InLimine – Il Diritto di Sapere

Promuoviamo azioni contro l’invisibilità
dei luoghi di trattenimento per persone migranti,
rafforzando la capacità di controllo della società civile.
Non per migliorare la condizione dei centri, ma per esigerne la chiusura.

Finanziatore

Civitates

Periodo progetto

Da gennaio 2026 a dicembre 2026

Nei CPR, negli hotspot, nei “luoghi idonei”, le persone vengono private della libertà in forza di una misura amministrativa che colpisce esclusivamente individui razzializzati. È in questi centri che trova forma la selettività dei confini europei. Con l’entrata in vigore del nuovo Patto europeo sulla migrazione e l’asilo, la possibilità di essere trattenuti, e di rimanerlo a lungo, aumenta enormemente, in condizioni di abbandono e privazione. 

La localizzazione di molti centri di confinamento non è resa pubblica e, a seguito del Protocollo Italia-Albania, la struttura di Gjadër è addirittura collocata al di fuori del territorio nazionale. Questo sistema frammentato è frutto di una strategia politica che allontana la società civile dal controllo democratico sui luoghi di detenzione e che ostacola fortemente il diritto delle persone trattenute di comunicare con l’esterno.

Malgrado una giurisprudenza consolidata riconosca il diritto della società civile ad accedere a questi spazi, le autorità continuano a ostacolarlo, presentando l’accesso e la diffusione di informazioni come un rischio per la sicurezza pubblica o un intralcio all’azione amministrativa. 

InLimine – Il Diritto di Sapere nasce dalla convinzione che l’ingresso della società civile nei centri di trattenimento sia fondamentale per il controllo democratico, violando l’invisibilità da cui sono avvolti. L’accesso è parte di una strategia volta a costruire una rete di sostegno e solidarietà, superando l’isolamento delle persone trattenute.

Non cerchiamo il miglioramento di questi luoghi: renderli visibili, esporli, raccogliere evidenze  e informazioni serve ad aggiungere elementi di denuncia  per esigerne la chiusura. Per questo, il progetto intende:

  • supportare nuove richieste di accesso nei luoghi di trattenimento, favorendo la partecipazione e il contributo di soggetti, professionalità e competenze differenti; 
  • rivendicare il pieno diritto delle persone trattenute di comunicare e di costruire relazioni con l’esterno.

Per contattarci: dirittodisapere@asgi.it