ASGI e Medu: su Vicofaro collaborazione necessaria tra istituzioni

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Le associazioni chiedono un’azione congiunta per il trasferimento e l’accoglienza degli ospiti in alloggi adeguati.

Le associazioni ASGI e MEDU – Medici per i Diritti Umani, hanno appreso nei giorni scorsi dalla stampa delle dichiarazioni rilasciate dal Vescovo di Pistoia Fausto Tardelli in merito all’accoglienza informale presso la Parrocchia di Vicofaro (Pistoia).

In particolare, secondo le notizie diffuse, il Vescovo avrebbe annunciato, in tempi brevi, «la drastica e immediata riduzione del numero dei presenti a Vicofaro e la loro collocazione in ambienti idonei e tutelati, dove siano rispettate in tutto le norme igienico sanitarie, di prevenzione e di movimento varate dal governo».

Alle dichiarazioni del Vescovo, sono seguite quelle del Sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi.

Le Associazioni tengono a sottolineare come la situazione a Vicofaro rappresenti drammaticamente l’effetto delle scelte degli ultimi anni in materia di immigrazione: insicurezza e marginalità. 

Don Biancalani ha coraggiosamente aperto le porte della Parrocchia offrendo alle persone un’alternativa alla strada, rendendo un servizio alla comunità tutta, anche a coloro che in questi anni lo hanno avversato. 

Si ritiene, pertanto, che in un momento così delicato, Vicfaro, così come tutti i centri di accoglienza che ospitano al loro interno un numero elevato di persone abbiano bisogno di sostegno da parte delle istituzioni in quanto, di fatto, non riescono a far fronte alle norme di sicurezza igienico sanitarie richieste in questo momento.

La Sezione Toscana di ASGI e l’ufficio fiorentino di MEDU che da mesi seguono da vicino la vicenda e forniscono assistenza socio-legale e sanitaria alle persone accolte a di Vicofaro, nel dichiararsi favorevoli al trasferimento degli ospiti presenti, soprattutto nell’attuale periodo emergenziale di tipo sanitario, evidenziano tuttavia come sia necessaria a tal fine un’azione immediata e congiunta da parte di tutte le istituzioni, rispettosa dei diritti delle persone attualmente presenti a Vicofaro.

In quest’ottica è stata inviata il 25 marzo dalle associazioni una lettera congiunta al Prefetto di Pistoia, al Sindaco di Pistoia e al Presidente della Regione Toscana, poiché, a fronte dell’emergenza COVID-19, non risultano essere state emanate direttive specifiche da parte delle autorità competenti per assicurare un adeguato ricovero, sia diurno che notturno, a tutte le persone che vivono in condizioni inadeguate in insediamenti informali o che sono senza fissa dimora.

Come hanno ricordato le associazioni firmatarie della lettera, la pur censurabile assenza di disposizioni specifiche non esime le autorità pubbliche, coordinate dal Prefetto, anche alla luce dei poteri ad esso conferiti dal DPCM del 9 marzo 2020, dal dovere di allestire, con immediatezza e senza la necessità di attendere ulteriori istruzioni, ogni misura opportuna di ricovero in luoghi idonei delle persone che non hanno adeguata dimora.

Azioni simili possono e devono essere assunte, oltre che dalle Prefetture, anche dalle autorità regionali e locali con provvedimenti amministrativi urgenti anche in deroga delle norme vigenti. Tali azioni sono consentite durante lo stato di emergenza, come dimostra l’esempio del Comune di Roma.

Nell’ottica, pertanto, della tutela della salute individuale e pubblica, le associazioni chiedono alle istituzioni coinvolte, statali e non, di adottare, in favore degli ospiti accolti presso la Parrocchia di Vicofaro, le seguenti misure:

  • il trasferimento presso strutture, di gestione governativa e non, che garantiscano la possibilità di rispettare le misure igienico-sanitarie previste dai decreti in materia di emergenza COVID-19;

  • l’accesso alle strutture di accoglienza operanti nell’ambito del SIPROIMI anche dei titolari di permessi di soggiorno attualmente esclusi (motivi umanitari, casi speciali in regime transitorio, protezione speciale e richiedenti protezione internazionale);

  • l’accesso a strutture di accoglienza adeguate, evitando situazioni di sovraffollamento, anche attraverso provvedimenti prefettizi utili a individuare nuove strutture di accoglienza o strutture destinate ad altri usi.

Tali misure di trasferimento e accesso a strutture di accoglienza, dovranno essere adottate, in deroga a quanto disposto dal D.Lgs. 142/2015, senza alcuna distinzione dei singoli casi e, dunque, anche in presenza di pregressi provvedimenti di revoca e/o cessazione delle misure di accoglienza formale per qualsiasi motivo.

In considerazione dello stato emergenziale, nonché del tentativo di contenimento del contagio del COVID-19, tali misure, dovranno riguardare necessariamente anche quelle persone che al momento risultino prive di un permesso di soggiorno in corso di validità. Inoltre, in deroga alle disposizioni generali in materia di immigrazione, nei confronti di quest’ultime dovrà essere esclusa l’emissione e/o l’esecuzione di ogni provvedimento di espulsione dal territorio nazionale, nonché di qualsiasi provvedimento volto al trasferimento delle stesse persone in luoghi di trattenimento. Come evidenziato da numerosi associazioni (si veda Emergenza coronavirus: “Bloccare gli ingressi nei CPR e procedere alla progressiva chiusura dei centri”), in considerazione della sostanziale  impossibilità di procedere ai rimpatri e del rischio epidemiologico presente nei luoghi di trattenimento, dovrebbe essere disposta l’immediata sospensione di ogni nuovo ingresso nei CPR proprio al fine di evitare un peggioramento della già precaria situazione all’interno degli stessi.

Nel caso in cui tali misure non potessero essere di immediata attuazione ASGI e MEDU chiedono che si provveda nell’immediato, in ogni caso, a garantire standard igienico-sanitari minimi alle persone accolte a Vicofaro tramite:

  • L’individuazione di personale medico-sanitario che svolga attività di screening sanitari;

  • La fornitura di materiale idoneo all’igiene personale e degli ambienti, come da disposizioni ministeriali;

  • La fornitura agli ospiti di mascherine chirurgiche e guanti individuali in quantitativi adeguati;

  • L’individuazione di luoghi adatti ad eventuali quarantene.

Proprio a tal fine, l’Associazione MEDU ha messo a disposizione le informazioni in suo possesso riguardo allo stato di salute delle persone visitate nel corso degli ultimi mesi e ha garantito la propria disponibilità a collaborare con il Centro Operativo Comunale e il coordinamento ASL al fine di garantire la sorveglianza sindromica e l’accesso alla cure di quanti ne avranno bisogno, purchè se supportata dal COC e dalla ASL nel reperire i DPI adeguati.


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