Quando i diritti vanno in vacanza: la beffa dell’ennesimo rinvio per la legge sulla cittadinanza

Le associazioni promotrici della campagna “L’Italia sono anch’io” rinnovano le preoccupazioni per la mancata riforma della legge sulla cittadinanza italiana . E ricordano  che “gran parte dei cittadini sono favorevoli a introdurre lo ius soli, eliminando in questo modo una forma di discriminazione che ogni anno si abbatte in Italia su decine di migliaia di bambini e adolescenti che, fino al diciottesimo anni di età, non hanno completo accesso agli stessi diritti riconosciuti ai ragazzi e ragazze di cittadinanza italiana.”

Comunicato stampa del 2 agosto 2016 della Campagna “L’Italia sono anch’io”

Quando i diritti vanno in vacanza: la beffa dell’ennesimo rinvio per la legge sulla cittadinanza

I palazzi della politica vanno in vacanza e ancora una volta siamo costretti ad assistere all’ennesimo rinvio dell’approvazione del testo di riforma della legge sulla cittadinanza.

Una riforma che, per non scontentare la componente moderata dell’attuale governo, ha tralasciato buon parte delle modifiche necessarie, concentrandosi soltanto sulle norme che riguardano i minorenni. E, nonostante i vuoti legislativi di questo provvedimento, la maggioranza continua a fuggire dalle proprie responsabilità, nascondendosi dietro a continui rinvii.

La Campagna L’Italia sono anch’io, promossa da 22 organizzazioni sociali e sindacali, ha depositato in Parlamento nel 2012 due proposte di legge di iniziativa popolare, una delle quali chiedeva con forza una riforma della legge di cittadinanza più giusta ed efficace. Dopo l’approvazione alla Camera del ddl e l’assegnazione al Senato avevamo sperato, come organizzazioni promotrici della campagna, in una accelerazione dell’iter che portasse velocemente all’approvazione del testo. Continuiamo a sostenere che, nonostante le carenze, si tratti comunque di un passo in avanti fondamentale, non più rinviabile, e reso sempre più necessario dal clima di crescente odio che si respira nel Paese e in Europa.

Un odio alimentato da partiti e movimenti politici xenofobi per attrarre consenso, senza curarsi dei colpi mortali inferti nelle nostre comunità alla pacifica convivenza. A fronte della diffusione di sentimenti di odio e intolleranza, le giovani generazioni di cittadini e cittadine di origine straniera potranno portare un contributo positivo, attivando dinamiche che producano coesione sociale, se la nostra società saprà dare riposte adeguate.

Il rinvio a settembre rischia di essere l’ennesima beffa per centinaia di migliaia di ragazzi e ragazze e famiglie del mondo dell’immigrazione, anche alla luce degli argomenti delicati e determinanti per la tenuta del governo (la legge di bilancio e il referendum costituzionale) che la politica affronterà alla ripresa dei lavori, ottimi pretesti per un’ulteriore posticipazione a data da destinarsi o, nella peggiore delle ipotesi, a mai più se si prospettasse una fine anticipata della legislatura.

Ricordiamo che tutti i sondaggi su questo tema dicono che gran parte dei cittadini sono favorevoli a introdurre lo ius soli, eliminando in questo modo una forma di discriminazione che ogni anno si abbatte in Italia su decine di migliaia di bambini e adolescenti che, fino al diciottesimo anni di età, non hanno completo accesso agli stessi diritti riconosciuti ai ragazzi e ragazze di cittadinanza italiana.

Anzichè rinviare a settembre la riforma della cittadinanza, bisognerebbe rimandare a settembre la nostra classe politica per manifesta incapacità di colmare una grave lacuna della nostra democrazia, ricordando loro che i diritti, soprattutto quelli che aspettano da anni di essere riconosciuti, non vanno in vacanza.

 


Per capirne di più

Grazie alla campagna “L’Italia sono anch’io” nel 2011 si attivò una rete tra associazioni, sindacati, società civile e cittadini che raccolse le firme per una riforma del diritto di cittadinanza che preveda che anche i bambini nati in Italia da genitori stranieri regolari possano essere cittadini italiani e una nuova norma che permetta il diritto elettorale amministrativo ai lavoratori regolarmente presenti in Italia da cinque anni.

Per raggiungere questi obiettivi le due proposte di legge di iniziativa popolare hanno raccolto le 50mila firme necessarie entro la fine di febbraio 2012.

 

 

Ad oggi il disegno di legge che riformerebbe l’attuale legge sulla cittadinanza italiana  è fermo al Senato dopo essere stato approvato alla Camera dei deputati alla fine del 2015.

In un documento  l’ Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione  aveva sintetizzato le principali novità previste dal testo approvato dalla Camera dei Deputati: molte le criticità e le carenze segnalate dalle associazioni della Campagna, come la mancanza del tema delle naturalizzazioni (che non viene nemmeno affrontato),  la possibile discrezionalità delle pubbliche amministrazioni nella valutazione delle singole richieste di cittadinanza, i rischi che comporta l’introduzione della clausola del possesso, da parte di uno dei genitori, della Carta di lungo soggiornante, il cui rilascio è legato al reddito e alle dimensioni dell’abitazione.

Nell’audizione che si è svolta lo scorso 30 marzo 2016 in commissione Affari Costituzionali del Senato la Campagna aveva ritenuto grave che l’esame del ddl non fosse stato nemmeno calendarizzato, dimostrando così indifferenza alla volontà di integrazione  delle nuove generazioni di italiani con cittadinanza diversa.In questa occasione anche il Ministero dell’Interno ha dichiarato che

“Tenuto conto che la legge n. 91, oramai ultraventennale, ha visto la luce in un contesto sociale profondamente diverso da quello attuale, non può che auspicarsi il buon esito della riforma”

 


Per approfondire

I bambini, cittadini di domani – editoriale di Giovanna Zincone – La Stampa del 14 ottobre 2015

Il gruppo sulle Seconde Generazioni su Facebook – che raccoglie diretta testimonianza dei figli dei migranti, utile per aggiornamenti

Norme sulla cittadinanza – Schede di lettura a cura del Servizio Studi della Camera dei Deputati – Collana: Progetti di legge n°37/2, pubblicato il 25 settembre 2015

Un’analisi di Sergio Briguglio – 15 ottobre 2015

Aggiornamento della Guida ‘’18 anni… in Comune! – I tuoi passi verso la cittadinanza italiana’’, realizzato da Save the Children e Rete G2, iniziato nell’ottobre del 2011, per la promozione della Campagna ‘‘18 anni in Comune”.

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