What happened to them?

Tipologia del contenuto:Comunicati stampa

A fine agosto 2025 oltre 70 persone risultano scomparse dopo essere partite via mare dalla Libia. Familiari delle persone disperse, ASGI e Alarm Phone chiedono di sapere cosa sia accaduto all’imbarcazione, scomparsa in un tratto di Mediterraneo considerato tra i più sorvegliati al mondo.

Secondo le informazioni raccolte, l’imbarcazione è partita da Zuwara la sera del 26 agosto 2025. L’ultimo contatto risale alla mattina del 27 agosto, quando un familiare ha ricevuto la posizione della barca, situata a circa 64 miglia nautiche a nord di Zuwara e 95 miglia a sud-ovest di Lampedusa. A bordo viaggiavano persone provenienti principalmente dalla Somalia, oltre che da Egitto, Eritrea, Pakistan e Bangladesh.

Nella notte tra il 27 e il 28 agosto Alarm Phone è stata informata della perdita di contatti con l’imbarcazione e ha immediatamente allertato le autorità competenti. Nonostante i tentativi di ricostruire quanto accaduto, non risultano operazioni di soccorso o intercettazione riconducibili a quel gruppo né da parte delle autorità libiche, né tunisine, né italiane, né maltesi. Anche le ONG di ricerca e soccorso presenti nell’area nei giorni successivi hanno escluso di aver soccorso quell’imbarcazione.

Nei mesi successivi numerose famiglie si sono rivolte ad Alarm Phone e ad ASGI Medea per segnalare la scomparsa dei propri familiari. È stato possibile ricostruire un elenco di almeno 73 persone a bordo. Alcuni parenti hanno inoltre ricevuto telefonate da numeri europei non identificabili o non richiamabili; in un caso, una persona ha riferito di trovarsi detenuta in un carcere italiano su un’isola, senza tuttavia che fosse possibile verificare l’attendibilità dell’informazione o collegarla con certezza all’imbarcazione scomparsa.

Il 4 febbraio 2026 i familiari delle persone disperse, insieme ad ASGI Medea, hanno presentato una richiesta di accesso agli atti alla Guardia Costiera italiana per accertare quali attività siano state svolte dopo la segnalazione dell’imbarcazione in difficoltà.

La richiesta si fonda sul diritto alla verità, riconosciuto dal diritto internazionale umanitario e dai sistemi europei e internazionali di tutela dei diritti umani. Tale diritto comprende la possibilità per i familiari di conoscere la sorte dei propri congiunti, di partecipare alle indagini e di ottenere riparazione. Le autorità hanno l’obbligo di avviare ricerche e indagini ogni volta che vi siano indizi di una scomparsa, senza trasferire l’onere della prova sulle famiglie.

A distanza di mesi, restano senza risposta le domande fondamentali: cosa è accaduto all’imbarcazione partita da Zuwara il 26 agosto 2025? Che fine hanno fatto le persone che si trovavano a bordo? I familiari continuano a chiedere verità e giustizia.

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