La salute delle persone migranti in CPR: lettera di ASGI al Ministero, al Garante Nazionale e all’Ordine dei Medici di Rimini

La Questura e il Ministero stanno cercando di influenzare i medici affinché dichiarino idonee persone che invece potrebbero non esserlo, sostenendo che i giudizi di non idoneità “ostacolano” le politiche sull’immigrazione. Abbiamo scritto al Ministero dell’Interno, alla Prefettura e Questura di Rimini, all’AUSL Romagna, all’Ordine dei Medici e al Garante nazionale per denunciare gravi pressioni sulle valutazioni mediche delle persone trattenute nei CPR.

L’Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione (ASGI) con una lettera del 7 novembre indirizzato al Ministero dell’Interno, Prefettura e Questura di Rimini, AULS e Ordine dei Medici di Rimini e Garante Nazionale delle Persone private della Libertà, ha segnalato quanto appreso in ordine a gravi ingerenze da parte della Questura di Rimini e del Ministero dell’Interno nei confronti dell’Azienda USL della Romagna, che sembrano voler condizionare le valutazioni mediche di idoneità alla vita nei Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR). Tali ingerenze si manifestano innanzitutto attraverso comunicazioni della Questura di Rimini indirizzate all’AUSL e alla Prefettura, nelle quali si afferma che le valutazioni di non idoneità sanitaria rischiano di “vanificare l’attuazione della vigente normativa in materia di immigrazione irregolare”. ASGI ritiene che tale formulazione configuri un’intromissione inaccettabile dell’autorità di pubblica sicurezza nell’esercizio autonomo della funzione medica, trasformando una valutazione clinica in uno strumento subordinato alle esigenze operative dell’amministrazione espulsiva.

Ancora più preoccupante è risultato l’intervento del Ministero dell’Interno che, stando a quanto appreso, avrebbe disposto unilateralmente lo spostamento delle visite di idoneità sanitaria dai locali del Pronto Soccorso dell’AUSL ai luoghi di competenza delle Forze dell’ordine, con la motivazione di una presunta pericolosità generalizzata dei cittadini stranieri. Questa decisione rischia di minare gravemente la dignità della visita medica, negando ai cittadini stranieri e al personale medico un contesto sanitario attrezzato e neutrale.

ASGI ha ribadito che la valutazione di idoneità sanitaria, prevista dalla Direttiva Ministeriale del 19 maggio 2022 e dall’articolo 14 del Testo Unico sull’immigrazione (D.Lgs. n. 286/1998), ha natura esclusivamente clinica e deve essere volta ad accertare l’assenza di patologie infettive, disturbi psichiatrici gravi, condizioni acute o croniche non gestibili in regime ristretto, nonché situazioni di vulnerabilità ai sensi dell’articolo 17 del D.Lgs. n. 142/2015. Il giudizio medico deve essere espresso in piena autonomia professionale, nel rispetto del Codice di Deontologia Medica e del diritto fondamentale alla salute protetto dall’articolo 32 della Costituzione, senza alcun riferimento alla pericolosità sociale o alla regolarità del soggiorno.

ASGI denuncia con fermezza ogni forma di pressione sul personale sanitario, che compromette non solo l’autonomia professionale, ma anche il principio costituzionale di separazione dei poteri e il rispetto dello stato di diritto. La tutela della salute non può essere sacrificata a logiche securitarie né ridotta a mero adempimento burocratico finalizzato all’efficacia del trattenimento.

Segnalazione ASGI al Ministero dell’Interno, Prefettura e Questura di Rimini, AULS e Ordine dei Medici di Rimini e Garante Nazionale delle Persone private della Libertà

I Centri di Permanenza per il Rimpatrio, in cui vengono detenute in Italia le persone migranti ritenute non in regola e in attesa di essere rimpatriate, presentano gravissime, sistemiche e strutturali criticità di gestione, di rispetto dei diritti e in particolare del diritto alla salute. Pessime condizioni igienico-sanitarie, presa in carico inadeguata di patologie acute e croniche e di problemi di salute mentale, abuso e misuso di psicofarmaci: le evidenze di questi e altri rischi per la salute delle persone migranti detenute nei CPR sono ormai tante. I CPR vanno chiusi.

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