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Corte di Cassazione, I sezione civile, sentenza del 3 marzo 2020, n. 5936

Nel procedimento teso all'accertamento dell'età del minore straniero non accompagnato, le sue dichiarazioni alle autorità preposte non possono essere utilizzate per suffragare i dubbi sull'età effettiva, ma costituiscono il presupposto per l'attivazione del procedimento previsto quando manchi un documento anagrafico, all'esito del quale il tribunale per i minorenni deve avvalersi anche dell'accertamento sanitario che indichi il margine di errore e i conseguenti valori minimi e massimi attribuibili all'età del minore, cosicché, ove tale margine non consenta di addivenire con certezza alla determinazione dell'età, andrà applicata la regola presuntiva della minore età. (In applicazione di tale principio la S.C. ha cassato il decreto della corte d'appello che, dopo aver ritenuto inattendibile l'allegazione della minore età del reclamante, aveva respinto il reclamo sull'assunto della irrilevanza del range di errore indicato nell'accertamento medico dell'accrescimento osseo, in quanto riferibile solo a soggetti nati nell'area mediterranea e non invece a quelli provenienti dal Gambia).

Corte di Cassazione, I sezione civile, ordinanza del 27 febbraio 2020, n. 5387

Nel caso di domanda di protezione internazionale proposta da un minore straniero non accompagnato, allorché alla data di deposito del ricorso non fosse ancora entrato in vigore l’art. 2, comma 4, del d.lgs. n. 220 del 2017 che – modificando l’art. 19-bis del d.l. n. 13 del 2017, conv. con modif. dalla l. n. 46...

Corte di Cassazione, I sezione civile, ordinanza del 17 febbraio 2020, n.3876

In materia di soggiorno per motivi di coesione familiare, ai fini del rilascio della carta di soggiorno ad un genitore, non appartenente all’Unione Europea, di minore, cittadino dell’U.E., e convivente con cittadina dell’U.E. residente in Italia, pur costituendo un presupposto la convivenza tra i predetti, la loro relazione stabile di fatto – “debitamente attestata” con...

Corte di Cassazione, VI sezione civile, ordinanza del 23 gennaio 2020, n. 1563

Nel giudizio avente ad oggetto l'autorizzazione all'ingresso o alla permanenza in Italia del familiare del minore straniero, ex art. 31, comma 3, del d.lgs. n. 286 del 1998, la sussistenza di comportamenti del familiare medesimo incompatibili con il suo soggiorno nel territorio nazionale deve essere valutata in concreto e attraverso un esame complessivo della sua condotta, al fine di stabilire, all'esito di un attento bilanciamento, se le esigenze statuali inerenti alla tutela dell'ordine pubblico e della sicurezza nazionale debbano prevalere su quelle derivanti da gravi motivi connessi con lo sviluppo psicofisico del minore, cui la norma conferisce protezione in via primaria.

Corte di Cassazione, VI sezione civile, ordinanza del 16 gennaio 2020, n. 773

I "gravi motivi connessi con lo sviluppo psicofisico" del minore, che consentono la temporanea autorizzazione alla permanenza in Italia del suo familiare, secondo la disciplina prevista dall'art. 31 del d.lgs. n. 286 del 1998, devono consistere in situazioni oggettivamente gravi, comportanti una seria compromissione dell'equilibrio psicofisico del minore, non altrimenti evitabile se non attraverso il rilascio della misura autorizzativa; la normativa in esame non può quindi essere intesa come volta ad assicurare una generica tutela del diritto alla coesione familiare del minore e dei suoi genitori. Sul richiedente l'autorizzazione incombe, pertanto, l'onere di allegazione della specifica situazione di grave pregiudizio che potrebbe derivare al minore dall'allontanamento del genitore.

Corte di Cassazione, sezioni unite, sentenza del 2 ottobre 2019, n. 24608

La Corte di Cassazione, Sezioni Unite, con la sentenza n. 24608 del 2 ottobre 2019, ricordano la sentenza delle Sezioni Unite n. 30657/2018 affermando che “quando nel giudizio di divorzio introdotto innanzi al giudice italiano siano avanzate domande inerenti la responsabilità genitoriale ed il mantenimento di figli minori non residenti abitualmente in Italia, ma in...

Corte di giustizia dell’Unione europea, sentenza del 2 ottobre 2019 nella causa C-93/18

L’articolo 7, paragrafo 1, lettera b), della direttiva 2004/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativa al diritto dei cittadini dell’Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri, che modifica il regolamento (CEE) n. 1612/68 ed abroga le direttive 64/221/CEE, 68/360/CEE, 72/194/CEE, 73/148/CEE,...

Corte di Cassazione, I sezione civile, sentenza del 12 settembre 2019, n. 22828

In tema di provvedimenti in favore dei minori, ai sensi degli artt. 1 e 4 della Convenzione dell’Aja del 1961, resa esecutiva con la l. 24 ottobre 1980, n. 742, applicabile “rationae temporis”, la competenza giurisdizionale internazionale è attribuita, in via generale, allo Stato di dimora abituale del minore, operando il criterio dello Stato di...

Corte di Cassazione, prima sezione civile, ordinanza del 10 luglio 2019, n. 18540

Ai fini del riconoscimento della protezione umanitaria, tra i soggetti vulnerabili di cui all’art. 2, comma 1, lett. h-bis, del d.lgs. n. 25 del 2008, come modificato dall’art. 25, comma 1, lett. b, n. 1, del d.lgs. n. 142 del 2015, rientrano espressamente anche i “genitori singoli con figli minori”, sicché, accertata la relativa situazione...

Decreto legislativo 22 dicembre 2017, n. 220

Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 18 agosto 2015, n. 142, di attuazione della direttiva 2013/33/UE recante norme relative all’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale nonché della direttiva 2013/32/UE recante procedure comuni ai fini del riconoscimento e della revoca dello status di protezione internazionale( GU n. 12 del 16-1-2018)

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