L’ammissione è un risultato fondamentale non solo per portare alla luce le violazioni sistematiche che avvenivano nel Centro di Palazzo San Gervasio, ma anche per denunciare l’intero sistema dei centri di detenzione amministrativa per persone straniere.
Il 9 gennaio, presso il Tribunale di Potenza, si è aperto il maxi-processo sul Centro di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) di Palazzo San Gervasio.
Ventisette le persone sul banco degli imputati, tra cui rappresentanti dell’ex ente gestore, ENGEL ITALIA s.r.l., accusati di “frode nelle pubbliche forniture”; medici, ispettori e personale di polizia imputati per tortura e maltrattamenti, nonché responsabili del servizio di informazione normativa, mediatori e numerosi avvocati accusati di un mercimonio di false nomine fiduciarie.
Nella seconda udienza tenutasi nella mattinata del 16 gennaio 2025 sono state ammesse a costituirsi parte civile in questo processo le associazioni ASGI, CILD, Le Carbet e Spazi Circolari, rispettivamente difese dagli avvocati Arturo Raffaele Covella, Federica Borlizzi, Maria Pia Cecere e Francesco Romeo, nonché alcune persone danneggiate dai reati detenute nel CPR e difese dall’avv. Gennaro Santoro.
“L’ammissione delle nostre associazioni come parti civili è un risultato fondamentale non solo per portare alla luce le violazioni sistematiche che avvenivano nel Centro di Palazzo San Gervasio, ma anche per denunciare l’intero sistema dei CPR, che consideriamo inaccettabile e disumano. Il processo che si è aperto a Potenza non riguarda solo una realtà locale, ma evidenzia un sistema strutturale di abusi e violazioni che si ripetono in tutti i CPR italiani. Le indagini della Procura confermano quello che denunciamo da anni: le condizioni di detenzione sono inumane e degradanti.
La carenza cronica di servizi, la somministrazione generalizzata e impropria di psicofarmaci, i maltrattamenti e le torture rappresentano una ferita intollerabile per i diritti fondamentali delle persone detenute.
La nostra costituzione di parte civile era, dunque, un atto dovuto e faremo tutto ciò che è nelle nostre possibilità perché quanti abbiano subito violenze ed abusi possano ricevere giustizia”.
Sul CPR di Palazzo San Gervasio:
Informati

Contrastiamo assieme le detenzioni illegali nei luoghi di trattenimento informale e negli hotspot e informiamo sui diritti nei centri di detenzione amministrativa per stranieri che devono essere chiusi.

1 commento su “Processo sul CPR di Potenza: ammesse le associazioni come parte civile”
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