condizioni di uguaglianza al welfare, smascherando le disuguaglianze strutturali e gli strumenti burocratici di esclusione, per rendere effettivo il diritto sociale essenziale alla casa senza distinzioni.
Questo è lo scopo dell’azione di ASGI che utilizzando una serie di strumenti legali, come il contenzioso strategico, abbatte le barriere burocratiche nazionali e regionali per promuovere la legalità costituzionale nel sistema abitativo pubblico. Il diritto all’abitazione rientra fra i diritti inviolabili della persona, essendo condizione indispensabile affinché sia assicurata a ogni individuo la dignità umana e l’effettiva partecipazione alla vita sociale.
L’Edilizia Residenziale Pubblica (ERP) ha la funzione di garantire questo diritto sociale essenziale a coloro che non dispongono di mezzi economici sufficienti. Pertanto, il criterio cardine per l’accesso e la graduazione del beneficio deve essere necessariamente lo stato di bisogno, come ricordato dalle diverse sentenze della Corte costituzionale ottenute a seguito dei ricorsi che, anche in collaborazione con altre associazioni, abbiamo sostenuto.
Crediamo che la legge non possa trasformare un diritto sociale fondamentale in un premio alla fedeltà territoriale o in uno strumento di esclusione burocratica ma debba rispettare il principio costituzionale che impone la rimozione degli ostacoli che limitano la libertà e l’uguaglianza dei cittadini per permettere ad ogni persona italiana o straniera regolarmente soggiornante che versi in stato di bisogno il diritto di accedere al sistema abitativo pubblico su basi di parità.
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