COVID-19: le Regioni tutelino chi vive negli insediamenti informali

In una lettera le Ong chiedono il trasferimento urgente in strutture di accoglienza di chi vive nei “ghetti” o è senza dimora e, nel frattempo, l’accesso all’acqua e ai servizi igienici.

Il comunicato

Trasferire urgentemente tutte le persone che vivono negli insediamenti informali, sia rurali che urbani, in strutture di accoglienza idonee a garantire il rispetto delle misure igienico-sanitarie previste dai decreti in materia di emergenza COVID-19.

Lo chiedono in una lettera inviata a tutte le Regioni le organizzazioni INTERSOS e ASGI insieme ad altri 17 firmatari.

Nei “ghetti” –spiegano le Ong-si vive in condizioni di promiscuità, con scarso e talvolta nullo accesso all’acqua e ai servizi igienici. In queste condizioni è impossibile mettere in atto le misure necessarie di prevenzione dell’epidemia, a partire dal lavaggio delle mani. Inoltre –aggiungono– in caso di contagio, sarebbero difficili anche misure di contenimento.

Le organizzazioni chiedono inoltre ai Governatori che, mentre si provvede ai trasferimenti, garantiscano subito agli insediamenti informali una serie di misure utili a ridurre i rischi di contagio: fornitura di acqua potabile e servizi igienici; distribuzione di kit igienici (disinfettanti, fazzoletti, detergenti); raccolta periodica dei rifiuti; attività di informazione sulla prevenzione fatta insieme ai mediatori culturali e disponibilità di alloggi per eventuali casi di isolamento volontario o quarantena.

FIRMATARI DELLA LETTERA

INTERSOS, ASGI, ARCI nazionale, ARCI Salerno, A Buon Diritto Onlus, ActionAid, Campagna Ero Straniero, CNCA, Dedalus, Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, Médecins du Monde – Missione Italia, Medici Contro la Tortura, Medici Senza Frontiere, Medici per i Diritti Umani, Nero e non Solo! Onlus, Oxfam, Sanità di Frontiera, Società Italiana di Medicina delle Migrazioni (SIMM), SOS Rosarno, Terra!


Photo by Dmitry Mashkin on Unsplash

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