Dopo tre mesi di monitoraggio, la prima Class action sui ritardi strutturali e sistematici dei permessi di soggiorno è in avvio grazie all’attivismo dimostrato dalla società civile per i diritti fondamentali dei migranti.
Continuano ad arrivare segnalazioni dal territorio nazionale sulle criticità dell’accesso asilo presso le Questure e sui ritardi dei rinnovi/rilasci permesso di soggiorno che costringono i cittadini migranti a una vita sospesa, rischiando il lavoro, l’accesso alla salute, allo studio, al conto bancario e a ogni sussidio previsto dallo Stato per le persone più vulnerabili (pensione di invalidità, assegno unico per figli minori, assegno di inclusione ecc).
Due diffide per lo stesso disservizio delle Pubblica amministrazione sono state inviate dagli Avvocati ASGI in altre due città italiane.
In costruzione insieme alla rete di attivisti con background migratorio una nuova azione antidiscriminatoria sperimentale.
Ci stiamo impegnando in un tempo cruciale: l’entrata in vigore del Patto UE Immigrazione e Asilo. Il Patto prevede cambiamenti normativi strutturali sul diritto di movimento e di asilo di cittadini extra-europei ed esige adeguamenti procedurali sostanziali. Immediata ricaduta è l’aumento dell’arbitrarietà delle prassi nelle Questure e nelle Prefetture italiane, la creazione di nuovi strumenti illegittimi, frammentari e diversificati sui vari territori per la gestione della richiesta di asilo, lo sgretolamento del diritto fondamentale alla libertà personale dei richiedenti asilo e la privazione di un equo diritto di accoglienza, accesso alla salute e all’inserimento socio-economico. Continuiamo a monitorare e a denunciare, restando a disposizione alla mail di progetto per segnalazioni inerenti ad azioni legali collettive contro le violazioni sistematiche della pubblica amministrazione in questa fase cruciale di stravolgimento legislativo.
Tikase
Tempi di attesa insostenibili per il rilascio dei permessi di soggiorno, ostacoli nell’accesso all’asilo, all’accoglienza, al lavoro, alla salute e alla circolazione. Per contrastare queste violazioni che non sono episodiche, ma sistemiche, il contenzioso strategico di natura collettiva si è rivelato uno degli strumenti più efficaci per affrontare queste violazioni su larga scala. L’esperienza maturata in questi anni ha mostrato come il coinvolgimento della società civile, tra cui associazioni, operatori e cittadini, rende le azioni legali più rappresentative e capaci di produrre cambiamento duraturo.
TIKASE nasce da questa consapevolezza. Il nome è la traslitterazione fonetica di una parola bengalese che significa d’accordo, va bene: un intercalare familiare a chi lavora ogni giorno con le comunità straniere, scelto come segno di buon auspicio per il progetto e di azione condivisa.
L’obiettivo è potenziare l’utilizzo delle azioni collettive per la tutela delle persone migranti, consolidando la collaborazione tra individui e associazioni e facendo crescere la capacità della società civile di incidere sul cambiamento. L’impatto atteso va oltre i singoli procedimenti: ogni azione mira a creare precedenti giurisprudenziali, aumentare la consapevolezza pubblica e rafforzare la capacità di denuncia delle organizzazioni coinvolte.
Per contattarci: tikase@asgi.it (Monica Serrano, Project Officer)
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