Corsi di formazione “solo per cittadini italiani o UE” al Comune di Palma Campania: condannato il Comune

Il Tribunale di Nola, con ordinanza del 13 settembre 2018, ha condannato il Comune di Palma Campania per aver indetto un avviso pubblico discriminatorio nei confronti delle cittadine extracomunitarie

L’avviso riguardava la partecipazione a corsi di formazione gratuiti per make up artist riservato alle sole donne di cittadinanza italiana o di altro stato UE, residenti nel Comune di Palma Campania, di età compresa tra 18 e 45 anni, prive di occupazione e qualifica professionale.

Poiché l’introduzione di questi requisiti di cittadinanza era priva di qualsiasi base legale, ASGI è intervenuta con una diffida, senza però ricevere alcun riscontro.

ASGI ha allora presentato ricorso al Tribunale di Nola (competente per territorio) unitamente a una cittadina straniera e a una organizzazione sindacale (CIDIS ONLUS) facendo valere l’illegittimità del requisito di accesso e chiedendo di ordinare al Comune di modificare l’avviso nella parte in contestazione.

Incredibilmente il Comune, anziché prendere atto del macroscopico errore, si è difeso in giudizio pretendendo di applicare le norme relative all’accesso al pubblico impiego (che comunque non avrebbero consentito l’esclusione di tutti i cittadini extra UE) ed omettendo di considerare che il caso di specie non si riferiva all’accesso a un posto di lavoro pubblico, ma solo all’accesso ad un corso professionalizzante finanziato dal Comune.

Il Giudice ha quindi disatteso queste difese e condannato il Comune a modificare l’avviso, fissando un nuovo termine per la presentazione delle domande e ammettendo tutte le straniere non comunitarie alle stesse condizioni di quelle italiane o comunitarie.

Molto discutibile però la parte finale dell’ordinanza che sembra riconoscere la legittimazione attiva di ASGI e CIDIS ONLUS solo in funzione di supporto della ricorrente, ma non come soggetti legittimati in proprio per contrastare la discriminazione collettiva: ciò perché, secondo il giudice, si verserebbe qui in una ipotesi in cui i soggetti lesi sono immediatamente e direttamente individuabili, con conseguente venir meno della legittimazione del soggetto collettivo ex art. 5 dlgs 215/03 e 216/03 (il giudice fa riferimento solo a questa seconda norma che tuttavia non riguarda le discriminazioni per nazionalità).

La tesi è obiettivamente errata e contraddittoria: errata perché non si comprende quale potere o diritto potrebbero avere ASGI e CIDIS di individuare “immediatamente e direttamente” tutte le giovani donne residenti in Palma Campania interessate al corso di make up e quindi lese dalla illegittima esclusione; contradditoria perché poi il giudice ha (fortunatamente) comunque assunto una decisione tipica dell’azione collettiva (cioè l’ordine di rimozione del bando) consentendo la partecipazione, non solo della ricorrente, ma di tutte le straniere, pervenendo così al risultato che le associazioni intendevano perseguire.

L’ordinanza

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