Tribunale di Milano, ordinanza 27 giugno 2017

L'assegno di maternità di base di cui all'art. 74 d.lgs 151/2001 è una prestazione di sicurezza sociale e pertanto una cittadina extra UE titolare di permesso unico lavoro ha diritto a tale beneficio in applicazione del principio di parità di trattamento previsto dall’art. 12 della direttiva 2011/98 che, in quanto principio chiaro, preciso e incondizionato deve essere direttamente applicato dalle pubbliche amministrazioni; qualora ciò non avvenga le pubbliche amministrazioni pongono in essere una discriminazione.

Tribunale di Brescia, ordinanza 6 giugno 2017

Il bonus bebè di cui all’art. 1 comma 125 L. 190/2014 rientra tra le prestazioni di sicurezza sociale di cui al regolamento 883/04 e pertanto trova applicazione il principio di parità di trattamento previsto dall’art. 12 della direttiva 2011/98 e l’esclusione dalla prestazione di una cittadina extra UE titolare di un permesso di soggiorno che consente di lavorare costituisce una discriminazione.

Tribunale di Palermo, ordinanza 5 giugno 2017

Il cittadino extra UE titolare di “permesso unico lavoro” ha diritto– in applicazione del principio di parità di trattamento previsto dall’art. 12 della direttiva 2011/98 – di beneficiare del cd. assegno sociale di cui all’art. 3, comma 6, L. 335/95 e l’art. 80 comma 19 della L. (finanziaria) n.388/2000, che prevede il requisito del possesso del permesso di lungosoggiorno per l’accesso al beneficio stesso, deve essere disapplicato poiché in contrasto con la direttiva

Tribunale della Spezia, ordinanza 1 giugno 2017

Il cd. bonus bebè di cui all’art. 1 comma 125 L. 190/2014 rientra tra le prestazioni di sicurezza sociale di cui al regolamento 883/04 e pertanto trova applicazione il principio di parità di trattamento previsto dall’art. 12 della direttiva 2011/98 e l’esclusione dalla prestazione di una cittadina extra UE titolare di un permesso di soggiorno che consente di lavorare costituisce una discriminazione.

Tribunale di Mantova, ordinanza 24 maggio 2017

Il bonus bebè di cui all’art. 1 comma 125 L. 190/2014 rientra tra le prestazioni di sicurezza sociale di cui al regolamento 883/04 e pertanto trova applicazione il principio di parità di trattamento previsto dall’art. 12 della direttiva 2011/98 e l’esclusione dalla prestazione di una cittadina extra UE titolare di un permesso di soggiorno che consente di lavorare costituisce una discriminazione.

Tribunale di Milano, ordinanza del 12 maggio 2017

Il cd. bonus bebè di cui all’art. 1 comma 125 L. 190/2014 rientra tra le prestazioni di sicurezza sociale di cui al regolamento 883/04 e pertanto trova applicazione il principio di parità di trattamento previsto dall’art. 12 della direttiva 2011/98 e l’esclusione di una cittadina extra UE titolare di un permesso di soggiorno che consente di lavorare dalla prestazione costituisce una discriminazione.

Corte d’appello di Firenze, sentenza del 11 maggio 2017

Il cittadino extra UE che non è titolare di permesso di lungo periodo ha comunque diritto di beneficiare del cd. assegno sociale di cui all’art. 3, comma 6, L. 335/95 poiché l'introduzione successiva del requisito di 10 anni di residenza per cittadini italiani e stranieri ad opera dell'art 20 comma 10 d.l. 112/2008 conv. L. 133/2008 ha implicitamente abrogato il requisito del permesso di lungo periodo previsto dall’art. 80 comma 19 della L. (finanziaria) n.388/2000

Corte Costituzionale, ordinanza del 4 maggio 2017

Sono manifestamente inammissibili le questioni di costituzionalità dell’art. 74 Dlgs 151/01 nella parte in cui non riconosce il diritto all’assegno di maternità di base alle donne straniere titolari di permesso unico lavoro e a quelle titolari di permesso umanitario poiché il giudice a quo non ha esaminato le norme nazionali e comunitarie; in particolare in relazione alla prima categoria poiché l’art. 12 della direttiva UE 2011/98 già garantisce il diritto alla parità di trattamento; quanto alla seconda categoria poiché l’art. 34, comma 5, d.lgs 251/07 garantisce al titolare di permesso di soggiorno umanitario i medesimi diritti, anche in materia di assistenza sociale, riconosciuti al titolare di protezione sussidiaria e dunque anche il diritto al predetto assegno.

Tribunale di Milano, ordinanza del 2 maggio 2017

Il cd. bonus bebè di cui all’art. 1 comma 125 L. 190/2014 rientra tra le prestazioni di sicurezza sociale di cui al regolamento 883/04 e pertanto trova applicazione il principio di parità di trattamento previsto dall’art. 12 della direttiva 2011/98 e l’esclusione di una cittadina extra UE titolare di un permesso di soggiorno che consente di lavorare dalla prestazione costituisce una discriminazione.

Tribunale di Milano, ordinanza del 28 aprile 2017

Costituisce discriminazione il comportamento dell’INPS che non consente il computo nel nucleo familiare del cittadino straniero lungosoggiornante – ai fini del pagamento del relativo assegno – dei familiari residenti all’estero, mentre ne consente il computo per il cittadino italiano; tale disparità di trattamento, benché prevista dall’art. 2, commi 6 e 6bis, L. 153/88, è in contrasto con il principio sovraordinato di parità tra italiani e stranieri lungosoggiornanti contenuto nell’art. 11 Direttiva 109/2003 che, in quanto sufficientemente preciso, deve trovare applicazione diretta nel nostro ordinamento
Numero dei documenti:

Protocollo aggiuntivo tecnico operativo al protocollo di collaborazione tra la Repubblica italiana e la Gran Giamahiria Araba Libica Popolare Socialista del 29 Dicembre 2007

Protocollo aggiuntivo tecnico operativo al protocollo di collaborazione tra la Repubblica italiana e la Gran Giamahiria Araba Libica Popolare Socialista, per fronteggiare il fenomeno della immigrazione clandestina.

Firmato a Tripoli il 29 dicembre 2007

Protocollo aggiuntivo tecnico operativo Italia-Libia del 2007

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