Regione Liguria condannata dal Tribunale di Milano: per 10 anni diritti negati agli stranieri con disabilità

La Regione Liguria con Delibera n. 1106/2006 ha previsto, tra i servizi finanziati attraverso le Risorse del Fondo Nazionale per le non autosufficienze, l’erogazione di una misura economica di 350 euro mensili “a favore delle persone ultrasessantacinquenni e delle persone infrasessantacinquenni con gravi disabilità” dando indicazione alle ASL di richiedere, ai cittadini extra UE, il titolo di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo. Il Tribunale di Milano ha condannato la Regione per discriminazione.

Sui siti delle diverse ASL della Liguria nonché sui moduli scaricabili per presentare le domande veniva indicato che la misura economica poteva essere attribuita ai cittadini extra UE solo se in possesso di permesso di lungo soggiorno UE.

L’ASGI è intervenuta inviando una lettera alla Regione e alle diverse ASL territoriali segnalando i profili di legittimità del requisito e invitando alla immediata rimozione. Solo la ASL4 di Chiavari ha risposto sostenendo che non vi era discrezionalità alcuna da parte della aziende sanitarie che si limitavano ad applicare “disposizioni regionali”.

ASGI e APN hanno quindi presentato un ricorso contro la Regione Liguria che si è difesa sostenendo di non aver mai emanato disposizioni che imponessero alle ASL ed ai Comuni di richiedere il requisito contestato.

Dunque, le amministrazioni si sono “rimbalzate” vicendevolmente la responsabilità di un comportamento discriminatorio nemmeno previsto da un atto ufficiale.

Il Giudice di Milano (competente in quanto una delle Associazioni ricorrenti ha la propria sede legale a Milano) ha accolto il ricorso, riconoscendo la discriminazione dei cittadini extra UE e ordinando alla Regione di “riaprire i termini per la presentazione delle domande, per un periodo di almeno tre mesi, consentendo la presentazione delle stesse sia a chi aveva visto la domanda respinta sia a chi, privo del permesso di lungo periodo, non lo aveva fatto in precedenza.

Si tratta di un esempio di pessima amministrazione durata diversi anni, dove a pagarne il più caro prezzo sono state, come spesso accade, le persone più vulnerabili.


L’ordinanza

Pin It