Stranieri esclusi dal Servizio sanitario: Regione Veneto condannata per discriminazione collettiva

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Grazie ad un ricorso proposto da ASGI è stata dichiarata discriminatoria la mancata iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale dei familiari extracomunitari a carico di cittadini italiani, a cui la regione Veneto imponeva la c.d. “iscrizione volontaria” ed il pagamento di 1500-2000 € annui pro capite. La Corte d’Appello: va rispettata la Direttiva europea e l’Accordo Stato Regioni del 2012.

La Corte d’appello di Venezia ha accolto con la sentenza n.138 del 14 aprile 2022 un ricorso per discriminazione collettiva proposto da ASGI, dichiarando discriminatoria la prassi adottata dalla Regione con la Delibera della Giunta regionale n.753/2019, che nega l’iscrizione obbligatoria al Servizio Sanitario Nazionale ai familiari extracomunitari a carico di cittadini italiani, imponendo viceversa la c.d. “iscrizione volontaria” che comporta mediamente il pagamento di 1500-2000 € annui pro capite.

La regione Veneto: no all’iscrizione obbligatoria

Le disposizioni contenute nell’Accordo Stato-Regioni-Enti locali del 2012 prevedono espressamente il diritto all’iscrizione obbligatoria al Servizio Sanitario Nazionale dei familiari extracomunitari a carico di cittadini italiani e, dunque, la parità di trattamento rispetto ai cittadini italiani. Tuttavia, secondo la Regione Veneto, tale Accordo non avrebbe efficacia vincolante perché non da essa “ratificato”.

Secondo l’Amministrazione regionale queste persone sarebbero da equiparare ai genitori ultrasessantacinquenni ricongiunti a cittadini extracomunitari, che in base all’art. 29 del T.U. immigrazione sono soggetti a tale obbligo di “iscrizione volontaria”. Così, con la Delibera della Giunta regionale n.753/2019, la Regione aveva negato l’iscrizione obbligatoria al Servizio Sanitario Nazionale ai familiari extracomunitari a carico di cittadini italiani, imponendo viceversa la c.d. “iscrizione volontaria” che comporta mediamente il pagamento di 1500-2000 € annui pro capite.

La Corte d’Appello di Venezia: i familiari stranieri a carico di cittadini italiani non vanno discriminati

A seguito di un ricorso per discriminazione collettiva dell’ASGI, la Corte d’Appello di Venezia è intervenuta, smentendo completamente l’Amministrazione regionale ed affermando:

a) il diritto di iscrizione al sistema nazionale sanitario dei genitori extracomunitari a carico di cittadini italiani e di cittadini comunitari a parità di trattamento con i cittadini italiani. Tale diritto è diretta conseguenza della necessaria applicazione della direttiva 38/2004/CE, che sancisce tale parità di trattamento in base al combinato disposto degli artt.19 e 23 D.lgs. 30/07 e non è soggetto all’applicazione dell’art. 29 del T.U. come ritenuto erroneamente dalla Regione Veneto;

b) le disposizioni contenute nel citato Accordo Stato Regioni hanno carattere direttamente vincolante e non richiedono né ammettono alcuna ratifica da parte delle regioni;

c) l’assistenza sanitaria ai familiari a carico del soggetto economicamente attivo che versa i contributi al Servizio Sanitario Nazionale è prevista dall’art.63 L.833/78 . Negarla ai familiari stranieri di cittadini italiani costituirebbe addirittura discriminazione verso il contribuente di cittadinanza italiana;

d) la conseguente qualificazione come discriminazione a carattere collettivo della prassi adottata dalla Regione Veneto.

Ora la Regione deve modificare le norme

La pronuncia della Corte d’Appello di Venezia ha condannato la Regione alla formale modifica delle disposizioni finora applicate e ad inviare indicazioni con le corrette procedure di iscrizione obbligatoria a tutte le Aziende Sanitarie territoriali.

La questione era già stata affrontata da ormai moltissime pronunce dei tribunali del Veneto e dalla sentenza n.15 del 27.4.2020 della stessa Corte d’Appello, che hanno sinora accolto tutti i ricorsi individuali.

Chi ha dovuto soggiacere suo malgrado al pagamento per l’iscrizione volontaria potrà agire per il recupero delle somme indebitamente corrisposte.

Si ringrazia Marco Paggi per il commento 


La sentenza

Marc Nozell from Merrimack, New Hampshire, USA, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons

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