17 giugno – Roccella Jonica, “Lontano dagli occhi: disprezzati i vivi, cancellando i morti. Giornata di testimonianze e iniziative in memoria delle vittime del naufragio di Roccella Ionica”

Oggi, 17 giugno, ricorre il primo anniversario del naufragio di 𝙍𝙤𝙘𝙘𝙚𝙡𝙡𝙖 𝙄𝙤𝙣𝙞𝙘𝙖 dove persero la vita 56 persone. 

A un anno dalla strage, Carovane migranti, ASGI,  l’ass. Sabir e  tutta la Rete 26 Febbraio,  hanno organizzato il convegno  “Lontano dagli occhi: disprezzati i vivi, cancellando i morti.  Giornata di testimonianze e iniziative in memoria delle vittime del naufragio di Roccella Ionica”.

L’iniziativa si inserisce nel percorso che la Rete 26 Febbraio sta portando avanti dal febbraio 2023 a seguito della strage avvenuta a Steccato di Cutro per la quale è stato avviato, da poco tempo, il procedimento con l’accusa di naufragio e omicidio colposo plurimo. E, inoltre, si inserisce nell’attività complessiva di Asgi, con il  progetto Medea,   sul Diritto alla verità e alla giustizia. 

La notte tra il 16 e il 17 giugno 2024, un’imbarcazione partita dalle coste turche con 67 migranti, è naufragata a circa 120 miglia dalla Calabria,  in acque internazionali. Una nave da diporto francese intervenne mettendo in salvo 12 delle persone che erano a bordo. Il bilancio totale è di 56 morti, tra cui una donna che è deceduta dopo il soccorso. I superstiti furono condotti  a Roccella Ionica. 

Il naufragio di Roccella non ebbe l’impatto mediatico dell naufragio di Steccato di Cutro perché sin nell’immediatezza  venne circondato da un grande silenzio,  senza che fosse possibile neanche ai giornalisti documentare quello che era successo. Il trasporto dei corpi che furono recuperati avvenne di notte e verso  porti distanti tra loro. Ancora oggi non è noto  il numero esatto dei corpi recuperati. Nessun comunicato, nessuna cerimonia, nessuna informazione e nessun supporto ai familiari accorsi. 

Nei giorni successivi, familiari, attivisti  e organizzazioni della società civile si mobilitarono immediatamente, cercando di colmare quel vuoto di informazioni e anche per garantire piena protezione alle persone sopravvissute.

Qualche giorno fa – il 29 maggio – dopo diverse azioni condotte da ASGI nell’ambito del progetto Medea, per i morti del naufragio di Roccella e sepolti presso il cimitero di Arno, il Comune di Reggio Calabria ha dato atto di aver apposto le targhette metalliche con i loro nomi. 

Il tema del diritto alla verità e alla giustizia per tutte e tutti coloro che muoiono o scompaiono lungo le rotte delle migrazioni e alle frontiere sta assumendo sempre  più importanza per chi resta, per chi sopravvive, per chi scompare, per i familiari, per le/i giuristi, per le/gli attivisti, per la società tutta. La questione è molto complessa anche per la molteplicità di aspetti e profili. 

La pubblicazione, sul sito ASGI,  di una pagina dedicata al Diritto alla verità e alla giustizia vuole essere  un nostro contributo per ridare dignità, verità e giustizia nel fragile equilibrio tra il diritto dei vivi e quello di chi è scomparso per la politica delle frontiere.