ASGI al Comune di Roma:interrompere immediatamente il doppio accertamento dell’età per i minori bengalesi

L’ appartenenza ad una certa nazionalità non puo’ determinare un trattamento speciale .

L’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione apprende con grande preoccupazione che il Comune di Roma ha ripreso la pratica illegittima del doppio accertamento dell’età, presso l’Ospedale militare di Roma, dei minori di cittadinanza bengalese già accolti da tempo nelle strutture comunali per minori stranieri non accompagnati.
Ancora una volta, si è deciso di dare seguito a un sospetto generalizzato di presunta falsità delle generalità dei minori di origine bengalese, peraltro già sottoposti mesi fa a un accertamento dell’età da parte di una struttura pubblica romana.
La vicenda nasce, alcuni mesi fa, da un dichiarato intento del Comune di Roma di coinvolgere i minori di una precisa nazionalità (quella bengalese) in uno speciale controllo presso una struttura militare: il tutto sulla base di un sospetto che investe non i singoli ma l’intero gruppo su base nazionale.
Nonostante la chiarissima contrarietà alla più basilari norme del diritto antidiscriminatorio (secondo cui l’appartenenza a una certa nazionalità non può mai determinare un trattamento speciale), erano stati disposte alcune decine di accertamenti all’Ospedale militare, anche grazie al sostegno del giudice tutelare di Roma.
Questi primi accertamenti erano stata tuttavia sottoposti alla valutazione del Tribunale di Roma, che in tempi brevi si esprimerà sulla loro legittimità.
Il Comune di Roma aveva sospeso a luglio la pratica illegittima a fronte delle forti proteste e delle iniziative giudiziarie intraprese o probabilmente anche a causa di tre tentati suicidi da parte dei minori ospiti delle strutture pubbliche.
Adesso si ha notizia di una nuova ondata di controlli. Questo nonostante il cambio della guida politica della città di Roma e dunque dei servizi preposti alla tutela dei minori stranieri.
L’Asgi chiede alla nuova amministrazione di interrompere immediatamente i controlli ripresi e di dare pubbliche spiegazioni su quali siano le basi giuridiche a fondamento di una pratica che appare, viceversa, del tutto contraria ai più basilari principi di diritto.

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