La Questura di Roma e il Ministero dell’Interno dovranno chiarire le cause dei ritardi nelle procedure di rilascio, rinnovo e conversione dei permessi richiesti con kit postale, a seguito della class action promossa da associazioni, sindacati e singoli cittadini stranieri.
A seguito dell’udienza del 9 gennaio scorso, il TAR del Lazio ha adottato un’ordinanza istruttoria di particolare rilievo nel giudizio promosso per l’efficienza della pubblica amministrazione ai sensi degli articoli 1 e 3 del d.lgs. n. 198/2009 e per l’accertamento della lesione diretta, concreta e attuale dei diritti e degli interessi dei cittadini stranieri ricorrenti, determinata dalla mancata conclusione, nei termini di legge, dei procedimenti di rilascio, rinnovo o conversione del permesso di soggiorno previsti dagli articoli 5 e seguenti del Testo Unico sull’Immigrazione (d.lgs. n. 286/1998).
I ricorrenti, associazioni, sindacati e singoli cittadini stranieri, hanno contestato la gestione delle procedure di rilascio, rinnovo e conversione dei permessi di soggiorno, soffermandosi in particolare sulla fase che va dall’invio del kit postale da parte della persona straniera alla convocazione per il primo appuntamento presso la Questura di Roma. Spesso il tempo occorrente per la fissazione del primo appuntamento è pari a 6 mesi il tempo che dovrebbe durare al massimo l’intera procedura (se non si applica il termine previsto per legge pari a 60 giorni).
Con la propria ordinanza, il TAR ha disposto che la Questura di Roma e il Ministero dell’Interno procedano allo svolgimento di un’istruttoria approfondita, da completarsi entro novanta giorni, finalizzata a individuare le cause dei ritardi, le strategie adottate e la loro reale consistenza, anche attraverso un confronto con quanto avviene in altre questure, sia nel Lazio sia in contesti come Milano, Napoli e Palermo.
Come ASGI accogliamo con grande soddisfazione questo pronunciamento, che riteniamo rappresenti un risultato politico e giuridico di notevole importanza. L’ordinanza conferma la fondatezza delle questioni sollevate e apre uno spazio significativo di verifica e di possibile cambiamento delle prassi amministrative.
Il TAR ha fissato la prossima udienza al 29 settembre 2026.
Ordinanza TAR Lazio n. 543/2026

