Profilazione razziale

La profilazione razziale consiste nell’utilizzo, da parte degli agenti delle forze dell’ordine, quando procedono a operazioni di sorveglianza, controllo o indagine, di elementi quali: la razza, il colore della pelle, la lingua, la religione, la nazionalità, o l’origine nazionale e etnica, senza alcuna giustificazione oggettiva o ragionevole

Commissione Europea contro il Razzismo e l’Intolleranza, ECRI

Fermare o controllare una persona perché in apparenza appartiene a un certo gruppo etnico o religioso, e non per comportamenti sospetti concreti, è fare profilazione razziale. Una pratica che si basa su stereotipi e non su prove che rappresenta una forma di discriminazione.

Diffusa soprattutto in contesti come controlli stradali, operazioni antiterrorismo o perquisizioni, la profilazione razziale da parte delle forze dell’ordine rafforza pregiudizi, isola le persone razzializzate e contribuisce a renderle più vulnerabili alla discriminazione.

Cosa fa ASGI

Tra il 2021 e il 2022, il Progetto Medea ha svolto un monitoraggio alla stazione di Ventimiglia, al fine di evidenziare l’utilizzo sistematico della profilazione razziale da parte delle forze di polizia italiane alla frontiera Italo-Francese. Delle 247 persone sottoposte a controlli alla stazione durante il monitoraggio, soltanto 7 apparivano come persone bianche. A partire da questo lavoro, abbiamo sviluppato una serie di nuove azioni.

Advocacy internazionale

Nel 2023, ASGI ha inviato una segnalazione al CERD, il Comitato ONU per l’eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale. Negli anni successivi, abbiamo condiviso le nostre osservazioni con altri organismi internazionali.

Anche grazie a queste azioni di advocacy, realizzate insieme a collettivi di persone razzializzate e altre associazioni, i seguenti meccanismi hanno esaminato la situazione relativa alla profilazione razziale in Italia:

  • CERD, “Osservazioni conclusive” sul 21° rapporto dell’Italia sull’implementazione della Convenzione per l’Eliminazione delle Discriminazioni Razziali (agosto 2023): il CERD ha accolto le richieste dell’ASGI, dettagliando una serie di misure che il governo italiano dovrebbe adottare per contrastare e prevenire la profilazione razziale.
  • Commissione Europea contro il Razzismo e l’Intolleranza (ECRI) del Consiglio d’Europa, sesto rapporto di monitoraggio sull’Italia (ottobre 2024): la Commissione ha rilevato che “le autorità non raccolgono dati adeguatamente disaggregati sulle attività di fermo e di controllo della polizia, né sembrano essere consapevoli dell’entità del problema, e non considerano la profilazione razziale come una forma di potenziale razzismo istituzionale“. Di conseguenza, ha raccomandato alle autorità italiane di commissionare uno “studio completo e indipendente con l’obiettivo di individuare e affrontare qualsiasi pratica di profilazione razziale da parte delle forze dell’ordine“.
  • EMLER – Meccanismo dell’ONU per l’avanzamento della giustizia razziale nell’ambito delle operazioni delle forze dell’ordine, rapporto sulla visita in Italia (ottobre 2024): il rapporto definisce la profilazione razziale da parte delle forze dell’ordine in Italia come una pratica sistematica e dannosa, su cui non avviene una adeguata raccolta dati disaggregati da parte delle autorità nazionali e che spesso non viene denunciata dalle vittime per via dei comportamenti intimidatori delle forze di polizia. L’EMLER ha proposto una serie di raccomandazioni.

Advocacy locale

In seguito alla pubblicazione delle raccomandazioni del CERD, ASGI ha invitato alcune amministrazioni locali ad adottare le misure necessarie affinché le raccomandazioni del CERD e degli altri meccanismi internazionali vengano implementate. Ad oggi, le seguenti amministrazioni hanno assunto un impegno formale in tal senso:

  • Consiglio Comunale di Torino, ODG n° 16 relativo a “Discorsi di incitamento all’odio (hate speech) e profilazione razziale” (24 luglio 2024): il documento impegna l’Amministrazione Comunale a sollecitare Governo e Parlamento a prendere le misure necessarie per dare piena implementazione alle ultime raccomandazioni del CERD all’Italia. Inoltre, l’Amministrazione si impegna a “prevedere, nell’ambito dei corsi di aggiornamento rivolti al personale dipendente del Comune, in particolare coloro che si trovano a lavorare a contatto con la cittadinanza, ivi compresa la Polizia Municipale, adeguata formazione in materia di discriminazione e profilazione razziale“.  
  • Consiglio Comunale di Bologna, ODG del 7 luglio 2025: il Consiglio Comunale invita il Sindaco e la Giunta a sollecitare Governo e Parlamento a dare piena attuazione alla Convenzione ONU contro il razzismo, comprese le raccomandazioni del CERD e a modificare la normativa vigente al fine di prevenire e contrastare la profilazione razziale e l’hate speech.
     

Azioni di contrasto all’istituzione delle c.d. “zone rosse”

Da fine 2024 in varie città italiane sono state istituite le cosiddette “zone rosse”, aree urbane dove le forze dell’ordine possono allontanare sulla base di valutazioni discrezionali persone con precedenti penali che assumano atteggiamenti ritenuti “aggressivi, minacciosi e/o insistentemente molesti”. La amplissima discrezionalità garantita alle forze di polizia da questo istitituto aumenta il rischio di profilazione razziale.

ASGI, insieme ad altre associazioni, ha promosso azioni legali contro l’istituzione delle zone rosse a Napoli, Milano, Roma, Bologna, Firenze.

A luglio 2025, con una sentenza che costituisce un importante precedente a livello nazionale, il TAR Campania ha annullato l’ordinanza del Prefetto di Napoli che prorogava le zone rosse fino al 30 settembre 2025.

Richieste di accesso ai dati

[Questo forse è un po’ prematuro, ma la pubblicazione con l’università potrebbe andare qui]

“L’abuso silenzioso”: un reportage sulla profilazione razziale pubblicato sulla Revue Dessinée

Nel N. 12/Primavera 2025 della rivista di inchieste a fumetti La Revue Dessinée un reportage di Anna Toniolo, Simone Fontana e Filippo Perelli si occupa la profilazione razziale in Italia. Il reportage è frutto di un lavoro di ricerca e interviste che ha coinvolto anche noi, che abbiamo raccontato cosa sia la profilazione razziale e le azioni dell’ASGI per contrastarla. 


Eventi

“I soliti sospetti”: Anna Brambilla (ASGI) e Luigi Mastrodonato (giornalista) dialogano con Lamine Kalabane e Lucia Li di Occhio ai media – Progetto Yaya al Festival di Internazionale a Ferrara



Comitati e iniziative da seguire

  • Giustizia per Ramy e Fares: il Coordinamento anti-razzista italiano ha promosso varie attività e manifestazioni per richiedere indagini rigorose sull’incidente che ha causato la morte di Ramy Elgaml e il ferimento di Fares Bouzidi a Corvetto, Milano. Qui la loro pagina Instagram.
  • Comitato Verità e Giustizia per Moussa Diarra: il comitato si è costituito dopo l’uccisione del giovane maliano da parte di un agente di polizia ferroviaria a Verona, per fare luce sulle circostanze poco chiare dei fatti. Qui le pagine Facebook e Instagram
  • Progetto Yaya, progetto di Ferrara che si occupa di profilazione razziale in Italia. Il loro sito raccoglie testimonianze di persone che hanno subito profilazione razziale.