Il vuoto di tutele nei luoghi idonei: il trattenimento presso i locali dell’Autorità di P.S. di Napoli

Nell’ambito del monitoraggio condotto dal Progetto In Limine sui luoghi idonei, l’Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione (ASGI) ha ottenuto una serie di riscontri significativi riguardo alle modalità di trattenimento dei cittadini stranieri nelle cosiddette “strutture diverse e idonee nella disponibilità dell’Autorità di Pubblica Sicurezza”, disciplinate dall’articolo 13, comma 5-bis, del decreto legislativo n. 286/1998.  

Nonostante il ruolo del Giudice di Pace – chiamato a convalidare la misura restrittiva – includa un vaglio effettivo sulla legittimità del provvedimento e sulla idoneità dei luoghi di trattenimento, le prassi emerse sul territorio di Napoli evidenziano uno scollamento tra questa funzione di garanzia e la realtà operativa.  In riscontro del 6 giugno 2025, il Presidente della Sezione Immigrazione presso il Giudice di Pace di Napoli ha infatti dichiarato di non aver mai effettuato controlli o accessi ispettivi presso le strutture utilizzate come “luoghi idonei”, di non possedere verbali di accesso relativi alle visite ispettive svolte e di ritenere tale compito estraneo alle proprie competenze, attribuendolo invece all’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso. Questa circostanza è in palese contrasto con le raccomandazioni del Garante Nazionale secondo cui “appare cruciale verificare che l’autorizzazione vi sia e sia basata sulla valutazione di elementi di conoscenza del luogo e della persona[1]

Ulteriore conferma di questa pericolosa prassi è il riscontro pervenuto il 20 giugno 2025 dall’Ufficio Prevenzione dell’ASL Napoli 1 Centro, il quale ha comunicato che da un confronto svolto con la Direzione della Prefettura di Napoli per il trattenimento nelle strutture idonee non è previsto nessun tipo di intervento da parte della ASL se non su eventuale richiesta della Questura, né ha comunicato l’esistenza di protocolli sanitari.

Nell’ulteriore riscontro fornito dalla Questura di Napoli in data 20 giugno 2025, l’Ufficio ha confermato di aver trattenuto, tra il 2019 e il 2024, ben 381 cittadini stranieri nei propri “locali idonei” (116 nel solo 2019, 81 nel 2024) in assenza di contratti di fornitura di beni e servizi stipulati dalla Questura – rinviando la competenza alla Prefettura – e confermando che non vi è stato alcun accesso da parte del Giudice di Pace. La Questura è rimasta silente sulle domande di acquisizione del regolamento interno, Carta dei diritti, servizi di mediazione, assistenza sanitaria, supporto legale organizzato o meccanismo di reclamo effettivo, elementi imprescindibili secondo la c.d. Direttiva Lamorgese.

Sorgono pertanto forti perplessità sulla legittimità sostanziale del regime di trattenimento applicato all’interno dei locali idonei. L’assenza di qualsiasi forma di controllo giudiziario effettivo sull’idoneità dei luoghi, la mancanza di intervento sanitario programmato, la totale carenza di un quadro regolatorio sui servizi offerti e sui diritti garantiti configurano un sistema opaco, discrezionale e certamente lesivo della dignità umana.

Riscontro Questura di Napoli del 20 giugno 2025 – luoghi idonei- ASGI

Riscontro ASL di Napoli del 20 giugno 2025 – luoghi idonei – ASGI


[1] Rapporto tematico sulle visite alle strutture diverse e idonee utilizzate dall’autorità di pubblica sicurezza per il trattenimento della persona straniera ai sensi dell’articolo 13, comma 5 bis t.u. imm. (dicembre 2020 – gennaio 2021).