Le nostre strategie transnazionali per contrastare le politiche di esternalizzazione UE in Africa

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Nell’ambito del progetto Sciabaca e Oruka, l’ASGI da diversi anni lavora in collaborazione con Avocats Sans Frontières (ASF) Tunisia, il Cairo Institute for Human Rights Studies e il Network of University Legal Aid Institutions (NULAI-Nigeria) per difendere i diritti delle persone in movimento lungo le rotte migratorie dall’Africa verso l’Europa. 

Ecco il video con la nostra Road Map, costituita da 6 azioni chiave per contrastare le violazioni dei diritti umani fondamentali.

L’Unione europea e gli Stati membri continueranno ad aumentare l’impegno economico e diplomatico per esternalizzare i confini. Questo è quanto emerge dal piano d’azione per il Mediterraneo centrale pubblicato il 21 novembre 2022 dalla Commissione europea per “porre rimedio ai problemi attuali immediati riguardanti la rotta migratoria del Mediterraneo centrale”. 

Il documento conferma l’indirizzo già intrapreso nel 2015 con l’Agenda Europea su migrazione e asilo e rafforzato con  il Patto Migrazione e Asilo del settembre 2020. Attraverso gli accordi con gli stati africani, il rafforzamento delle frontiere dentro e fuori l’Europa, le espulsioni sommarie, e più generalmente le politiche securitarie e criminalizzati, viene di fatto confermato un regime di controllo della mobilità – anche il di fuori dell’Unione Europea – che diviene di giorno in giorno più letale.

Bloccare i confini e controllare la mobilità significa non solo ostacolare il diritto a lasciare qualunque paese e l’accesso al diritto di asilo in Europa. Significa anche spingere le persone in movimento a imbarcarsi in viaggi sempre più pericolosi lungo i quali aumenta il rischio di tortura, detenzione arbitraria, violenze sessuali, sfruttamento, tratta. 

Al fine di contrastare tali violazioni, non si può prescindere dal fatto che le politiche di esternalizzazione sfruttano inoltre il mandato umanitario delle istituzioni internazionali e delle ONG, e lo stretto legame tra azioni di sviluppo e gestione delle migrazioni, vincolando i fondi allo sviluppo a politiche securitarie. In Tunisia, Libia e Nigeria, il lavoro umanitario, che mirava a mitigare gli effetti delle politiche di esternalizzazione, è diventato di fatto una fonte di legittimazione e attuazione di queste stesse politiche.

ASF, ASGI, CIHRS e NULAI hanno individuato 6 azioni chiave per contrastare le violazioni dei diritti delle persone in movimento nelle diverse fasi del percorso migratorio:

  • Promuovere azioni volte a garantire l’accountability.
  • Contrastare gli accordi bilaterali e il sostegno finanziario dell’UE per la gestione delle migrazioni.
  • Pretendere la pubblicazione degli accordi di rimpatrio e degli accordi per la gestione delle migrazioni. 
  • Contestare l’applicazione abusiva dei concetti di paese di primo asilo e paese terzo sicuro.
  • Contestare la raccolta di dati personali e l’uso improprio dei sistemi di controllo biometrici.
  • Sottoporre ad analisi giuridica anche l’azione degli attori umanitari per comprenderne l’impatto sul rafforzamento delle politiche di esternalizzazione

Video realizzato da Chiara Missaggia, grafiche realizzate da Federica Ferri.

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