La frontiera di Pantelleria: le procedure attuate nei confronti dei cittadini stranieri in ingresso

Un contributo di Matteo Bardazzi

Nell’anno appena trascorso si è assistito anche sull’isola di Pantelleria ad un numero significativo di arrivi di cittadini stranieri.
Nel 2020 gli sbarchi sulla piccola isola che dista ca. 53 km dalla costa tunisina più vicina sono aumentati: sono stati 1772 i cittadini stranieri transitati dal centro di accoglienza di Pantelleria nel periodo compreso tra gennaio 2020 e l’11 dicembre 2020 (su un totale di 125 sbarchi/rintracci). Di questi 1758 cittadini tunisini, 11 persone provenienti dalla Libia, 2 dall’Algeria e 1 dal Marocco[1].  

Nonostante questi numeri, non sono state pubblicate informazioni sulla gestione delle persone in ingresso, le procedure a cui sono sottoposte ai fini della determinazione della condizione giuridica, i servizi cui hanno accesso e le destinazioni future. Per tale motivo è stata inviata una richiesta di accesso agli atti alle autorità competenti, a seguire una analisi delle informazioni ottenute dalla Prefettura di Trapani con riferimento al periodo da gennaio a dicembre 2020.

Il centro di prima accoglienza di Pantelleria

Nel territorio di Pantelleria è attivo un centro di “prima” accoglienza situato presso l’ex-caserma Barone, in contrada Arenella, con una disponibilità di 25 posti letto che nel corso dell’anno ha attraversato situazioni di frequente sovraffollamento[2]. Come riferito dalla Prefettura di Trapani, tale “centro è utilizzato come temporaneo ricovero dei migranti clandestini rintracciati/sbarcati nell’isola di Pantelleria per il tempo strettamente necessario per il trasferimento a Trapani[3] e la sua gestione è affidata all’ente Comune di Pantelleria all’interno del quale operano le associazioni di volontariato “Misericordia” e “Il Sorriso”. Secondo quanto riferito dalla Prefettura di Trapani i cittadini stranieri ospitati nel centro sono soggetti a misure di sorveglianza implementate dal personale del Comando dei carabinieri, tuttavia non sono specificate le modalità con cui sono regolamentate l’entrata e l’uscita dal centro. Relativamente all’implementazione di misure di isolamento sanitario la vigilanza è affidata all’ ASP.
Successivamente il loro trasferimento a Trapani i cittadini stranieri sono condotti presso il centro di accoglienza “Villa Sant’Andrea” (Valderice) oppure presso le navi quarantena, ai fini dello svolgimento del periodo di isolamento sanitario.

Le procedure attuate: una applicazione dell’approccio hotspot?
In ragione  del numero di persone in ingresso ci siamo interrogati sulle procedure che seguono lo sbarco, legate alla determinazione della condizione giuridica.
 Secondo quanto riferito dalla Prefettura di Trapani le operazioni successive allo sbarco sono eseguite dal personale del Comando Stazione di carabinieri di Pantelleria con l’aiuto di un interprete di lingua araba. Quest’ultimi procedono alle operazioni di preidentificazione dei cittadini stranieri, attraverso la compilazione del foglio-notizie, del verbale di trattamento dei dati e del verbale di identificazione (dove si elegge un domicilio ed un difensore) per la comunicazione di reato all’autorità giudiziaria e consegna di una brochure informativa in lingua araba.

Sebbene il centro non sia operativo come hotspot vengono implementate alcune procedure tipiche di quell’approccio quali, appunto, la preidentificazione attraverso la compilazione del foglio notizie[4] che assume un ruolo estremamente rilevante per la determinazione della condizione giuridica e della classificazione dei cittadini stranieri tra richiedenti protezione internazionale e non. Si consideri che nel periodo che va da gennaio 2020 all’11 dicembre 2020 sono stati 1763 i fogli notizie somministrati ai cittadini stranieri, sono state presentate 7 manifestazioni di volontà per la richiesta di protezione internazionale ed emessi 14 provvedimenti di respingimento differito (ex art. 10 co. 2 d.lgs. 286/98). Solo al termine delle procedure di preidentificazione successivamente al trasferimento a Trapani, viene effettuata l’identificazione formale quindi il personale della Questura procede al fotosegnalamento e all’accertamento della situazione sulla banca dati A.F.I.S.

Un’interrogazione parlamentare presentata in data 15 Ottobre 2020 dall’On. Rampelli[5] relativa alla possibilità di realizzazione di un centro permanente di prima accoglienza per immigrati da adibire in una nota struttura alberghiera dell’isola ha alimentato la discussione sulla possibilità che anche a Pantelleria potesse essere istituito un centro hotspot, seguendo il modello Lampedusa[6]. A più riprese l’amministrazione comunale di Pantelleria si è dichiarata assolutamente contraria all’apertura di un hotspot sull’isola come ribadito anche durante la visita svolta il 15 gennaio del Capo Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione[7], Michele Di Bari, del suo vice Daniela Parisi e del Direttore Centrale dei servizi per immigrazione ed asilo, Michela Lattarulo, durante la quale si sono annunciati i lavori per il miglioramento delle condizioni della struttura attualmente operativa attraverso la posa di nuovi moduli abitativi utili a garantire il completamento della ristrutturazione.

Le strutture di destinazione: cosa succede dopo l’arrivo?

Nel periodo compreso tra il primo agosto 2019 e l’11 dicembre su 2119 cittadini stranieri transitati dal centro di accoglienza di Pantelleria ben 380 sono state le persone soggette a trattenimento presso Centri di permanenza per il rimpatrio (CPR) in quanto destinatarie di provvedimenti di espulsione e successivo ordine di trattenimento, mentre 119 sono state trasferite presso centri per lo svolgimento della quarantena, 662 presso centri per richiedenti protezione internazionale o comunità per minori stranieri non accompagnati. Nello stesso periodo 388 migranti sono stati destinatari di decreti di espulsione e successivo ordine di allontanamento dal territorio nazionale e 570 si sono allontanati dai centri presso i quali erano ospitati.

Data la collocazione geografica dell’isola di Pantelleria e date le dinamiche che la attraversano, tipiche delle zone di frontiera, pensiamo che sia importante proseguire il lavoro di monitoraggio e ricerca con riferimento alle procedure che qui si svolgono che ci sembrano ad oggi replicare quelle di selezione che caratterizzano l’approccio hotspot.


[1] I dati riguardo gli ingressi, le informazioni relative al centro di prima accoglienza e quelle relative alle procedure adottate sono stati ottenute in risposta ad un accesso civico presentato da ASGI alla Prefettura di Trapani, si veda https://inlimine.asgi.it/pantelleria-procedure-arrivi-respingimenti-e-manifestazioni-di-volonta/

[2] Si vedano https://www.tp24.it/2020/09/13/cronaca/pantelleria-sono-sette-gli-sbarchi-di-immigrati-avvenuti-da-mercoledi-scorso/154137, https://www.tp24.it/2020/12/27/cronaca/immigrazione-continuano-gli-sbarchi-a-pantelleria-centro-di-prima-accoglienza-pieno/158352, https://www.tp24.it/2020/11/10/cronaca/pantelleria-20-immigrati-sbarcati-sull-isola-nbsp/156506.

[3] Come si legge nella risposta della Prefettura di Trapani dell’8.01.2021 all’accesso civico generalizzato inviato da ASGI: https://inlimine.asgi.it/wp-content/uploads/2021/01/Risposta-Prefettura-di-Trapani-accesso-civico-Pantelleria.pdf.

[4] Al punto B. 5.5.1. del documento che descrive le Procedure Operative Standard nell’ambito dell’approccio hotspot vengono descritte le operazioni di “Preidentificazione e Screening”: “Squadre composte da operatori dell’ufficio Immigrazione della Polizia di Stato e Frontex condurranno interviste iniziali di screening, e l’acquisizione delle dichiarazioni relative alla nazionalità delle persone che hanno fatto ingresso in hotspot. Le informazioni raccolte saranno inserite in un apposito modulo,” foglio notizie”, che comprende i dati personali dichiarati (nome, data e luogo di nascita, nazionalità), il luogo di residenza, il luogo di partenza, la motivazione che ha indotto la persona a lasciare il suo paese e il luogo di arrivo in Italia. […] “In un hotspot completamente operativo sono previste postazioni per la preidentificazione composte da operatori della Polizia di Stato e mediatori culturali, eventualmente supportati da addetti Frontex. Frontex sarà presente con esperti degli Stati membri specializzati in verifiche della nazionalità e mediatori culturali.”. Link: http://www.libertaciviliimmigrazione.dlci.interno.gov.it/sites/default/files/allegati/hotspots_sops_-_versione_italiana.pdf

[5] Si veda https://www.ilgiornaledipantelleria.it/wp-content/uploads/2020/10/4-07140_interrogazione-centro-accoglienza-Pantelleria.pdf.

[6] Alla richiesta di informazioni relativamente alla possibile individuazione di una nuova struttura da configurarsi sulla base del d.l. 30/10/1995, n. 451, convertito, con modificazioni, dalla legge 29/12/1995, n. 563 o sulla base dell’art. 9 del d. lgs. 18/08/2015 n. 142 nell’ambito del quale è allestito un punto di crisi ai sensi dell’art. 10-ter del d.lgs. 286/98 la prefettura comunica anche che il sindaco di Pantelleria ha avuto soltanto un contatto informale con il gestore di una struttura alberghiera nel tentativo di individuare un centro di accoglienza temporanea che potesse ospitare i cittadini stranieri durante il periodo di quarantena, ma la struttura si è da subito rivelata non adatta a tale esigenza.

[7] Comunicato Prefettura di Trapani riguardo alla visita del Prefetto Di Bari a Pantelleria: http://www.prefettura.it/trapani/download.php?f=Spages&s=download.php&id_sito=1240&file=L0ZJTEVTL2FsbGVnYXRpbmV3cy8xMjQwL2NvbXVuaWNhdG9fc3RhbXBhX3Zpc2l0YV9QcmVmZXR0b19EaV9CYXJpLnBkZg==&&coming=bmV3cy9Db211bmljYXRpX3N0YW1wYS0xMDE4NTAzMC5odG0=&accessibile=1.
Si veda anche https://www.ilgiornaledipantelleria.it/pantelleria-migranti-visita-del-prefetto-al-centro-di-prima-accoglienza-niente-hot-spot/.