CommemorAction: con le famiglie delle persone scomparse, per il diritto alla verità

Tipologia del contenuto:Comunicati stampa

Per rompere il silenzio sulle scomparse durante la migrazione e la violenza dei confini, per riconoscere i nomi e custodire la memoria di ciascuna delle vittime, per pretendere verità e giustizia. Non abbiamo dimenticato e non dimenticheremo. Continueremo a camminare domandando, chiedendo risposte e giustizia.

La mattina del 6 febbraio 2014, un gruppo di circa 300 migranti di origine sub-sahariana, cercò di raggiungere a nuoto Ceuta, l’enclave spagnola in Marocco, attraverso la spiaggia di Tarajal. Furono violentemente respinti dalla Guardia Civil che sparò pallottole di gomma e fumogeni contro le persone che si trovavano in acqua. In quella che viene ricordata come la strage di Tarajal morirono almeno 14 persone e altre rimasero ferite, numerosi furono i dispersi. Ai familiari delle vittime fu impedito l’ingresso in Europa per il riconoscimento e il rimpatrio dei corpi dei propri cari. Per ricordare questa strage e la violenza del regime delle frontiere, ogni anno a Ceuta si svolge una manifestazione promossa dalle associazioni spagnole.

Oggi, a distanza di oltre 10 anni da quella che è diventata una data simbolica per la denuncia del mortale regime delle frontiere e la violenza contro le persone in movimento, partecipiamo al Commemor’Action globale del 6 febbraio 2026 e alle richieste di verità, giustizia e riparazione per le vittime della migrazione e per le loro famiglie.  E in memoria di tutte e tutti coloro che sono morti o scomparsi alle frontiere di terra e in mare o nelle nostre città, contrapponendo la memoria all’oblio, ci uniamo alla denuncia della violenza dei confini che continua a causare morti, sparizioni forzate, e criminalizzazione della solidarietà, lungo tutte le rotte migratorie e nelle nostre città. Scegliamo di farlo provando a restituire memoria, verità e giustizia ad un gruppo di persone, di madri, sorelle, figlie, compagne, di padri, fratelli, figli e compagni partiti e ad oggi mai arrivati a destinazione.

A fine agosto 2025, oltre 70 persone su un’imbarcazione partita dalla Libia sono scomparse, nonostante le diverse richieste di soccorso, in una delle aree più sorvegliate al mondo, in una zona di mare tra Libia e Tunisia. Come è possibile? Dove sono? Conoscere la verità, conoscere cosa è successo è la prima delle richieste avanzate dai familiari, una richiesta che abbiamo voluto raccogliere pubblicando, assieme ad Alarm Phone, la loro storia e avanzando una richiesta di accesso agli atti, a fini difensivi, alle autorità italiane.   

Gli eventi mortali nel Mediterraneo non sono eventi isolati. Solo in questi ultimi giorni sono scomparse in mare circa 1000 persone in concomitanza con il ciclone “Harry”, un corpo è stato recuperato il 30 gennaio durante un’operazione di soccorso della Ocean Viking. Il 3 febbraio scorso, nel mare Egeo, almeno 14 persone sono morte e altre risultano disperse a seguito della  collisione del 3 febbraio tra una nave della Guardia costiera greca e un’imbarcazione di migranti nei pressi dell’isola di Chios.  Altri ancora sono scomparsi lungo le altre rotte, in silenzio.

La violenza del confine è mortale ovunque, nel mediterraneo centrale, nel mar adriatico, alle frontiere terrestri. A Steccato di Cutro, a Roccella, a Ventimiglia, al largo della Libia, nel Mar Egeo. 

Con le nostre azioni, cerchiamo di dare delle risposte ai familiari e dignità alle persone scomparse. C’è ancora molto da fare. 

Non smetteremo di essere accanto alle famiglie, ai superstiti, alle vittime e di denunciare la violenza delle frontiere. Non smetteremo di costruire ponti dove ci sono muri e di tessere memoria per  non dimenticare. Non smetteremo di chiedere verità e giustizia.

Lo Stato deve assicurare che siano attivate tutte le procedure necessarie a garantire la ricerca dei dispersi, l’identificazione delle vittime nonché, anche a distanza di tempo, tutelare il diritto delle famiglie a ritrovare i propri congiunti e restituire un’identità alle vittime. Per maggiori informazioni si veda la pagina dedicata al diritto alla verità.

Tipologia del contenuto:Comunicati stampa