Corte di Giustizia Europea: la cittadina extra UE titolare di permesso unico lavoro ha diritto all’assegno famiglie numerose

I cittadini extra UE titolari di un permesso che consente di lavorare hanno diritto alla parità di trattamento nell’accesso alle prestazioni di sicurezza sociale in forza dell’art. 12 direttiva 2011/98.

Con sentenza del 21 giugno 2017 lo ha affermato la Corte di Giustizia Europea, esaminando il caso di una signora ecuadoriana alla quale il Comune di Genova e l’INPS avevano negato l’assegno famiglie numerose.

La Corte, a seguito del rinvio effettuato dalla Corte d’Appello di Genova, ha riconosciuto che la prestazione di cui all’art. 65 L.448/1998, in quanto attribuita in forza di requisiti predeterminati e oggettivi (e non attraverso una valutazione discrezionale) rientra nella nozione di “prestazione di sicurezza sociale” e deve pertanto essere riconosciuta a tutti i cittadini stranieri di cui all’art. 12 cit. in condizioni di piena parità con i cittadini Italiani.

Giunge così a conclusione l’impegno che da anni ASGI porta avanti promuovendo in tutta Italia azioni come quella giunta all’attenzione della Corte Europea e volta a garantire la parità di trattamento tra italiani e stranieri nell’accesso alle prestazioni sociali.

Si tratta di un provvedimento di estrema importanza “ afferma l’avv. Guariso che, unitamente ad ASGI, ha patrocinato la causa “infatti, pur riferendosi all’assegno al nucleo familiare numeroso, il principio affermato dalla Corte vincolerà i giudici nazionali che dovranno decidere in relazione a problemi simili quali il diritto all’assegno di maternità, al bonus bebè e al premio nascita”.

ASGI confida che, a seguito della pronuncia della Corte di Giustizia Europea, l’INPS vorrà conformarsi al principio dalla stessa dettato evitando il protrarsi di un contenzioso oneroso sia per la pubblica amministrazione sia per gli stranieri  che devono esercitare il proprio diritto che sono circa il 40 % del numero totale di stranieri  presente sul territorio.

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