Navi alla Libia, otto associazioni contro la Francia: così diventa complice delle violazioni dei diritti umani

Associazione Studi Giuridici Immigrazione (ASGI), Amnesty International, Medecins Sans Frontieres France, GISTI – Groupe d’information et de soutien des immigrés, Ligue des droits de l’Homme, La Cimade, Avocats sans Frontieres e Migreurop hanno presentato un ricorso contro la decisione del governo francese di donare sei navi alla Marina libica, di cui fa parte anche la Guardia costiera del paese nordafricano.

La donazione delle sei navi era stata annunciata dal ministro della Difesa francese a febbraio.

Nel ricorso è stata richiesta la sospensione della consegna, fino a quando il tribunale amministrativo deciderà, entro 48 ore, se la donazione è legittima, ritenendo che quelle navi potrebbero essere usate per intercettare i migranti in mare e riportarli in Libia, dove subirebbero gravi violazioni dei diritti umani.

Da diversi anni le associazioni e organismi internazionali  che oggi chiedono la sospensione della consegna hanno regolarmente allertato le conseguenze di questa collaborazione per i diritti dei migranti intrappolati nell’inferno libico. Il sostegno finanziario e materiale dei governi europei alle guardie costiere libiche si è accelerato negli ultimi anni, in cambio della loro cooperazione per impedire alle persone di raggiungere le coste europee.

La cooperazione per esternalizzare i controlli di confine alle autorità libiche è stata avviata da tempo anche dall’Italia e contro tale politica l’ASGI aveva già avviato dei ricorsi con altre associazioni, utilizzando lo strumento dell’accesso civico per raccogliere la documentazione comprovante le attività con la Libia a cui erano stati destinati 2.500.000 euro di fondi della cooperazione al sostegno delle attività di controllo delle frontiere e dell’immigrazione, come la riparazione di quattro imbarcazioni, precedentemente donate dall’Italia e la formazione della Guardia costiera del paese nordafricano.

Queste imbarcazioni rappresentano oggi il simbolo dell’esternalizzazione delle politiche europee di controllo della migrazione in Libia , ma la Francia, come l’Italia,  non può ignorare la situazione in Libia né che con questa consegna diventerebbe ufficialmente complice degli attacchi sulle vite e sulla sicurezza delle persone che da lì cercano di fuggire.

 

Si veda anche il comunicato di Amnesty International e per un approfondimento dell’azione il comunicato di Migreurop.

 

Foto di currens da Pixabay

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