Nessuna sanatoria per stranieri. ASGI: attenzione alle truffe

ASGI è favorevole all’introduzione di una sanatoria permanente e alla riapertura delle quote di ingresso per lavoro in Italia, misure che rappresenterebbero un reale contrasto al traffico di esseri umani, nel rispetto dei diritti delle persone.

Sono assolutamente infondate le voci che stanno girando attraverso vari social media riguardo all’esistenza di una norma che permette la regolarizzazione dei cittadini stranieri in condizione di soggiorno irregolare in Italia tramite l’invio dei kit di rinnovo postale.

Tali indicazioni non sono solo false, ma in molti casi, in cui viene richiesto del denaro per la predisposizione del kit per la regolarizzazione inesistente, costituiscono vere e proprie truffe che andrebbero denunciate alle autorità competenti.


ASGI ricorda che né le persone prive di permesso di soggiorno né quelle titolari di un permesso per richiesta asilo possono utilizzare i kit postali per richiedere un permesso di soggiorno per qualsiasi motivazione. La spedizione di simili domande, quindi, anche qualora autorizzata dagli Uffici postali, è assolutamente priva di effetti e, persino, potrebbe risultare pregiudizievole in caso in cui venisse effettivamente emanata una procedura di regolarizzazione.

L’Associazione invita i cittadini stranieri a rivolgersi ai patronati e alle associazioni di tutela per ricevere ulteriori informazioni e valutare come procedere prima d’inviare qualsiasi richiesta.

Come ha richiesto ASGI al Governo fin dalla fine di novembre 2019 occorre :

  • l’immediata introduzione di un meccanismo di regolarizzazione che consenta ai cittadini stranieri già presenti in Italia di munirsi di un titolo di soggiorno, anche per ricerca di lavoro, così riducendo in misura significativa l’ampio bacino di persone private del titolo di soggiorno dalle politiche governative che, a partire dalla fine del 2015, hanno incrementato il numero dei cittadini stranieri in condizioni di maggiore vulnerabilità giuridica e sociale, esponendoli ad un maggiore rischio di sfruttamento lavorativo e criminale. E’ noto che ogni Stato UE può decidere, per qualsiasi ragione, di rilasciare un permesso di soggiorno a chi sia attualmente irregolare (art. 6, par. 4 direttiva rimpatri dell’UE 2008/115/CE), anche per favorire la riduzione di lavoro illegale (come raccomanda la conv. n. 143 OIL ratificata dall’Italia) o la tutela del diritto alla vita privata o della vita familiare garantiti dall’art. 8 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo;

  • l’immediato ripristino delle quote ordinarie di ingresso per lavoro, in decreti flussi quantitativamente adeguati e rapida introduzione di un meccanismo di ingresso sul territorio nazionale per ricerca lavoro: due primissimi passi rappresentativi, quantomeno in una misura minima, di una nuova tutela del diritto alla libera circolazione non solo per i cittadini dell’UE, ma anche per i cittadini di Stati extraUE anche sul territorio italiano. Ciò anche al fine di intraprendere una nuova politica normativa che riconosca nella libertà di movimento una risorsa per gli esseri umani e un imprescindibile fattore di equilibrio sia all’interno di ogni singolo stato sia nei rapporti internazionali, irrinunciabile per una più equa ridistribuzione dei diritti e delle opportunità.

Misure che, peraltro, rappresenterebbero un reale contrasto al traffico di esseri umani, nel rispetto dei diritti delle persone. 


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