È illegittimo trattenere i richiedenti asilo in Albania: la pronuncia della Corte di Appello di Roma

Argomenti:Albania//impatto
Tipologia del contenuto:Comunicati stampa

L’Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione (ASGI) sottolinea l’importanza dell’ordinanza emessa dalla Corte d’Appello di Roma che riconosce l’illegittimità del trattenimento in Albania di una persona che ha chiesto protezione internazionale.

La Corte ha accolto la tesi, sostenuta anche da ASGI, e dichiarato che né il Protocollo Italia-Albania né la legge di ratifica, anche dopo le modifiche introdotte dal Decreto-Legge 37/2025, consentono il trattenimento di richiedenti asilo nel Centro di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) di Gjader. Tale trattenimento sarebbe consentito esclusivamente nell’ambito delle procedure accelerate in frontiera, attualmente di fatto sospese in Albania in attesa della sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea nell’ambito dei giudizi riuniti C-758/24 e C-759/24. La Corte, infatti, afferma esplicitamente che :

Solo la sottoposizione ad una delle due procedure, di frontiera o di rimpatrio, costituisce pertanto titolo alla permanenza nelle strutture in Albania e, venuto meno il titolo di trattenimento, le autorità devono ricondurre le persone trattenute sul territorio italiano, in conformità al disposto di cui all’art. 4, comma 3 del Protocollo, ai sensi del quale “nel caso in cui venga meno, per qualsiasi causa, il titolo della permanenza nelle strutture, la Parte italiana trasferisce immediatamente i migranti fuori dal territorio albanese”

Questa decisione conferma quanto le associazioni e i movimenti denunciano a gran voce: il cosiddetto “modello Albania”, che prevede il trasferimento di persone trattenute nei CPR italiani verso strutture analoghe sul territorio albanese, presenta gravi fragilità giuridiche. Ancora una volta, emerge chiaramente che dal punto di vista operativo il sistema non può funzionare se non attraverso prassi illegittime e violazioni sistematiche dei diritti.

ASGI sottolinea che, sul piano giuridico, l’unica via possibile è quella della dismissione immediata del CPR di Gjader. Infatti, accanto a quanto censurato dalla Corte di Appello, il trasferimento dei migranti in Albania è segnato da ulteriori e stratificate illegittimità di rango costituzionale e che afferiscono alla normativa internazionale, europea e nazionale.

Di fronte all’evidente insostenibilità legale e all’ennesima dimostrazione di inefficacia e illegittimità operativa, ASGI chiede al Governo italiano di abbandonare immediatamente il modello Albania, riconoscendo finalmente il rispetto dei diritti umani come unico criterio guida nell’approccio alla gestione dei flussi migratori.

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