Nel territorio di Lampedusa è attivo dal 2015 un centro hotspot (Punto di Crisi), di cui all’art. 10 ter, co. 1, del D.lgs. 286/1998 dove effettuare le operazioni di soccorso, prima assistenza, registrazione e fotosegnalamento dei cittadini stranieri. Dalle cronache nazionali si evince come l’Hotspot di Lampedusa sia stato interessato in alcuni periodi da una presenza di migranti di molto superiore alla sua capienza. Tuttavia durante tutto il periodo di esecuzione delle misure connesse alla situazione di emergenza sanitaria non sono rese note informazioni rispetto alle persone presenti presso il centro hotspot di Lampedusa, alle procedure a cui sono state sottoposte e ai servizi cui hanno avuto accesso.
Inoltre, attualmente il centro risulta oggetto di lavori finalizzati alla manutenzione straordinaria di 5 edifici, alla fornitura di un nuovo modulo prefabbricato completo e al rifacimento di alcuni impianti esterni comuni e di una porzione di recinzione esterna. Notizie di stampa parlano di un ampliamento della futura capienza fino a n. 324 posti che si aggiungerebbero ai n. 132 posti raggiunti a seguito della conclusione dei lavori precedenti[1].
Di seguito le informazioni ottenute dalla Questura e Prefettura di Agrigento in merito al numero e alle nazionalità delle persone transitate dal centro nel periodo gennaio-marzo 2021 e luglio-settembre 2021, i tempi di permanenza, le tipologie di strutture in cui si sono stati trasferiti i cittadini stranieri ai fini dello svolgimento del periodo di quarantena e le procedure di determinazione della condizione giuridica:
[1] https://www.invitalia.it/chi-siamo/area-media/notizie-e-comunicati-stampa/hotspot-lampedusa


