CPR di via Corelli: Rinvio a giudizio per la Martinina SRL, prima udienza il 23 maggio 2025

Tipologia del contenuto:Comunicati stampa

Milano, 10 marzo 2025 – Si è tenuta oggi presso il Tribunale di Milano l’udienza preliminare nel procedimento penale per frode in pubbliche forniture e turbata libertà degli incanti in relazione alla gestione del Centro di Permanenza per il Rimpatrio (Cpr) di via Corelli. Rinviati a giudizio gli amministratori della società per i reati di frode in pubbliche forniture e turbata libertà degli incanti. Le parti civili hanno proposto di citare il Ministero dell’Interno come responsabile civile a seguito del suo ruolo di vigilanza sull’operato dell’ente gestore privato. 

Rinviati a giudizio gli amministratori della Martinina srl, la società che per due anni ha gestito il Cpr di Milano. L’inchiesta, avviata dalla Procura di Milano, ha portato alla luce numerose irregolarità nell’esecuzione del contratto d’appalto per la gestione del Cpr, evidenziando la presenza di diversi documenti falsi nell’offerta presentata dalla società aggiudicataria e documentando inoltre le condizioni di vita infernali per le persone trattenute nel centro. Le stesse irregolarità erano state segnalate dall’Asgi all’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac), la quale ha contestato alla Prefettura di Milano – che ad oggi non risulta tra gli indagati – di non aver effettuato sufficienti controlli sull’operato della Martinina srl.

Il 1 dicembre 2023 la perquisizione a sorpresa da parte della Procura nel centro, che ha determinato il sequestro del ramo d’azienda della Martinina srl a cui è affidata la gestione  j mi. A seguito dell’inchiesta che ha mostrato come all’interno del centro venisse fornito cibo con i vermi e psicofarmaci somministrati in modo massiccio e incontrollato, in assenza dei basilari servizi previsti dal contratto d’appalto, l’ex direttore del Cpr Alessandro Forlenza il aveva inizialmente chiesto il patteggiamento, che è stato rigettato. Oggi il rinvio a giudizio, la prima udienza dibattimentale prevista per il 23 maggio 2025.

“Il rinvio a giudizio conferma conferma l’importanza del ruolo di monitoraggio svolto dalla società civile nell’attenzionare i Cpr, non luoghi sistematicamente tenuti lontani dalla vista della comunità. Ci aspettiamo che il dibattimento darà modo di far emergere nuovi profili di responsabilità.” dichiara Maria Pia Cecere, Avvocata e socia dell’Asgi.

Questo ulteriore procedimento penale si aggiunge ad almeno altri 8 connessi ai Cpr italiani, luoghi oggetto di innumerevoli segnalazioni rispetto alle violazioni dei diritti delle persone trattenute ed in cui dal 1998 a oggi sono morte oltre trenta persone. 

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