Le procedure propedeutiche alla redistribuzione dei richiedenti asilo osservate nell’Hotspot di Messina

Il 31 gennaio 32 cittadini stranieri, sbarcati al porto di Catania dopo essere stati soccorsi dalla nave SeaWatch 3, sono stati condotti presso l’hotspot di Messina, dove la maggior parte di essi ancora si trova. 

Come reso pubblico dai rappresentanti del governo, i cittadini stranieri sarebbero stati ammessi all’interno del sistema italiano solo al fine di essere successivamente trasferiti in altri Stati membri sulla base di un estemporaneo accordo tra sette paesi europei che si sarebbero detti disponibili ad accoglierli.

Tale situazione, attuata in base a procedure, implementate sulla base di accordi contingenti e in assenza di previsioni normative chiare e adeguate desta preoccupazione in relazione all’effettivo accesso ai diritti delle persone coinvolte. In particolare si ritiene possano essere messi a rischio il diritto alla protezione internazionale, a un’informazione adeguata, a una difesa effettiva. Gli operatori del progetto In Limine, promosso da ASGI, insieme ad altre realtà coinvolte, stanno monitorando l’attuazione di tali procedure al fine di tutelare i richiedenti asilo interessati.


Le procedure propedeutiche alla redistribuzione dei richiedenti asilo osservate nell’Hotspot di Messina

Report aggiornato al 20 febbraio 2019