
Si è conclusa con esito positivo l’azione inibitoria collettiva promossa da ASGI, Spazi Circolari e da numerosi ricorrenti individuali nei confronti della Società Cooperativa Sociale Sanitaria Delfino, ente gestore del centro di primo soccorso di Pantelleria.
Il ricorso aveva ad oggetto la tutela del diritto fondamentale alla libertà e alla riservatezza delle comunicazioni dellə cittadinə stranierə trattenutə di fatto all’interno dell’hotspot di Pantelleria. Il procedimento si è concluso con la conciliazione tra le parti, che hanno accettato la proposta conciliativa formulata dal Tribunale di Palermo nel corso dell’udienza del 12 febbraio 2026.
La conciliazione ha comportato la cancellazione dal regolamento interno dell’hotspot del divieto di utilizzo dei telefoni cellulari personali da parte dellə cittadinə stranierə nel centro.
L’azione nasce dall’attività di monitoraggio svolta negli ultimi anni dal progetto InLimine presso l’hotspot di Pantelleria, grazie alla quale è stato possibile riscontrare e documentare, tra le altre, gravi violazioni del diritto alla libertà di comunicazione delle persone straniere presenti all’interno del centro.
Si tratta di un’azione inibitoria collettiva ex art. 840 sexiesdecies c.p.c., strumento che consente sia a singoli sia ad associazioni di agire contro imprese o esercenti di pubblici servizi per ottenere la cessazione di condotte lesive poste in essere a danno di una pluralità di persone o enti. Diversamente dall’azione di classe, che mira al riconoscimento di un risarcimento, l’azione inibitoria è finalizzata a ottenere l’ordine di cessazione o il divieto di reiterazione della condotta contestata.
Le richieste avanzate nel ricorso riguardavano, in particolare, l’inibizione e la cancellazione del divieto di utilizzo dei telefoni cellulari personali previsto dal regolamento interno del centro, nonché l’adozione di misure idonee a eliminare o limitare gli effetti dannosi derivanti da tale divieto. Tra queste: la fornitura di un telefono cellulare a ciascuna persona presente, la consegna di schede telefoniche, l’installazione di cabine telefoniche in spazi riservati, la predisposizione di una connessione internet accessibile alle persone e l’adozione di protocolli operativi che consentissero a familiari e avvocati di contattare le persone trattenute nel centro tramite l’indicazione di un contatto telefonico.
La conciliazione raggiunta rappresenta un importante traguardo nella tutela della libertà di comunicazione all’interno degli hotspot, poiché conferma l’illegittimità del divieto generalizzato di utilizzo dei telefoni cellulari personali e riconosce la necessità che ciascuna persona possa disporre del proprio telefono per esercitare effettivamente il diritto alla comunicazione.
Il risultato ottenuto può inoltre incidere concretamente sul diritto di difesa delle persone straniere appena sbarcate che transitano per l’hotspot di Pantelleria. La possibilità di comunicare con l’esterno consente infatti di superare la condizione di isolamento in cui le persone vengono a trovarsi e di accedere più facilmente a un supporto legale in una fase decisiva nell’ambito delle prassi del sistema di frontiera — quale quella del fotosegnalamento — ai fini della determinazione del proprio status giuridico sul territorio nazionale.
