Tratta transnazionale di esseri umani e pratiche di supporto alle vittime: la rete Beyond Borders

Come noto ed evidenziato in diversi report e contributi presenti su questo sito, la situazione a Ventimiglia si caratterizza per un forte movimento di persone straniere che si concentrano in città in attesa di riuscire a superare il confine – sempre più militarizzato – con la Francia. Tale situazione persiste ormai dalla fine del 2015 quando il governo francese ripristinava i controlli alle proprie frontiere interne in seguito agli attentati che avevano avuto luogo nel Paese. 

A partire soprattutto dal 2021 le organizzazioni del territorio di Ventimiglia, con il supporto di alcuni enti anti tratta che avevano avuto evidenza di quanto il confine italo-francese fosse un luogo particolarmente ricorrente nei racconti delle vittime di tratta, hanno iniziato a condurre una osservazione sul territorio finalizzata ad approfondire il tema del traffico e soprattutto della tratta di donne al fine di sfruttamento sessuale. 

Le evidenze raccolte a seguito di questi monitoraggi hanno effettivamente dato prova di quanto il territorio di Ventimiglia connotato da movimenti così frequenti e dalla presenza di organizzazioni dedite al traffico di esseri umani sia un contesto particolarmente sensibile anche alle dinamiche di tratta di esseri umani ed in particolare di donne.

Contestualmente, dall’altro lato del confine, le organizzazioni francesi, prevalentemente strutturate nelle città di Marsiglia, confermavano quanto la città diventasse sempre più luogo di destinazione e di sfruttamento di molte donne, prevalentemente provenienti dalle aree dell’Africa subsahariana (soprattutto Nigeria e, più di recente, Costa d’Avorio) che avevano transitato o risieduto in Italia. 

A fronte di questo flusso di persone tra i due Paesi, la comunicazione tra operatori sociali e avvocati si è gradualmente intensificata anche in considerazione del fatto che i movimenti secondari spesso impongano di ricostruire il passato delle persone che si hanno in carico anche con riferimento ad altri paesi di transito.

Tutti questi elementi intrecciati e connessi tra di loro hanno trovato uno sbocco naturale nella costituzione della rete Beyond Borders nel gennaio del 2022, della quale anche ASGI fa parte.  

L’approccio concettuale della rete mira a comprendere meglio e a mettere in evidenza i processi di tratta e traffico, comuni agli Stati membri, che rende le persone straniere “legalmente invisibili”, prive di qualsiasi accoglienza e sostegno sociale e legale, e dunque  particolarmente vulnerabili. Come indicato nel documento di presentazione della rete (Beyond Borders – rete di sostegno e azione per i diritti delle persone in situazione di tratta e traffico), l’iniziativa nasce dal “desiderio di comprendere e accompagnare al meglio persone in costante movimento da un Paese all’altro e cercare di dare una risposta concreta al traffico e alla tratta di esseri umani” e soprattutto dal “bisogno di proteggere donne, bambini, uomini che transitando senza protezione diventano, o continuano ad essere, preda dei trafficanti, ma anche di politiche che non lasciano spazio alla scelta di vivere in modo dignitoso, rendendo il corpo merce di scambio”. Elemento imprescindibile per raggiungere l’obiettivo era individuare uno strumento – la rete, per l’appunto – per “poter condividere e scambiare informazioni sulle persone prese in carico al fine di poterle supportare al meglio nelle procedure amministrative e nelle loro scelte; sui sistemi giuridici dei rispettivi Paesi (di residenza) con l’impatto del Regolamento Dublino III e sui diritti garantiti alle persone; sui percorsi da intraprendere al fine di rendere le istituzioni più consapevoli dei bisogni delle persone prese in carico dai servizi svolti dalle associazioni partecipanti alla rete”. 

Dal momento della sua costituzione Beyond Borders ha organizzato diversi momenti di confronto e formazione che hanno visto coinvolti avvocati, operatori sociali, assistenti sociali ed educatori nelle città di Ventimiglia, Marsiglia e Palermo. Ne è scaturita l’opportunità di rinsaldare i contatti tra i soggetti aderenti, di scambiare buone prassi operative e informazioni specifiche favorendo la presa in carico di procedure amministrative avviate nei due Paesi che necessitavano di un intervento risolutivo. Per facilitare la messa in rete dei diversi soggetti aderenti è stata creata una mappa con i riferimenti delle associazioni e successivamente una ulteriore mappa che contiene indicazione di servizi e informazioni potenzialmente utili per le persone straniere. Il network è in fase di ulteriore espansione: sono state di recente coinvolte realtà tedesche che si occupano di tratta di esseri umani con l’intento di allargare lo sguardo ad ambiti geografici nuovi e arricchire la conoscenza della rete sul tema della mobilità all’interno dell’Unione e sulle connessioni tra Stati nelle dinamiche di sfruttamento.

Si tratta in sostanza di un progetto contemporaneamente ambizioso e necessario. Un progetto che vuole porre l’attenzione su un tema che spesso, sebbene strumentalizzato dalle istituzioni in ottica securitaria, risulta scarsamente indagato e al quale le stesse istituzioni troppo spesso non sono in grado di fornire risposte soddisfacenti. Un tema che vede coinvolte “vittime” estremamente vulnerabili che richiedono un grande sforzo collettivo di assistenza e supporto per trasformare l’individuo da pura merce di scambio a soggetto realmente portatore di diritti. 

Per maggiori informazioni sulle attività delle rete, visita il sito della rete

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