Confine Italia-Francia : porre fine alle violazioni dei diritti dei migranti

Venti associazioni invitano gli organismi nazionali e internazionali a porre fine alle violazioni dei diritti al confine franco-italiano.

Nonostante i numerosi allarmi da parte delle nostre associazioni, proseguono le violazioni dei diritti fondamentali di persone migranti alla frontiera franco-italiana, tra Menton e Briançon. 
Perché queste violazioni inaccettabili cessino, le nostre associazioni fanno oggi appello al Procuratore della Repubblica di Nizza nonché al relatore speciale delle Nazioni Unite sui diritti umani dei migranti.

Privazione illegale della libertà

A fine giugno 2019 sono state depositate 13 segnalazioni presso la Procura di Nizza da Anafé, Oxfam, WeWorld e Iris. Le segnalazioni riguardano la privazione illegale di libertà a cui sono soggette le persone prima del loro respingimento in Italia. Infatti, ogni sera, alcune persone vengono trattenute per tutta la notte negli Algeco adiacenti alla stazione di polizia frontaliera di Menton. Questi Algeco sono container di 15 mq. privi di suppellettili per potersi sdraiare, dove decine di persone possono essere trattenute contemporaneamente, per un tempo che supera abbondantemente le quattro ore «ragionevoli» di privazione della libertà ammesse dal Consiglio di Stato.

È il caso di Alpha, cittadino nigeriano di 17 anni, che ha raccontato alle associazioni di essere stato trattenuto la notte tra il 27 e il 28 maggio 2019 in un Algeco per più di dieci ore con una decina di adulti, in condizioni esecrabili, con servizi igienici inutilizzabili. Le forze dell’ordine non hanno tenuto conto che aveva dichiarato di essere minorenne e che aveva espresso il desiderio di chiedere asilo in Francia.

I minorenni vengono quindi trattenuti insieme agli adulti, e le donne non sempre vengono separate dagli uomini. Marie, cittadina ivoriana, ha riferito di essere stata trattenuta nella notte tra il 6 e il 7 giugno 2019 per quasi undici ore e mezza, con un’altra donna e due uomini che lei non conosceva, senza sapere perché venisse trattenuta e fino a quando.

Adama, cittadino senegalese, ha testimoniato di essere stato trattenuto in quegli stessi Algeco per più di nove ore, nella notte tra il 16 e il 17 giugno 2019. Stando alla sua testimonianza, avrebbe chiesto più volte di vedere un medico per le dita rimaste ferite a seguito dell’arresto, ma non ha potuto avere accesso alle cure fino a quando non è stato rimandato in Italia.

Queste testimonianze sono state portate a conoscenza del Procuratore della Repubblica di Nizza, il quale, a fine 2018, aveva annunciato l’avvio di una inchiesta a seguito di una segnalazione depositata il 20 novembre 2018 dalle associazioni e da alcuni deputati, relativa alle prassi utilizzate dalla polizia francese nei confronti di persone migranti, in particolare di minori non accompagnati al momento del respingimento in Italia.

Queste tredici nuove segnalazioni devono essere prese in considerazione nell’ambito di questa stessa inchiesta, che per il momento non ha comportato alcun cambiamento nelle procedure amministrative e di polizia.

Violazione dei diritti

La detenzione arbitraria è una delle violazioni dei diritti fondamentali delle persone che le nostre associazioni, Amnesty International France, l’Anafé, La Cimade, Médecins du Monde, Médecins sans Frontière, la Secours Catholique Caritas France, così come molte organizzazioni che lavorano sul confine italo-francese, oggi rimandano al Relatore Speciale delle Nazioni Unite per i diritti umani.

Alla privazione di libertà si aggiungono le molteplici violazioni di diritti, quali l’impossibilità di fare richiesta di asilo, tanto alla stazione frontaliera di Montgenèvre (Monginevro ndr) quanto a quella di Menton. Le nostre associazioni denunciano anche la mancata tutela di minori non accompagnati e il mancato rispetto delle garanzie legali nelle procedure di respingimento verso l’Italia.

Le nostre organizzazioni hanno invitato il Relatore speciale delle Nazioni Unite, Felipe Gonzales Morales, a venire a constatare di persona le gravi violazioni ai diritti delle persone esiliate commesse dalle autorità francesi e anche a formulare adeguate raccomandazioni che, noi speriamo, portino al rispetto dei diritti alla frontiera franco-italiana.

Questo appello è stato trasmesso anche al difensore dei diritti umani, al Garante generale dei luoghi di privazione della libertà e alla Commissione consultiva nazionale per i diritti umani.

Elenco delle organizzazioni firmatarie

Amnesty International France
Anafé
La Cimade
Médecins du Monde
Médecins sans Frontières
Secours Catholique Caritas France
Alliance des avocats et praticiens du droit des étrangers pour la défense des droits fondamentaux
ADDE – Associazione degli avvocati per la difesa dei diritti degli stranieri 
ASGI
Association pour la démocratie à Nice
Collectif Kesha Niya Kitchen
Intersos
Iris
Kesha Niya Kitchen
Oxfam
Refuges Solidaires
Roya Citoyenne
Syndicat des avocats de France
Tous Migrants
WeWorld

Contatti stampa

Amnesty International France I Véronique Tardivel I 06 76 94 37 05 vtardivel@amnesty.fr

Anafé I Laure Palun I 06 60 79 46 63 / 01 43 67 27 52 I palun.laure@anafe.org

La Cimade I Rafael Flichman I 01 44 18 72 62 / 06 42 15 77 14 I rafael.flichman@lacimade.org

Médecins du Monde I Insaf Rezagui  I 01 44 92 14 86 I insaf.rezagui@medecinsdumonde.net

Médecins Sans Frontières I Laurie Bonnaud I 06 76 61 97 80 I msff-france-com@paris.msf.org

Secours Catholique Caritas France I Djamila Aribi I 01 45 49 75 24

Traduzione a cura di Meltingpot.org

Versione originale in francese

Foto Credit : STOP – Arden – Flickr – CC BY-SA 2.0

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