Ministero della Giustizia: illegittimo il bando per assistenti sociali aperto ai soli italiani

Il Tribunale di Roma ammette al bando indetto dal Ministero della Giustizia per l’assunzione di 250 assistenti sociali tutte le categorie di stranieri previste dall’art. 38 D.lgs 165/2001.

A pochi giorni dalla pronuncia del Tribunale di Milano sui mediatori culturali, interviene anche il Tribunale di Roma, che con decisione del tutto analoga alla precedente, dichiara l’illegittimità del concorso nella parte in cui richiede quale requisito necessario la cittadinanza italiana.

L’esclusione dei cittadini stranieri dai posti del Ministero della Giustizia, attuata in base al DPCM 174/04 è stata ritenuta discriminatoria in ragione del mancato esercizio diretto e specifico di pubblici poteri nelle funzioni in concreto esercitate.

Infatti, il DPCM 174/94, nel consentire l’esclusione da tutti i posti appartenenti al ruolo Civile del Ministero della Giustizia, appare incompatibile con la giurisprudenza comunitaria che presuppone una valutazione dell’esercizio di pubblici poteri con riferimento specifiche mansioni.

La figura professionale dell’assistente sociale opera sulla base di istruzioni impartite dal dirigente e, come sottolineato in motivazione, “si tratta di attività ausiliare, preparatorie all’esercizio di pubblici poteri, che non comportano l’esercizio di poteri decisionali, e piuttosto, lasciano inalterati i poteri di valutazione e di decisione dei responsabili degli uffici”.

Il giudice ha pertanto disapplicato il citato DPCM consentendo l’accesso anche ai lungosggiornanti, ai titolari di status di rifugiato ovvero dello status di protezione sussidiaria e ai familiari extracomunitari di cittadini europei in base a quanto previsto dall’art. 38 del D.lgs 165/2001.

Tribunale di Roma, ordinanza del 13 giugno 2018

Per approfondire

Il bando del Ministero della Giustizia per mediatori culturali


Foto – Assistance sociale – Flickr (CC BY-ND 2.0)

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