30 giugno-Video-Tratta, provocato naufragio, abbandono nel deserto: La Tunisia di fronte alla Corte Africana per i Diritti Umani e dei Popoli

Tipologia del contenuto:Formazioni ed eventi

Grazie al ricorso di quattro persone migranti, per la prima volta la Corte Africana dovrà giudicare le violazioni commesse dalla Tunisia ai danni di cittadinз stranierз. 

Il 30 giugno 2026 si è tenuta una conferenza stampa per presentare l’iniziativa.

Quattro persone migranti, rappresentate da avvocat3 dell’ASGI e dall’Avv. Ibrahim Belguith, hanno presentato per la prima volta altrettanti ricorsi contro la Tunisia di fronte alla Corte Africana per i diritti umani. Le condotte contestate alla Tunisia sono estremamente gravi: detenzione arbitraria, tortura, violazione del diritto alla vita, espulsioni collettive, tratta, discriminazioni razziali e di genere fra le altre. 

Le vicende portate all’attenzione della Corte, lungi dall’essere casi isolati, sono emblematiche di prassi che dal 2023 sono sempre più frequenti e documentate e riguardano migliaia di persone, provenienti per lo più dai paesi dell’Africa occidentale, che emigrano in Tunisia o la attraversano durante il loro viaggio verso l’Europa.

I ricorsi raccontano di deportazioni e abbandono nel deserto, in condizioni estreme per la sopravvivenza, di detenzione in gabbie situate in zone militari nel mezzo del deserto, della compravendita di persone alle Guardie di frontiera libiche in cambio di barili di petrolio, di intercettazioni violente in mare che provocano la morte per annegamento delle persone a bordo delle imbarcazioni. Queste pratiche sono state ampiamente raccontate nel corso degli ultimi anni dalle persone sopravvissute, dalle organizzazioni della società civile e dalle organizzazioni internazionali.

Ora per la prima volta si chiede alla Corte Africana di giudicarle alla luce della Carta africana per i diritti dell’uomo e dei popoli con l’obiettivo di sanzionare e di contrastare le gravissime violazioni commesse dalla Tunisia ai danni di cittadin3 dell’Unione Africana. L’azione legale vuole che siano accertate le responsabilità della Tunisia per tali condotte. 

Allo stesso tempo, si ritiene fondamentale che le autorità dell’Unione europea e dei suoi stati membri cessino ogni forma di cooperazione con il paese nordafricano che commette le violazioni descritte nei ricorsi grazie ai mezzi materiali e finanziari fornitegli dall’UE. Infine, le condotte contestate evidenziano come la Tunisia non possa in alcun modo essere considerata un paese sicuro per le persone migranti e per l3 su3 cittadin3 né un luogo di sbarco sicuro per le persone soccorse in mare.

Ora la Corte dovrà riaffermare i diritti garantiti dalla Carta Africana dei diritti umani e dei popoli e di garantire che gli Stati rispondano delle gravi violazioni a loro imputabili.


Materiali utili:

Per approfondimenti sulla situazione tunisina è possibile consultare i seguenti rapporti:

Contatti per approfondire:

  • Adelaide Massimi, ASGI: 0039 3291279117 – contenzioso@asgi.it
  • Luca Masera, ASGI: 0039 3406782863
  • Giovanni Papotti, ASGI: 0039 3387892907
  • Anna Brambilla, ASGI: 0039 3898235294

Sono intervenuti alla conferenza stampa:

  • ActionAid
  • ARCI
  • ASGI
  • RRX
  • Avv. Brahim Belgith
  • Cecilia Strada, Eurodeputata PD
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