Code discriminatorie per l’asilo: la Corte d’Appello respinge la sospensiva del Ministero nel ricorso antidiscriminatorio sull’accesso all’asilo a Torino

La Questura è tenuta ad adottare un nuovo modello organizzativo per registrare le domande di asilo entro l’8 dicembre 2025.

Con l’ordinanza del 16 ottobre 2025 la Corte di Appello di Torino ha respinto la richiesta della Pubblica Amministrazione di sospendere temporaneamente l’applicazione della sentenza di primo grado con cui il Tribunale aveva ordinato alla Questura di adottare un nuovo modello organizzativo per gestire le registrazioni delle domande di asilo. Con questa istanza, l’Avvocatura distrettuale aveva chiesto di poter rinviare la riorganizzazione dei suoi uffici in attesa della decisione definitiva del secondo grado di giudizio.

La Corte di Appello non ha accolto la richiesta ed ora la Questura di Torino ha tempo fino all’8 dicembre 2025 per riorganizzare i propri uffici e dare attuazione alla sentenza di primo grado.

Secondo il Tribunale, infatti, il modello organizzativo adottato dalla Questura di Torino nei confronti dei cittadini stranieri che intendono formalizzare una domanda di protezione internazionale integra una discriminazione diretta, individuale e collettiva. La nuova organizzazione dovrà quindi essere in grado di garantire un accesso non discriminatorio e tempestivo al servizio pubblico di formalizzazione della domanda di protezione internazionale.

L’obiettivo non è l’adozione di un modello meramente analogo a quello in uso altrove, ma l’implementazione di un sistema effettivamente adeguato ed efficace che garantisca inequivocabilmente la tutela dei diritti fondamentali e la dignità dei richiedenti asilo. Ci aspettiamo che la Questura colga l’occasione di questa decisione per strutturare una soluzione organizzativa che superi le problematiche riscontrate a Torino e in altre realtà, migliorando i propri servizi e tutelando i diritti delle persone straniere che si rivolgono ai suoi uffici nel pieno rispetto della legge.

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Contrasto alle prassi illegittime: accesso all’asilo e al soggiorno regolare

Promuoviamo azioni volte a contrastare le prassi illegittime della Pubblica Amministrazione che ostacolano il soggiorno regolare e l’accesso ai diritti fondamentali delle persone straniere.

Negli ultimi anni abbiamo registrato un aumento delle difficoltà di accesso agli uffici preposti a raccogliere le domande e i documenti che consentono alle persone straniere di vivere regolarmente in Italia: tempi lunghissimi di attesa, talvolta protratti per oltre un anno, per il rilascio del permesso di soggiorno, richieste di documentazione aggiuntiva non prevista dalla normativa vigente, mancato accesso alle procedure e all’accoglienza per chi richiede asilo, per citare qualche esempio. Attraverso queste prassi, diffuse in tutto il territorio nazionale, viene impedito alle persone straniere di esercitare i propri diritti, quali all’accesso alla protezione internazionale, al soggiorno regolare, all’iscrizione anagrafica, al lavoro, alle prestazioni sociali e alle cure sanitarie.