CPR, inchiesta sulle certificazioni di idoneità sanitaria, ASGI: il dovere di cura previsto dalla Costituzione va difeso

La valutazione di non idoneità al trattenimento si fonda su dati clinici e risponde al giuramento di Ippocrate e alle evidenze sull’impatto patogeno dei CPR. No alle visite frettolose per esigenze di governo, all’ampliamento del sistema detentivo dei CPR e alle campagne denigratorie contro chi tiene fermo il rispetto dei diritti fondamentali.

L’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione – ASGI – esprime grave preoccupazione per quanto accaduto nelle ultime ore  a diversi  medici e mediche  in varie città italiane.

Nella notte del 16 settembre sono state effettuate, su disposizione della Procura della Repubblica di Ravenna, perquisizioni domiciliari, sequestri di cellulari e computer a carico di 23 medici e mediche, allo stato non indagati, nell’ambito di indagini finalizzate ad accertare eventuali responsabilità, nel rilascio di certificati di non idoneità sanitaria al trattenimento di persone straniere nei CPR, o nei luoghi idonei destinati al rimpatrio. 

Particolarmente preoccupante risulta essere la notizia della contestazione di associazione per delinquere, finalizzata alla formazione di falsi certificati per impedire i rimpatri,  mossa all’unico medico perquisito chiamato a rispondere come  indagato.

Come richiamato in numerosi appelli, l’articolo 32 della Costituzione tutela la salute come “fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”, garantendo cure gratuite agli indigenti senza distinzione di nazionalità o regolarità di soggiorno, e le valutazioni condotte dai medici per accertare l’idoneità delle persone straniere al trattenimento non sono “arbitrarie”, ma si fondano su dati clinici e sull’evidenza scientifica della natura intrinsecamente patogena dei CPR, riconosciuta anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. 

L’estrema gravità della contestazione mossa, fa temere che dietro la notizia di  tali accuse, e dietro la campagna politica e mediatica scatenata contro i medici coinvolti nelle indagini, vi sia un tentativo di una azione esemplare, per sedare il dissenso di quella parte della classe medica che, in ottemperanza al giuramento di Ippocrate, ritiene prevalente il proprio obbligo di una valutazione medica oggettiva, senza cedere a pressioni che in nome dell’efficienza del sistema, vorrebbero il medico un mero burocrate che dia il via libera alle detenzioni, senza alcun approfondimento.

In questo contesto, tutti coloro che non si lasciano intimidire da questa deriva autoritaria e tengono fermo il rispetto dell’ordinamento giuridico e dei diritti fondamentali, sono e diventano bersaglio di campagne denigratorie. 

È toccato a magistrati, a singoli attivisti, ad associazioni ed organizzazioni che prestano attività di ricerca e soccorso in mare e, ora, accade ai medici.

Richiamando il comunicato del Comitato Centrale della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCEeO), si osserva che i medici non sono ausiliari delle politiche di sicurezza, ma professionisti della cura, il cui mandato fondamentale è tutelare la salute e la dignità di ogni persona. L’autonomia e l’indipendenza della professione medica costituiscono garanzie poste a tutela di tutti, e non possono essere sottoposte a pressioni politiche o ideologiche.  

ASGI esprime la propria solidarietà ai medici e alle mediche che, per svolgere con scrupolo il proprio lavoro e senza accettare frettolose valutazioni per quieto vivere, sono oggi vittime di attacchi e di veri e propri tentativi di intimidazione. 

L’Associazione manifesta profonda preoccupazione per l’incremento di azioni di polizia e la strumentalizzazione giornalistica di meri atti di indagine che, per modalità e tempistiche, paiono attacchi repressivi a ogni forma di dissenso . 

È in gioco la tenuta dello Stato di diritto e il rispetto della Costituzione: è chiaro il tentativo di fare del fenomeno migratorio il cavallo di Troia, per disegnare un modello di società in cui i diritti fondamentali sono negati o fortemente compromessi.