Prorogato ancora una volta il divieto di autocertificazione per lo straniero nelle procedure relative al soggiorno

Il divieto di autocertificazione da parte dei cittadini stranieri nelle procedure relative al rilascio e al rinnovo del permesso di soggiorno è stato prorogato ancora una volta dalla Legge di Bilancio 2018.

La parificazione nel diritto alla autocertificazione da parte di un cittadino proveniente da paesi terzi è stata introdotta, anche se parzialmente, dal DPR 445/2000, che all’articolo 3, comma 2 prevede che i cittadini di Stati non appartenenti all’Unione regolarmente soggiornanti in Italia possano utilizzare le dichiarazioni sostitutive (anche se “limitatamente agli stati, alle qualità personali e ai fatti certificabili o attestabili da parte di soggetti pubblici italiani”). Da tale equiparazione, peraltro solo parziale, erano però escluse le procedure concernenti la disciplina dell’immigrazione e la condizione dello straniero, con la conseguenza che, nell’ambito di tali procedure, lo straniero non può mai avvalersi della autocertificazione.

Di quest’ultima previsione limitatrice, è stata disposta la soppressione nel 2012 con il D.L n. 5 (art.17, comma 4-quater) con effetto dal 31.12.2012, ma tale scadenza è stata poi rinviata di anno in anno.

Dopo cinque anni di rinvio ancora una volta la Legge di Bilancio 205/2017 ha previsto all’articolo 1, comma 1122, che la soppressione di cui sopra avrà efficacia (se mai l’avrà) a partire dal 31 dicembre 2018. Anche per il 2018 dunque i cittadini extracomunitari non potranno avvalersi dell’autocertificazione per le procedure disciplinate dalle norme sull’immigrazione (e dunque quando dovranno provare, ad esempio, lo stato di parentela, il nucleo familiare, l’idoneità alloggiativa ecc.).

Pin It