Asilo impossibile: il TAR Veneto chiede al Ministero dell’Interno e alle Questure di Venezia e Vicenza un’assunzione di responsabilità

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Documentare in modo circostanziato quali sono state le iniziative poste in essere dall’Amministrazione per risolvere i ritardi registrati nella formalizzazione delle richieste di asilo dei cittadini stranieri presso le Questure di Venezia e Vicenza.

È quanto chiede il Tribunale Amministrativo Regionale del Veneto, sez. III, al Ministero dell’Interno e alle Questure di Venezia e Vicenza con le ordinanze nn. 1608 e 1609 del 24 settembre 2025, pubblicate nell’ambito delle class action pubbliche sui ritardi nell’accesso alla protezione internazionale presso le due questure.

Il TAR anzitutto conferma la propria competenza territoriale, rigettando l’eccezione dell’avvocatura dello Stato che avrebbe voluto spostare la causa innanzi al TAR Lazio. Chiede quindi un’assunzione di responsabilità all’amministrazione dell’Interno, non limitandosi ad ordinare di dare prova dei presunti miglioramenti nelle tempistiche di formalizzazione delle domande di asilo, ma pretendendo la dimostrazione dell’adozione di misure strutturali per superare la palese inefficienza nelle procedure di registrazione delle domande di asilo.

Inoltre, il Tribunale Amministrativo chiede chiarimenti circa il rapporto tra la disfunzione (che è ammessa dalla stessa avvocatura dello stato) e le scelte allocative delle risorse economiche, umane e strumentali a disposizione delle Questure. Il TAR, in poche parole, non si limita ad indagare la questione della scarsità delle risorse, ma chiede di approfondire prima di tutto come le risorse a disposizione siano state utilizzate.

Non solo: alla luce delle violazioni riscontrate a livello nazionale, il Ministero dell’Interno dovrà presentare una relazione che permetta di chiarire “anche attraverso l’ausilio di tabelle riepilogative dei dati rielaborati su scala nazionale, se la dimensione del fenomeno dei richiedenti la protezione internazionale presso la Questura di Venezia sia superiore, inferiore o paragonabile a quella riscontrabile presso le altre Questure italiane, e ciò al fine di verificare se l’entità delle risorse assegnate alla Questura di Venezia sia coerente con l’entità del fenomeno stesso”.

A promuovere i ricorsi collettivi contro le Questure di Venezia e Vicenza lo scorso 7 maggio sono state alcune organizzazioni della società civile attive nella tutela dei diritti dei migranti e, nello specifico, dei richiedenti asilo: ASGI, EMERGENCY, Lungo la Rotta Balcanica e CADUS per il territorio di Venezia, con il sostegno di Casa di Amadou; ASGI e CADUS per quello di Vicenza. Nel corso del giudizio sono intervenute, a supporto dei ricorrenti, anche OXFAM ITALIA, Casa di Amadou e Spazi circolari.

Il 17 settembre 2025 si è celebrata la prima udienza di discussione di entrambi i processi.

Ora l’Amministrazione dell’Interno avrà 90 giorni dal giudizio per presentare la relazione che dovrà contenere molti dettagli organizzativi e potrebbe rendere pubblica una malagestione che, da anni e su tutto il territorio nazionale, si perpetra in danno delle persone straniere richiedenti asilo.

Tutto questo partendo da un primo adempimento richiesto dalla legge ed ignorato dalle Questure: pubblicare sul sito istituzionale la notizia delle class action.

Piccoli passi, senza dubbio, soprattutto per chi ogni giorno, per la difficoltà di accesso o per le lungaggini burocratiche vede gravemente compromesso l’esercizio di diritti come quello di chiedere asilo, e di conseguenza quelli all’assistenza sanitaria, al lavoro, all’accoglienza.

Ma comunque – dichiarano le associazioni – “si tratta di passi necessari ed importanti per cercare di tutelare i diritti fondamentali delle persone richiedenti asilo, obbligando le amministrazioni competenti, quantomeno, a dare conto delle proprie scelte organizzative e di allocazione delle risorse disponibile e ad impegnarsi, realmente, per migliorare l’esercizio delle proprie funzioni.

Perché il buon andamento della pubblica amministrazione, di cui all’art. 97 Cost., è un obbligo che lo Stato, in tutte le sue articolazioni, deve adempiere nei confronti di tutte le persone presenti in Italia, non solo dei cittadini e delle cittadine italiane”.

ASGI

CADUS

Casa di Amadou

EMERGENCY

Lungo la Rotta Balcanica

OXFAM ITALIA

Spazi Circolari

Ordinanza n. 1608 del 24.09.25 (Questura di Vicenza)

Ordinanza n. 1609 del 24.09.25 (Questura di Venezia)

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