ASGI: Il decreto flussi 2021 alla luce delle novità introdotte dal Decreto Semplificazioni

La legge 4 agosto 2022, n. 122 di conversione, con modificazioni, del decreto legge del 21.6.2022, n. 73 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 143 del 21 giugno 2022 ed  in vigore dal 22 giugno scorso)   è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 193 del 19 agosto 2022 e reca “Misure urgenti in materia di semplificazioni fiscali e di rilascio del nulla osta al lavoro, Tesoreria dello Stato e ulteriori disposizioni finanziarie e sociali”.

Perché è importante

  • La Legge 122/22 introduce una semplificazione delle procedure di rilascio dei nulla osta al lavoro e dei visti di ingresso che, ordinariamente, sono disciplinate dal Testo unico immigrazione, in risposta alla carenza di manodopera, specie di quella non altamente specializzata.
  • L’applicazione della procedura semplificata è limitata, dal punto di vista oggettivo, esclusivamente alle domande di nulla osta al lavoro e visto di ingresso, ovvero di conversione dei permessi di soggiorno, avanzate nell’ambito del cd. decreto flussi 2021 e, eventualmente ed in caso di effettiva emanazione, nell’ambito del successivo decreto flussi 2022.
  • Rimangono esclusi quanti hanno ricevuto un provvedimento di espulsione, anche se non notificato. Tale previsione risulta essere difficilmente comprensibile sotto il profilo della ragionevolezza.

Il Decreto 73/2022 (cd. decreto semplificazioni) contiene, tra le altre, anche disposizioni attinenti la possibile semplificazione delle procedure di rilascio dei nulla osta al lavoro e dei visti di ingresso che, ordinariamente, sono disciplinate dal Testo unico immigrazione (d.lgs. 286/98, in particolare, per quanto prioritariamente rilevante, gli artt. 3, co. 4 e 21, d.lgs. 286/98) e dal suo regolamento di attuazione (d.p.r. 394/99, in particolare, per quanto prioritariamente rilevante, gli artt. 29 e ss.) e  vengono applicate in esecuzione dei cd. decreti flussi. Il motivo della emanazione di tale normativa d’urgenza e speciale anche rispetto alle autorizzazioni per i lavoratori e le lavoratrici stranieri/e è determinato dalla carenza di manodopera, specie di quella non altamente specializzata, in molti settori produttivi (meccanico, metalmeccanico, telecomunicazioni, agroindustriale, lavoro domestico e l’assistenza alla persona, turismo, ristorazione, etc.).

Tale mancanza di forza-lavoro, pur nota da tempo, non ha mai portato alla riforma del sistema di ingressi e soggiorno in Italia delle persone straniere, se non attraverso politiche estemporanee legate a presunte emergenze del fenomeno migratorio in Italia, così limitando e rendendo ancora più complicate le relative procedure amministrative.

Con il passare del tempo, nonostante si sia dovuti intervenire, anche recentemente, attraverso le cd. regolarizzazioni dei lavoratori stranieri (cfr. art. 103, d.l. 34/2020, convertito in L. 77/2020), tale miopia del legislatore è stata acuita da differenti fattori, tra cui sia pur in maniera non esaustiva è possibile certamente indicare: la pandemia da SARS Covid-19, prima, la crisi internazionale determinata dall’approvvigionamento delle risorse energetiche, poi, le conseguenze sociali ed economiche della guerra in Ucraina, da ultimo.

Ciò ha spinto, da un lato, le forze sociali a fare pressioni sul Governo al fine di semplificare l’assunzione di persone straniere in Italia e, dall’altro, il Governo a intervenire con misure volte all’allargamento temporaneo della platea delle persone straniere che possono essere assunte regolarmente e alla semplificazione delle relative procedure.

Al fine di descrivere l’ambito di applicazione e le novità della riforma  legislativa ASGI ha elaborato un’analisi degli articoli 42–45 del d.l. 73/2022 che riguardano le domande presentate esclusivamente nell’ambito delle procedure previste dal decreto flussi del 2021 (e dall’eventuale ulteriore decreto flussi da emanarsi per il 2022) dai datori di lavoro per nulla-osta al lavoro e quelle presentate dai cittadini stranieri presenti in Italia e volte alla conversione del loro precedente titolo di soggiorno in uno per motivi di lavoro.

Alcune considerazioni

Le semplificazioni introdotte dal decreto legge n. 73/2022 in commento possono essere guardate con favore se la lente utilizzata è quella dell’analisi della singola normativa.

Allargando lo sguardo alle condizioni di lavoro delle persone straniere in Italia, tuttavia, ancora una volta, sembra che si vogliano solo braccia da utilizzare e non, invece, persone che in Italia stanno realizzando legittime aspettative in quanto esseri umani.

Le procedure semplificate per il rilascio dei nulla osta al lavoro e dei visti di ingresso dimostrano un segnale evidente della inefficacia delle politiche in materia di immigrazione degli ultimi decenni in Italia. Questo Paese, di fatto, ha lasciato che il libero mercato governasse i meccanismi di incontro tra domanda ed offerta di lavoro senza che a ciò abbia corrisposto un diritto al permesso di soggiorno e ha utilizzato la politica di chiusura delle frontiere e di non ingresso legale dei cittadini stranieri per deregolamentare ancora di più un mercato del lavoro precario e debole.

È, dunque, fondamentale ribadire la necessità di una nuova legislazione in materia di immigrazione che valorizzi effettivamente la libertà di circolazione delle persone, nel rispetto di regole chiare, trasparenti e democratiche, e che sappia, differentemente dal passato, introdurre nell’ordinamento giuridico italiano l’ingresso in Italia per ricerca lavoro, in modo da svincolare i lavoratori dal sistema di debolezza e vulnerabilità che gli si è imposto normativamente e si possano, finalmente, avere persone che, libere dal bisogno, non siano costrette ad accettare condizioni lavorative non dignitose e possano attivamente e coscientemente partecipare alla crescita morale, civile e sociale dell’Italia.

Foto di Eluj da Pixabay

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