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Nelle democrazie costituzionali “non è più il diritto ad essere subordinato alla politica quale suo strumento, ma è la politica che diventa strumento di attuazione del diritto, sottoposta ai vincoli ad essa imposti dai principi costituzionali: vincoli negativi, quali sono quelli generati dai diritti di libertà che non possono essere violati; vincoli positivi, quali sono quelli generati dai diritti sociali che devono essere soddisfatti
Luigi Ferrajoli, “Poteri selvaggi. La crisi della democrazia italiana”, Laterza.
Editoriale, Nazzarena Zorzella
Gli editoriali dei primi due numeri dell’anno 2024 della Rivista (di Chiara Favilli il n. 1.2024 e di Bruno Nascimbene il n. 2.2024) hanno sapientemente descritto l’intervento del legislatore europeo soprattutto in relazione alle nuove regole del sistema europeo di protezione internazionale, evidenziandone gli aspetti critici, pur nel breve spazio consentito alle “presentazioni” del singolo fascicolo. Oggi siamo al n. 3, di chiusura dell’annata, e non si può non evidenziare la bulimia che, molto più del legislatore europeo, ha caratterizzato quello nostrano negli ultimi due anni. Se qualcosa non è sfuggito, sono 16 gli interventi normativi emanati dal governo italiano dall’autunno 2022 e un 17^ è in fase di pubblicazione in questi giorni di fine ottobre 2024, in rivendicata reazione alle decisioni con le quali vari giudici del Tribunale di Roma non hanno convalidato i trattenimenti di un gruppo di 12 richiedenti asili, provenienti da Egitto e Bangladesh, portati dal Mediterraneo in Albania in esecuzione del Protocollo Italia-Albania, ratificato con legge n. 14/2024.
Enorme produzione normativa, che ha spaziato, tra le altre, dall’inasprimento delle attività delle ONG di salvataggio in mare (d.l. n. 1/2023), all’introduzione di nuove procedure e regole per l’esame delle domanda di protezione internazionale e alla finzione di “non ingresso” in zone che si vorrebbero fuori dai confini nazionali (d.l. n. 20/2023), all’aumento del numero dei Paesi ritenuti di origine sicura dei richiedenti asilo in relazione ai quali applicare le nuove procedure (d.m. 17.3.2023 e d.m. n. 7.5.2024), alle nuove regole di trattenimento anche per richiedenti asilo (d.l. n. 20/2023), all’introduzione di una cauzione per evitarlo (d.l. n. 20/203 e d.m. 10.5.2023 e d.m. 14.9.2023), alla (pretesa) abrogazione della protezione speciale al di fuori della protezione internazionale, ai divieti di conversione in lavoro dei permessi di soggiorno per protezione speciale, per cure mediche, per calamità (d.l. n. 20/2023 e legge conv. n. 50/2023), alla diminuzione delle garanzie per i minori non accompagnati (d.l. n. 133/2023), all’aumento spropositato del costo per l’iscrizione al Servizio sanitario nazionale per le categorie di persone straniere non iscrivibili automaticamente (legge di bilancio n. 213/2023), alla sottoscrizione con l’Albania di un Protocollo per trattenere i richiedenti asilo in detto Paese e ivi esaminare le loro domande d’asilo se provenienti da Paesi di origine sicura (l. n. 14/2024), alla diminuzione di garanzie processuali per i richiedenti asilo, all’obbligo di collaborare all’identificazione mettendo a disposizione i dispositivi mobili, alla riduzione di garanzie processuali (d.l. n. 145/2024).
In mezzo a questi provvedimenti anche una parziale riformulazione delle regole della decretazione dei flussi d’ingresso per lavoro, verso una sostanziale privatizzazione dei controlli e diminuzione dei tempi procedurali per la conclusione delle pratiche, ma con retromarce repentine non appena “accortesi” che è comunque il sistema in sé a non funzionare e immaginando, però, una “soluzione” a danno dei futuri lavoratori, cioè sospendendo i visti per i lavoratori provenienti da Bangladesh, Pakistan, Sri Lanka perché a rischio di contraffazione di documentazione o per domande di flussi senza i requisiti di legge (d.l. n. 145/2024).
Un tratto attraversa e accomuna la stragrande maggioranza dei provvedimenti legislativi della stagione 2023/2024: la fortissima riduzione del diritto di difesa delle persone straniere, prevalentemente richiedenti asilo ma non solo (si pensi, ad esempio, ai minori soli e al loro accertamento dell’età, effettuato senza effettive garanzie) che, evidentemente, restringe la possibilità stessa di far valere il diritto sostanziale di cui la persona è portatrice. I ridottissimi termini per rivolgersi all’Autorità giudiziaria in caso di diniego di protezione internazionale per coloro i quali (sempre di più) sono assoggettati alle procedure accelerate e di frontiera (in Albania ma anche nella zone di frontiera italiane), l’enorme difficoltà per le persone trattenute negli hotspot o nei Centri per il rimpatrio (C.P.R.) di venire a contatto con avvocati e avvocate competenti in diritto dell’immigrazione e dell’asilo e dunque di avere garantita un’efficace difesa nel brevissimo tempo entro il quale il provvedimento di trattenimento deve essere convalidato dall’Autorità giudiziaria (48 ore), l’automatismo con cui di fatto viene disposto il trattenimento, sono tutti esempi (non gli unici, peraltro) dell’impedimento, oggettivo, dell’’esercizio di diritti fondamentali.
Eppure, la bulimia legislativa ha incontrato spesso la censura dell’Autorità giudiziaria (si vedano le varie Rassegne giurisprudenziali pubblicate), in applicazione della normativa internazionale, di quella unionale e, non da ultimo, di quella costituzionale. Ciò nonostante, va avanti la produzione legislativa, nel tentativo italiano per un verso di anticipare all’attualità le nuove norme dell’Unione europea che entreranno in vigore nel giugno 2026, dall’altro di sperimentare sul terreno quelle previsioni o una propria visione della questione migratoria.
La “questione Albania” è emblematica dell’approccio che permea l’intervento del legislatore italiano, perché è il tentativo, in assenza di effettivi canali regolari di ingresso, di restringere la questione migratoria nel solo sistema asilo e di sperimentare l’esternalizzazione, mediante l’applicazione fuori dal territorio italiano delle nuove procedure di frontiera introdotte nel 2023, con le quali si intendono esaminare in tempi velocissimi le domande d’asilo presentate da richiedenti provenienti da Paesi definiti di origine sicura, i quali, salvati nel Mediterraneo in acque internazionali, non toccano il suolo italiano per vedere processate le loro domande di protezione ma vengono condotti, per l’appunto, in Albania in edifici costruiti dall’Italia su suolo straniero ma nei quali si esercita la giurisdizione italiana (si veda, al riguardo il saggio di E. Celoria e A. De Leo nel n. 1.2024 della Rivista). Questione che si intreccia strettamente con la qualificazione di Paese sicuro di origine che rende possibile l’assoggettamento alle procedure di frontiera o accelerate e su cui si è sviluppato l’ennesimo attacco alla magistratura, accusata di vanificare il Protocollo Italia-Albania e lo schema ivi contenuto. In realtà, il 18 ottobre 2024 il Tribunale di Roma ha annullato il trattenimento di 12 richiedenti asilo portati in Albania e provenienti da Egitto e Bangladesh (Paesi qualificati sicuri dal d.m. maggio 2024), facendo applicazione dei principi affermati dalla Grande Sezione della Corte di giustizia dell’Unione europea il 4 ottobre 2024, causa C-406/2022, che ha escluso che un Paese possa essere definito sicuro se parti del suo territorio non lo sono. Poiché le schede allegate al d.m. maggio 2024 contenevano parti o categorie di persone non sicure, è stato inevitabile l’annullamento dei trattenimenti. Eppure, nonostante l’obbligo per tutte le pubbliche autorità nazionali di conformarsi all’interpretazione della CGUE, il governo ha reagito accusando la magistratura di porsi contro i propri provvedimenti legislativi ma, nel contempo, si sta apprestando a emanare un nuovo decreto-legge che inserisce l’elenco dei Paesi di origine sicura in una fonte primaria e non in un decreto ministeriale, di per sé disapplicabile (si veda il saggio di C. Cudia nel n. 2.2024 della Rivista).
La sfida che si pone davanti a tutti/ i/le giuristi/e è enorme, perché si tratta di garantire alle persone straniere, qualunque sia la loro condizione, di potere effettivamente, non formalmente, esercitare il diritto di difesa, perché se non c’è più, nei fatti, un “giudice a Berlino” vengono meno i diritti fondamentali e a rischio di sparizione è il diritto internazionale dei diritti umani, il diritto costituzionale europeo e quello nazionale. Sfida non di poco conto ed è sempre più preoccupante che tutti e tutte coloro che si occupano, a diverso titolo e ruolo, in questo “settore” siano sempre più spesso minacciati, anche a livello individuale. Ma questa è un’ulteriore questione su cui la Rivista proporrà in futuro approfondimenti.
Alcuni dei variegati interventi legislativi della stagione 2023-2024 e dei loro effetti sono già stati oggetto di analisi in questa Rivista, altri sono pubblicati in questo fascicolo, altri ne seguiranno.
In questo numero l’intervento di V. Carlino si occupa della Tunisia, uno dei Paesi definiti dall’Italia di origine sicura, offrendo interessanti spunti che mettono in discussione tale qualificazione e la presunzione di sicurezza che ne consegue. S. Borràs-Pentinat e A. Cossiri trattano, invece, la questione di migranti forzati per cause climatiche ai fini del riconoscimento di una forma di protezione e questo non può non riguardare, ad esempio, anche il Bangladesh, pure esso inserito nei Paesi di origine sicura. In tema di trattenimento nei Centri per il rimpatrio (CPR) N. Cocco, C. Di Luciano, C. L. Landri e G. Papotti affrontano la delicatissima e importante questione della tutela della salute in quei luoghi, mostrandone tutte le criticità anche alla luce della giurisprudenza della Corte europea dei diritti umani. Tema estremamente importante in un contesto normativo europeo in cui si sta sempre più allargando l’uso della detenzione amministrativa, anche per richiedenti asilo.
Altri saggi analizzano questioni generali del diritto dell’immigrazione e dell’asilo, al di là della contingenza normativa, e dunque M. Spatti commenta la recente pronuncia della Corte di giustizia dell’11.6.2024, causa C-646/21, che ricomprende le donne richiedenti asilo nella definizione di “gruppo sociale”, perseguitato o discriminato in ragione del genere di appartenenza. C. Costano e R. Dalla Costa offrono un’analisi degli effetti della riforma 2023 dell’istituto della protezione speciale, rappresentando l’esperienza della Clinica legale dell’Università di Palermo, mentre M. Veglio, soffermandosi sul diritto al rispetto della vita privata (art. 8 CEDU) e l’approccio ad esso della Corte di giustizia, della Corte di Strasburgo e della nostrana Cassazione, muove da un originale punto di vista, cioè la negazione del desiderio di vita delle persone straniere. P. Morozzo della Rocca affronta la questione dell’accesso delle persone straniere disabili alla cittadinanza italiana, evidenziando i vari ostacoli che incontrano. Infine, la questione della discriminazione che le persone straniere subiscono viene affrontata in due interventi: A. Guariso presenta riflessioni sulla pronuncia della Corte di giustizia dell’Unione europea del 29 luglio 2024, causa C-112/22, che ritenendo incompatibile con il diritto europeo il requisito di 10 anni di residenza per accedere al reddito di cittadinanza, ha posto rimedio all’ennesimo profilo di discriminazione che il legislatore italiano, da decenni, attua ai danni delle persone straniere; M. V. Matijevic e A. M. Zsravkovic affrontano, invece, la questione più generale della definizione giuridica di discriminazione strutturale e la sua relazione con l’uguaglianza sostanziale.
Dunque, un numero della Rivista ricco di spunti di conoscenza e riflessione.
Saggi
La Tunisia, tra crisi interna e pressioni europee. Messa in discussione della presunta sicurezza di un Paese al crocevia, di Valentina Carlino
Fragili volontà, dignità sociale e accesso alla cittadinanza, di Paolo Morozzo della Rocca
La protezione giuridica dei migranti forzati per causa climatica all’incrocio degli ordinamenti giuridici, diSusanna Borràs-Pentinat, Angela Cossiri
La protezione complementare dopo il d.l. 20/2023. Uno studio su lavoro e soggiorno anche a partire dell’esperienza della Clinica legale Migrazioni e Diritti dell’Università degli Studi di Palermo, di Claudio Costanzo, Rita Daila Costa
La tutela della salute nei CPR: un diritto trattenuto, di Nicola Cocco, Carolina Di Luciano, Carla Lucia Landri, Giovanni Papotti
Breaking the invisible cage: limits of law in structural discrimination, di Milica V. Matijević, Ana M. Zdravković
Commenti
«Chiamami con il mio nome». La tutela della vita privata degli stranieri in Italia, di Maurizio Veglio
Rassegna di giurisprudenza europea
(periodo 1 maggio 2024 – 30 settembre 2024)
Corte europea dei diritti umani
Art. 3: Divieto di tortura e trattamenti inumani e degradanti – Art. 5: Diritto alla libertà e alla sicurezza – Art. 8: Diritto al rispetto per la vita privata e familiare.
Corte di giustizia dell’Unione europea
Concetto di “gruppo sociale” e progressiva assimilazione dei valori dello Stato membro in cui l’interessato ha soggiornato, Art. 10 direttiva 2011/95. Rapporto tra cessazione dello status di rifugiato e missione dell’UNRWA, Art. 40 direttiva 2013/32 e Art. 12 direttiva 2011/95. Discriminazioni indirette a svantaggio dei soggiornanti di lungo periodo in tema di prestazioni sociali, assistenza sociale o protezione sociale basate sull’obbligo di residenza, art. 11 direttiva 2003/109. Limiti all’accoglimento di una domanda di soggiorno per motivi di studio presentata sulla base di una condotta fraudolenta, Art. 3, par. 3, e art. 34, par. 5, direttiva 2016/801.
Rassegna di giurisprudenza italiana
(1° maggio 2024 – 31 agosto 2024)
Allontanamento e trattenimento
ESPULSIONI – PROFILI SOSTANZIALI: Le espulsioni ministeriali in tema di prevenzione del terrorismo. I respingimenti alla frontiera e la violazione degli obblighi informativi. Respingimento e pendenza di domanda di protezione internazionale. Espulsioni amministrative. Convalida dell’accompagnamento alla frontiera a mezzo della forza pubblica in pendenza di domanda di protezione speciale. Espulsione per inottemperanza all’ordine questorile di allontanamento (art. 14, co. 5-ter, d.lgs. 286/98): rilevanza dei legami familiari. Espulsione a titolo di sanzione alternativa alla detenzione: durata del divieto di reingresso. Espulsione a titolo di sanzione alternativa alla detenzione e cause di inespellibilità
TRATTENIMENTO: Motivazione. Obbligo di informativa sulla facoltà di presentare domanda di protezione internazionale. Proroga. Avviso al difensore. Legittimazione passiva. Traduzione. Termine per la trasmissione degli atti al GdP. Ordine di allontanamento. Certificazione di idoneità sanitaria. Misure alternative. Atto presupposto.
TRATTENIMENTO DI RICHIEDENTI PROTEZIONE INTERNAZIONALE: Procedura di frontiera. Pericolosità sociale.
INGRESSO in ITALIA. Visto d’ingresso per turismo (rischio migratorio – valutazione discrezionale della PA – obbligo di preavviso di rigetto ex art. 10-bis l. n. 241/90); Visto d’ingresso per motivi di lavoro subordinato (tutela cautelare ai fini del riesame; errori riconoscibili dalla PA – obbligo di preavviso ex art. 10-bis l. n. 241/90; ricorsi proposti dal datore di lavoro – difetto di legittimazione); Visto d’ingresso per motivi di studio (rischio migratorio – obbligo di contraddittorio ex art. 10-bis l. n. 241/90 – omissione non sanabile in giudizio; il concetto di “coerenza” degli studi nel Paese di origine con quelli in Italia – lo svolgimento dei colloqui in Ambasciata – valutazione complessiva e non parziale).
SOGGIORNO. Class action (regolarizzazione 2020 – ritardi nella definizione del procedimento – illegittimità); Permesso di soggiorno (richiesta del permesso – termine di inizio del procedimento; periodo di validità del permesso – termine iniziale); Permesso di soggiorno per cure mediche e sua convertibilità in lavoro (equiparazione con la protezione speciale – applicazione diritto intertemporale ex art. 7 d.l. n. 20/2023); Permesso per residenza elettiva (requisiti sostanziali – non necessario previo visto d’ingresso specifico); Permesso UE di lungo soggiorno (periodi di assenza dal territorio nazionale – diritto alla giustificazione).
Asilo e protezione internazionale
VISTO D’INGRESSO PER ASILO – Diritto di ingresso per registrare la domanda di riconoscimento della protezione internazionale; art. 10, co. 3 Cost. (manifestazione volontà di chiedere protezione internazionale attraverso PEC del difensore – espulsione e rimpatrio nonostante detta volontà – valore del cd. foglio notizie – obblighi dello Stato di registrazione della domanda – tipologia visto ingresso non predeterminata – art. 25 Regol. n. 810/2009 o altra tipologia). Diritto di ingresso con visto umanitario o altro titolo di figlio di rifugiato in Italia (disciplina di favor per ricongiungimento familiare di rifugiato quanto alla documentazione – categorie di familiari ricongiungibili – figlio maggiorenne deve essere totalmente invalido e a carico; familiari di rifugiati – solido collegamento con lo Stato italiano – diritto di ingresso in Italia anche in assenza di passaporto – visto ex art. 25 Regol. n. 810/2009 o altra tipologia).
PROTEZIONE INTERNAZIONALE – Il riconoscimento dello status di rifugiato (appartenenza ad un particolare gruppo sociale – tratta di esseri umani – nesso causale – sfruttamento lavorativo – matrimonio forzato – identità di genere – rifugiato sur place – motivi politici – oppositore politico russo – opinioni politiche attribuite – nozione estensiva – religione – diritto di manifestare apertamente il credo religioso). Protezione sussidiaria (rischio di trattamento inumano o degradante – vincolo debitorio – usura – mancato pagamento di un debito – condizioni carcerarie in Egitto – malattia mentale e rischio di trattamento inumano e degradante – approfondimento istruttorio necessario). Questioni procedurali e processuali (procedure accelerate ed effetto sospensivo conseguente alla proposizione del ricorso – ricorrenti provenienti da Paesi designati di origine sicura – rispetto dei termini previsti per tutte le procedure accelerate – superamento della presunzione di sicurezza del Paese per la situazione particolare del ricorrente e richiesta cautelare di sospensione – gravi e circostanziate ragioni per disporre la sospensione – omesso esame di un documento – censurabilità in Cassazione ex art. 360, comma 1, n. 5 c.p.c. – valutazione di credibilità – necessità di una considerazione complessiva delle dichiarazioni). Regolamento Dublino (obblighi informativi – infungibilità con opuscoli informativi della procedura ordinaria – diritto a ricorso effettivo).
PROTEZIONE SPECIALE – La domanda di protezione speciale diretta al questore dopo la riforma 2023 (rilevanza generale dei divieti di espulsione ex art. 19 TU d.lgs. 286/98 – giurisdizione ordinaria – diritto a presentare la domanda direttamente al questore – modalità affidate alla Pubblica amministrazione – compatibilità tra protezione temporanea e protezione speciale – idoneità della PEC a manifestare la volontà di chiedere protezione speciale). I presupposti della protezione speciale (diritto al rispetto della vita privata – nozione – attività lavorative discontinue ma in progressione – torture subite in Libia: esclusione – attività svolte nel sistema di accoglienza – rilevanza della durata in Italia – conoscenza lingua italiana – bilanciamento tra diritto alla vita privata e esigenze dello Stato secondo l’art. 19 TU d.lgs. 286/98 – vulnerabilità sanitaria). Il valore giuridico della ricevuta di permesso per protezione speciale (unitarietà diritto d’asilo ex art. 10, co. 3 Cost. comprensivo della protezione internazionale e della complementare – equiparazione della condizione – diritto al rilascio di permesso di soggiorno o sua ricevuta nelle more del giudizio ex art. 4 d.lgs. 142/2015 – esercizio di tutti i diritti sociali, compreso il rilascio del codice fiscale). La conversione del permesso da protezione speciale a motivi di lavoro (regime intertemporale di cui all’art. 7 d.l. n. 20/2023 e sua legge di conversione n. 50 – differenze; richiesta di conversione del permesso da protezione speciale a lavoro in mancanza di passaporto – rilascio del Titolo di viaggio scollegata a specifica forma di protezione). I diritti connessi al permesso per protezione speciale: la coesione familiare (permesso asilo compreso nell’elenco dell’art. 28 TU d.lgs. 286/98 – unitarietà del diritto di asilo – diritto all’unità familiare per titolare di protezione speciale – irrilevanza dell’irregolarità di soggiorno del familiare – applicazione art. 5, co. 5 TU d.lgs. 286/98 – sent. n. 202/2013 Corte cost.).
RICONOSCIMENTO DELLA CITTADINANZA DA AVO ITALIANO: Permesso di soggiorno «per attesa cittadinanza»: TAR Piemonte, sez. I, 27.6.2024, n. 793. Acquisto della cittadinanza jure soli, ai sensi dell’art. 1, lett. b) L. n. 91/1992 Corte d’appello di Venezia, sentenza del 4 aprile 2024.
ACQUISTO DELLA CITTADINANZA PER ELEZIONE: Invio della lettera per l’esercizio del diritto all’acquisto della cittadinanza italiana del minore nato in Italia al compimento dei 18 anni; contenuto dell’onere della prova del Comune – Tribunale di Napoli, ordinanza del 5 aprile 2024, n. 3127. Legittimazione passiva del Comune e ius postulandi dell’Avvocatura distrettuale dello Stato; permesso per attesa cittadinanza nel contenzioso ai sensi dell’art. 4, comma 2, L. n. 91/1992; obbligo del Comune di inviare la lettera anche in caso di accertamento anagrafico di irreperibilità – Tribunale di Napoli, ordinanza del 13 marzo 2024.
ACQUISTO DELLA CITTADINANZA PER NATURALIZZAZIONE: Cittadinanza e disabilità TAR Emilia-Romagna, sezione di Parma, ordinanza 30.05.2024, n. 145. Cittadinanza e valutazione dei comportamenti pregressi dello straniero – status di illesae dignitatis morale e civile: Cons. Stato, Sez. III, sent. 23.7.2024, n. 6664; Cons. Stato, Sez. III, sent. 5.4.2024, n.3178; Cons. Stato, Sez. III, sent. 19.7.2024, n. 6486. Rilevanza dei comportamenti dei familiari per l’acquisto della cittadinanza per naturalizzazione – Cons. Stato, Sez. III, ord. 2.9.2024, n. 3288. Cittadinanza italiana e prestazione di servizio alle dipendenze dello Stato, TAR Lombardia, sez. III, 18.7.2024, n. 2244
FAMIGLIA: Impugnazione del diniego di visto per il familiare di cittadino italiano emesso dall’autorità consolare estera – competenza territoriale delle Sezioni specializzate – determinazione: Corte di Cassazione, sent. del 9 luglio 2024 n. 18773/2024. Protezione speciale – diritto all’unità familiare e permesso di soggiorno per motivi familiari: Tribunale di Brescia, sent. del 24 luglio 2024 n. 12892/2023. Visto di reingresso per motivi familiari – diritto all’unità familiare nonostante il superamento dei termini: Tribunale di Roma, sent. del 25 giugno 2024. Ricorso avverso silenzio-inadempimento sull’istanza di rilascio di permesso di soggiorno per motivi familiari – inammissibilità per difetto di giurisdizione del giudice amministrativo: TAR Campagnia, Napoli, sent del 6 giugno 2024 n. 3587.
MINORI NON ACCOMPAGNATI: Legittimazione attiva del Console a impugnare il provvedimento di nomina di un tutore a minore non accompagnato – normativa applicabile: Corte di Cassazione, sent. del 4 settembre 2024, n. 23731. Conversione del permesso per minore età al compimento dei diciotto anni – rilievo delle prove di integrazione anche successivamente al raggiungimento della maggiore età: Consiglio di Stato, sent. del 6 giugno 2024 n. 7449.
(periodo 1° maggio – 31 agosto 2024)
Alloggi in edilizia residenziale pubblica. Assegno unico universale. Assegno temporaneo per richiedenti asilo.
Caso Humanity 1: per il Tribunale di Crotone le attività della Guardia costiera libica non sono qualificabili come condotte di “soccorso”: Tribunale civile di Crotone, sent. 26 giugno 2024. Caso “Asso 29”: un’altra sentenza del giudice nazionale esclude che la Libia sia un ‘place of safety’ per lo sbarco dei migranti soccorsi – Tribunale civile di Roma, sez. XVIII, sent. 26 giugno 2024. False dichiarazioni per ottenere il reddito di cittadinanza: non luogo a procedere anche per il GUP di Caltagirone: GUP di Caltagirone, 9 maggio 2024. Sulla espellibilità dello straniero in esecuzione di pena in caso di mancato rinnovo del permesso di soggiorno: Cass. Sez. I, sent. 31 gennaio 2024 (dep. 31 maggio 2024), n. 21906, Pres. Boni, rel. Fiordalisi. La Cassazione si pronuncia sulla ricorribilità per Cassazione dell’espulsione-misura sostitutiva applicata all’esito di patteggiamento: Cass. Sez. III, 27 febbraio 2024 (dep. 14 maggio 2024), n. 18887, Pres. Gentili, rel. Semeraro. Favoreggiamento aggravato: sussiste la giurisdizione italiana anche se il trasporto è accertato in acque extraterritoriali ma lo sbarco avviene nel territorio nazionale: Cass. Sez. I, sent. 18 gennaio 2024 (dep. 24 giugno 2024), n. 23866, Pres. Di Nicola, rel. Cappuccio
Osservatorio europeo
(periodo 1° maggio 2024 – 31 agosto 2024)
ATTI DI INDIRIZZO: Nuovo Patto sull’immigrazione e l’asilo. ATTI ADOTTATI: Contrasto alla tratta di migranti. Protezione temporanea. Esame delle domande di protezione internazionale con procedura di frontiera. PROCEDURE IN CORSO: Istituzione di un bacino di talenti dell’UE. VARIE: Partecipazione dell’Irlanda al nuovo Patto sulla migrazione e l’asilo. Visti Schengen. Partenariati per i talenti. Collaborazione in materia di migrazione e gestione delle frontiere. Contrasto al traffico di migranti e alla tratta di esseri umani.
Osservatorio italiano
(periodo 1° maggio 2024 – 31 agosto 2024)
RASSEGNA DELLE LEGGI, DEI REGOLAMENTI E DEI DECRETI STATALI
1. Aggiornamento della lista dei Paesi di origine sicuri ai fini della protezione internazionale – Profili di illegittimità e analisi critica delle schede Paese (decreto 7.05.2024 del ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale). 2. Sistema informativo per la lotta al caporalato nell’agricoltura (art. 2-quater Decreto-Legge 15.05.2024, n. 63, conv. in legge 12.07. 2024, n. 101). 3. Misure per l’integrazione scolastica degli alunni stranieri (art. 11 d.l. 31.05.2024, n. 71 conv. con mod., in L. n. 106/2024). 4. Nuovi importi e modalità di prestazione della garanzia finanziaria a carico dello straniero durante lo svolgimento della procedura per l’accertamento del diritto di accedere al territorio dello Stato – Profili di illegittimità (decreto del Ministro dell’Interno 10.05.2024). 5. Regolamento sulle modalità di svolgimento del colloquio che il minore straniero non accompagnato deve effettuare al momento dell’ingresso nelle strutture di prima accoglienza. (Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 10.05.2024, n. 98). 6. Ulteriori disposizioni urgenti di protezione civile per assicurare, sul territorio nazionale, l’accoglienza, il soccorso e l’assistenza alla popola-zione in conseguenza degli accadimenti in atto nel territorio dell’Ucraina, con riferimento a specifiche esigenze verificatesi sul territorio delle Regioni Lombardia, Piemonte, Lazio e Abruzzo. (Ordinanza della Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento della protezione civile 8.07.2024, n. 1088). 7. Determinazione del costo medio del rimpatrio per l’anno 2024 (decreto del Ministro dell’interno 21.06.2024). 8. Misura e condizioni del rimborso delle spese di viaggio e di soggiorno all’avvocato e all’interprete operanti in favore degli stranieri collocati nei centri italiani attivati in Albania (decreto del Ministro della Giustizia 5.07.2024). Rassegna delle circolari e delle direttive delle Amministrazioni statali.
RASSEGNA DELLE CIRCOLARI E DELLE DIRETTIVE DELLE AMMINISTRAZIONI STATALI
Cittadini di Paesi terzi – Ingresso e soggiorno. 1. Reintroduzione del visto di ingresso nazionale per motivi familiari per i familiari stranieri di cittadini italiani e UE che intendono ricongiungersi con il familiare stabilmente residente in Italia (circolare dell’11.05.2024 del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale – Direzione generale degli italiani all’estero e delle politiche migratorie – Unità visti). 2. Convertibilità del permesso di soggiorno per protezione speciale in permesso di soggiorno per lavoro – Profili di illegittimità (circolare Ministero dell’Interno, Dipartimento della pubblica sicurezza- Direzione centrale dell’immigrazione e della polizia delle frontiere Prot. n. 49449 del 31.05.2024). 3. Iscrizione anagrafica e permesso di soggiorno in Italia per i cittadini svizzeri (circolare 7.06.2024, n. 64 del Ministero dell’Interno – Diparti-mento per gli affari interni e territoriali – Direzione centrale per i servizi demografici). 4. Rilascio dell’attestazione di soggiorno permanente ai cittadini britannici beneficiari dei diritti riconosciuti dall’Accordo di recesso (Brexit) (circolare n. 66/2024 del 17.06.2024 del Ministero dell’Interno – Dipartimento per gli affari interni e territoriali – Direzione centrale per i servizi demografici)
Recensioni e materiali di ricerca
Francesco Luigi Gatta, Il divieto di espulsione collettiva di stranieri nel diritto internazionale e dell’Unione europea, Napoli, Editoriale Scientifica, 2023, di Chiara Scissa
Stefano Zirulia, Il favoreggiamento dell’immigrazione irregolare. Tra overcriminalisation e tutela dei diritti fondamentali, Giappichelli, 2023, di Giulia Mentasti


