

E’ possibile per una amministrazione comunale vietare la sosta in una determinata area a… un gruppo etnico? A un corso di base di educazione civica (o anche solo di logica) qualsiasi allievo risponderebbe che no, non è possibile: se la sosta è vietata, lo è per tutti, non essendo certamente consentito che l’indoeuropeo possa posteggiare, l’asiatico no, il Berbero a pagamento, l’Uzbeko ad ore e così via. E il rom, che nel linguaggio corrente è il “nomade” ?
Al Comune di Gattico hanno pensato che per i rom – essendo essi, come noto, molto fastidiosi – si può fare un’eccezione alla regola e quindi un cartello di sosta vietata (ovviamente di per sé legittimo) può diventare “sosta vietata ai nomadi”.
Sennonché poi, quando qualcuno se ne accorge, lo segnala e ne nasce una motivata lettera che spiega che così proprio non si può fare, allora bisogna correre ai rimedi, che nel caso di specie sono quelli, posticci, ma efficaci che vedete nelle foto, preannunciati da una comunicazione ad ASGI.
Tutto è bene quel che finisce bene.
Resta una domanda: è superficialità o è pregiudizio, stigma sociale o addirittura razzismo? Essendo, in ASGI, sempre ottimisti e fiduciosi nel genere umano, tendiamo a pensare che sia la prima, vista anche la rapidità del pentimento, del quale siamo grati all’Amministrazione. Ma la cosa non ci consola del tutto perché ne esce confermato, ancora una volta, quanto certe categorie vengano usate, anche nella pubblica amministrazione, senza la dovuta attenzione; come non si sapesse che le grandi tragedie dell’umanità – fino alle stelle di Davide appiccicate sulla porte dei negozi – nascono dal lungo accumulo di piccole cose, di piccole parole, di piccoli gesti; per questo è meglio fermarli; con il sorriso, certo, ma fermarli.


