Corte Costituzionale, sentenza del 6 novembre 2019, depositata il 13 dicembre 2019, n. 270

È incostituzionale l’art. 13, comma 3-quater, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero), nella parte in cui non prevede che, nei casi di decreto di citazione diretta a giudizio ai sensi dell’art. 550 del codice di procedura penale, il giudice...

Tribunale Amministrativo Regionale del Veneto, sentenza del 9 dicembre 2019

In base alla normativa contenuta nel Testo Unico per l’Immigrazione e per effetto della modifica apportata dal D.lgs n.12/2014, art. 3, “La dizione «permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo» presente nel decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, nonche’ in qualsiasi altra disposizione normativa, si intende sostituita dalla dizione «permesso di soggiorno...

Tribunale di Lecce, ordinanza 6 dicembre 2019

Sussiste il fumus boni iuris e dunque il diritto all'iscrizione anagrafica del richiedente asilo all'anagrafe di Carmiano in quanto l'art. 13 del d.l. 113/2018 si è limitato ad abrogare la precedente disciplina dell'iscrizione automatica istituita dalla l. 46/2o17 e sussiste il periculum in mora in quanto la mancata iscrizione del ricorrente ai registri anagrafici impedirebbe l'esercizio di diritti di rango costituzionale, non ristorabili per equivalente, come il diritto al lavoro, il diritto all'istruzione, il diritto alla famiglia.

Tribunale di Roma, ordinanza 25 novembre 2019

Sussiste il diritto all'iscrizione anagrafica del ricorrente titolare del permesso di soggiorno per richiesta asilo in virtù di un'interpretazione costituzionalmente orientata dell'art. 13 d.l.113/2018 convertito in l. 132/2018, sicché la mancata iscrizione nel Comune di residenza preclude l'esercizio dei diritti di rilievo costituzionale, tra cui l'accesso al lavoro, che non sono suscettibili di adeguato ristoro nella forma dell'equivalente monetario all'esito della causa di merito.

Corte europea dei diritti dell’uomo, sentenza del 14 novembre 2019

“In base alla giurisprudenza della Corte, viola la Convenzione uno Stato il quale in base alle informazioni ad esso disponibili sapeva, o avrebbe dovuto sapere, che rimpatriando una persona questa sarebbe stata esposta al rischio di subire un pregiudizio di diritti fondamentali garantiti dalla CEDU quali il diritto alla vita (art. 2) o il diritto...

Corte di giustizia dell’Unione europea, sentenza del 12 novembre 2019 nella causa C-233/18

Un richiedente protezione internazionale colpevole di una grave violazione delle regole del centro di accoglienza presso cui si trova o di un comportamento gravemente violento non può essere sanzionato con la revoca delle condizioni materiali di accoglienza relative all’alloggio, al vitto o al vestiario

Corte di Cassazione, sentenza 7 novembre 2019

Gli enti e associazioni iscritti nell’elenco di cui all’art. 5 d.lgs. 215/2003 hanno legittimazione attiva non solo nelle controversie in materia di discriminazioni basate sulla etnia e razza, ma anche in quelle basate sulla nazionalità. La legittimazione degli enti collettivi in materia di discriminazione costituisce infatti una regola generale, funzionale all’esigenza di apprestare la tutela, attraverso un rimedio di natura inibitoria, ad una serie indeterminata di soggetti per contrastare il rischio di una lesione avente natura diffusiva e che perciò deve essere, per quanto possibile, prevenuta o circoscritta nella sua portata offensiva; conseguentemente non sarebbe ammissibile una interpretazione delle norme che, per il solo fattore nazionalità, escluda tale legittimazione che è invece prevista per tutti gli altri fattori.

Tribunale di Catania, ordinanza 1 novembre 2019

Sussiste il fumus boni iuris del diritto all'iscrizione anagrafica del titolare di permesso di soggiorno per richiesta asilo nel registro della popolazione residente del Comune di Catania secondo le regole generali previste dal DPR 223/89 e sussiste il periculum in mora poiché la mancata iscrizione ai registri anagrafici impedisce l'esercizio dei diritti di rilievo costituzionale ad essa connessi, quali ad esempio quello all'istruzione o al lavoro; pertanto la lesione del diritto soggettivo dell'istante costituisce un pregiudizio irreparabile e insuscettibile di adeguata tutela nella forma dell'equivalente monetario.
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Rapporto sullo stato dei diritti umani negli istituti penitenziari e nei centri di accoglienza e trattenimento per migranti in Italia

a cura della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato della Repubblica.

La Commissione straordinaria per i Diritti Umani del Senato ha approvato con il voto unanime di tutti i gruppi parlamentari il rapporto che conclude l’indagine conoscitiva sullo stato dei diritti umani negli istituti penitenziari e nei centri di accoglienza e trattenimento per migranti in Italia. Il rapporto è dedicato alla figura di Antonio Cassese .
Lo studio, sistematico e approfondito sulla situazione delle carceri e dei detenuti in Italia, ha preso le mosse dall’esigenza di verificare se il nostro paese sia in linea con gli impegni assunti in sede internazionale sottoscrivendo atti e convenzioni.La presenza della popolazione straniera all’interno delle carceri (circa un terzo del totale) e l’incidenza del fenomeno migratorio dovuto alle recenti crisi del Nord Africa che ha portato alla creazione di nuove strutture in emergenza, ha portato la Commissione ad approfondire il tema dell’accoglienza e del trattenimento dei migranti nel nostro paese. 1_2012_rapporto.carceri
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