Ritardi nell’accesso alla procedura di asilo: ASGI invia una denuncia alla Commissione UE

Facendo seguito all’ampia attività di monitoraggio svolta sul territorio, il 25 luglio 2024 l’ASGI ha inviato una segnalazione alla Commissione Europea, denunciando la violazione da parte dell’Italia della normativa UE in materia di accesso alla procedura di asilo ed in particolare le difficoltà di accesso agli uffici delle questure per la registrazione della volontà di chiedere protezione ed il mancato rispetto delle tempistiche per la registrazione delle domande di protezione.

“Le autorità italiane competenti a ricevere le domande di protezione internazionale attuano, in molti contesti territoriali, comportamenti attivi e/o omissivi, tali da impedire o ritardare gravemente la presentazione delle richieste di asilo. In particolare, nella maggior parte delle grandi città (Roma, Milano, Firenze, Bari, Torino ecc.), i cittadini stranieri che intendono presentare domanda d’asilo sono spesso costretti a recarsi in Questura per settimane o addirittura mesi prima di riuscire a manifestare la volontà di chiedere asilo”.

Nella denuncia sono richiamati i rapporti e i comunicati pubblicati nel corso del 2024 da ASGI, IRC e dalle cliniche legali delle università italiane, nonché varie lettere inviate dalle sezioni territoriali della nostra associazione alle rispettive questure di competenza. Inoltre, viene dato conto della copiosa giurisprudenza relativa alle azioni individuali intraprese da avvocati ASGI in difesa dei propri assistiti, che tuttavia non sono state risolutive del problema di carattere generale.

Il diritto dell’Unione Europea prevede tempistiche molto chiare e stringenti per la registrazione della domanda di asilo. L’esposto rileva come le prassi illegittime implementate dagli uffici delle questure, diffuse su tutto il territorio nazionale, costituiscano una sistematica violazione dell’art. 6, parr. 1 e 5 della Direttiva 2013/32/UE, che prevede l’immediato recepimento della manifestazione di volontà e la registrazione della domanda di protezione entro 3 giorni lavorativi dalla manifestazione, prorogati a 10 in caso vi sia un numero elevato di domande. Di conseguenza, il diritto all’asilo, garantito anche dall’art. 18 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’UE, viene nei fatti reso privo di efficacia.

Il prossimo passo, ora, spetta alla Commissione UE, che nei prossimi mesi potrà decidere se dare seguito alla segnalazione inviata dall’ASGI ed avviare una procedura di infrazione contro l’Italia.

Immagine di muhammed yıldız, da Pexels (modificata)