Tribunale di Palmi, Ordinanza del 21 maggio 2019, n.5744

Il Tribunale di Palmi, con l’ordinanza ex art.700 c.p.c. del 21 maggio 2019 ha accolto il ricorso di una cittadina comunitaria di cittadinanza rumena, già attualmente titolare di “tessera ENI” con codice di esenzione X01, accertando il diritto all’accesso sia agli specifici codici di esenzione spettanti in base alle sue peculiari patologie, sia alla somministrazione...

Tribunale di Torino, ordinanza 28 maggio 2019

La condotta del comune di Torino consistente nell’aver negato l’assegno di maternità ex art. 74 d.lgs. 151/2001 alle madri cittadine extra UE titolari di permesso per motivi familiari costituisce discriminazione; inoltre il Comune ha l’obbligo di informare, dandone apposita pubblicità sul proprio sito istituzionale, le madri extracomunitarie che non è necessaria la titolarità della carta...

Tribunale di Genova, ordinanza 22 maggio 2019

Sussiste il diritto all’iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo poiché, per ottenere tale iscrizione, è sufficiente che l’interessato dimostri la stabile permanenza di un luogo e la volontà di rimanervi e, se cittadino extra UE, la regolarità del soggiorno in italia, come espressamente stabilito dalla legge anagrafica n 1228/1954 e dal “regolamento anagrafico” DPR n. 223/1989, essendo stato abrogato l’istituto della convivenza anagrafica che prevedeva l’automatica iscrizione presso il centro di accoglienza in cui era ospitato il richiedente asilo (art. 5 bis d.lgs. 142/2015)

Corte d’Appello di Milano, sentenza 14 maggio 2019

E’ irragionevole, e quindi discriminatorio, subordinare il bonus bebé regionale istituito con delibera n. 42152 dell’8 ottobre 2015 al requisito di cinque anni continuativi di residenza nella Regione Lombardia per entrambi i genitori del nuovo nato, in quanto tale provvidenza è diretta a famiglie in particolari condizioni di fragilità e non è possibile presumere che lo stato di bisogno di chi risieda nella Regione da meno di cinque anni sia minore rispetto a chi vi risieda da più anni poiché, in particolare per i cittadini extra UE, è del tutto eccezionale il caso in cui l’intero nucleo familiare faccia ingresso contemporaneamente sul territorio nazionale ed acquisisca la residenza nello stesso momento.

Tribunale di Milano, ordinanza 14 maggio 2019

Al fine di garantire piena efficacia al principio di parità di trattamento sancito dalla Direttiva 2011/98/UE, la norma interna (art. 1 co. 125 l. n. 190/2014) deve essere disapplicata nella parte in cui prevede, quale requisito per l'attribuzione dell'assegno di natalità, il possesso del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo. Come disposto dalla Corte Costituzionale con la sentenza n.52/2019 , è il giudice remittente che deve valutare la conformità della disciplina legislativa nazionale alla citata normativa europea

Tribunale di Bologna, ordinanza 2 maggio 2019

Sussiste il fumus boni iuris del diritto allegato dal ricorrente alla richiesta di iscrizione anagrafica nel registro della popolazione residente del Comune di Bologna secondo le regole generali previste dal DPR 223/89 e sussiste il periculum in mora in quanto la mancata iscrizione ai registri anagrafici impedisce l’esercizio dei diritti di rilievo costituzionale ad essa connessi, quali ad esempio quello all’istruzione e al lavoro.

Tribunale di Bergamo, ordinanza 9 aprile 2019

La condotta tenuta dal Comune di Palazzago (Bg), consistente nella richiesta di presentazione, ai soli cittadini extra UE, della certificazione prodotta dalle competenti autorità del Paese di origine, relativa ai redditi mobiliari e immobiliari posseduti all’estero di tutti i componenti del nucleo familiare con traduzione da parte del consolato italiano del Paese di origine, al fine di accedere alle prestazioni sociali agevolate (bonus gas ed energia), al contributo frequenza scolastica, all'assegno di maternità di base e AFN, costituisce discriminazione in quanto il Comune, non può introdurre modifiche nell’applicazione dell’ISEE (che non costituisce una autocertificazione ma una attestazione pubblica della misurazione della situazione economica) ai fini dell’accesso alle prestazioni, né assumere un ruolo di controllo fiscale.

Tribunale di Milano, ordinanza 27 marzo 2019

La delibera di Giunta del Comune di Vigevano, numero 51 del 4 ottobre 2017, costituisce discriminazione diretta nella parte in cui prevede che il cittadino extra UE non possa accedere a prestazioni sociali agevolate, mediante presentazione del modello ISEE al pari del cittadino italiano, ma debba integrarlo con “certificati o attestazioni rilasciati dalla competente autorità...

Corte d’Appello di Milano, sentenza 25 marzo 2019

Costituisce una violazione del principio di parità di trattamento di cui all’art. 2 co. 2 TUI, la previsione del requisito della prestazione di una attività lavorativa regolare - anche non continuativa e per i soli cittadini stranieri - ai fini dell’accesso al Fondo sostegno affitti stabilito dalla delibera della giunta regionale lombarda n. 3495 confliggendo altresì con il generale regime per l’erogazione assistenziali di cui all’art. 41 TU immigrazione oltreché con l’art. 3 della Costituzione

Tribunale di Firenze, ordinanza 18 marzo 2019

Sussiste il diritto all’iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo in quanto il comma 1 bis dell’art. 4 d.lgs. 142/2015, così come modificato dall’art. 13 d.l. 113/2018, non abroga la possibilità di iscriversi al registro anagrafico, bensì abroga l’art. 5 bis dello stesso decreto 142 che prevedeva la procedura semplificata di iscrizione all’anagrafe della popolazione residente, svincolando detta iscrizione dai controlli previsti per gli altri stranieri regolarmente soggiornanti e per i cittadini italiani.

Tribunale di Savona, ordinanza 1 marzo 2019

La condotta tenuta dal Comune di Cengio (SV), consistente nell’aver negato l’assegno di maternità alla ricorrente cittadina extracomunitaria titolare di permesso unico lavoro, costituisce discriminazione in quanto viola l’articolo 12 della direttiva 2011/98/UE che riconosce l’obbligo di parità di trattamento ai lavoratori, nel settore della sicurezza sociale, senza distinzioni inerenti al titolo di soggiorno.

Tribunale di Palermo, Decreto del 25 febbraio 2019

Il Tribunale di Palermo ha riconosciuto lo status di rifugiato ad un cittadino ucraino, obiettore di coscienza, in considerazione del timor persecutionis dovuto al concreto ed attuale pericolo di concorrere alla commissione di crimini di guerra e alle sanzioni penali a cui sarebbe esposto a causa della sua renitenza alla leva militare, qualificate dal Tribunale atti di...

Tribunale di Palermo, decreto del 15 gennaio 2019 in materia di proroga del trattenimento di richiedente asilo

Ai sensi dell’art. 6, co. 5, del D.lgs. 142 del 2015, il provvedimento con il quale il questore dispone il trattenimento o la proroga dello stesso deve essere adottato per iscritto, riferire le ragioni del trattenimento, contenere specifiche indicazioni riguardanti le procedure previste dal diritto nazionale per contestare il provvedimento e deve essere notificato al richiedente in una lingua comprensibile. D’altronde la notifica deve essere specifica in modo che la persona possa agire immediatamente per contestare la privazione della libertà o la sua proroga, altrimenti il riconoscimento di diritti sostanziali senza un corrispondente diritto di agire risulterebbe illusorio.

Tribunale di Torino, ordinanza 15 febbraio 2019

I titolari di permesso unico lavoro hanno diritto di percepire l’assegno di maternità di cui all’art. 74 d.lgs. 151/01, in quanto tale disposizione – nella parte in cui limita il diritto ai titolari di permesso di lungo periodo - risulta in contrasto con l’art. 12 della Direttiva 2011/98/UE; per gli effetti il giudice nazionale è tenuto a disapplicare il diritto interno e a dare piena applicazione al diritto dell’Unione, senza sollevare questione di legittimità costituzionale della norma nazionale e a imporre all’amministrazione comunale l’adeguamento delle comunicazioni istituzionali.

Tribunale di Padova, sentenza 12 febbraio 2019

L’interpretazione costituzionalmente orientata dell’art. 74 del D.lgs. n. 151 del 2001 (recante disposizioni in materia di “assegno di maternità di base”) impone che venga privilegiata l’opzione maggiormente tutelante lo stato di maternità e di conseguenza che, per l’erogazione della prestazione in questione, debba ritenersi sufficiente la sussistenza del requisito della residenza nel territorio dello Stato al momento della presentazione dell’istanza amministrativa e non al momento del parto.
Numero dei documenti:

Corte d’Appello di Milano, sentenza 22 ottobre 2018

Sussiste il diritto all’esenzione del pagamento del ticket sanitario di cui all’art. 8 comma 16 L. 537/1993 e deve essere riconosciuto in favore del richiedente asilo anche avendo riguardo alla sua mera non contestata condizione di “ non occupazione”. La fruizione di agevolazioni di carattere sociale è infatti da estendersi, ai sensi dell’art. 19 co. 7 d.lgs. 150/2011 anche ai soggetti in condizioni di non occupazione in senso ampio (disoccupati e inoccupati)

Esenzione ticket sanitario – art. 8 co.16 L. 537/1993 – non occupazione – art. 19 co. 7 d.Lgs 150/2011 – sussiste violazione

Corte d’Appello di Milano, sentenza 22 ottobre 2018, pres. Picciau, xxx (avv.ti Guariso e Neri) c. ATS Milano, ASST Fatbenefratelli, ASST Rhodense

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