
L’INPS ha pubblicato la circolare n. 76/2025 del 14 aprile 2025 che definisce i requisiti e le modalità di accesso al “Bonus nuovi nati”, la misura una tantum di 1000 euro introdotta dalla legge di Bilancio 2025 per incentivare la natalità e sostenere le famiglie con figli nati o adottati dal 1° gennaio 2025. La circolare accoglie le istanze avanzate dall’ASGI che già a gennaio 2025 aveva segnalato all’Istituto l’illegittima esclusione dei titolari di protezione internazionale.
La circolare contiene un’importante apertura riguardo ai requisiti di cittadinanza per l’accesso alla misura. Sebbene l’articolo 1, comma 206, della legge di Bilancio menzioni specificamente solo alcune categorie di cittadini stranieri aventi diritto (cittadini UE, soggiornanti di lungo periodo, titolari di permesso unico di lavoro o di ricerca per periodi superiori a sei mesi), l’INPS ha significativamente ampliato la platea dei beneficiari.
In particolare, la circolare specifica che “in applicazione della normativa UE e degli orientamenti giurisprudenziali della Corte di Giustizia possono accedere al Bonus nuovi nati anche i cittadini extracomunitari in possesso di tipologie di permesso non espressamente elencati nell’articolo 1, comma 206, della legge di Bilancio 2025“.
Il punto cruciale della nuova interpretazione è che “considerato che l’articolo 41, comma 1, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, individua nella durata non inferiore all’anno la durata minima della validità dei permessi per accedere alle prestazioni sociali, possono accedere al Bonus nuovi nati anche i cittadini extracomunitari in possesso di un permesso di durata non inferiore a un anno“.
Si tratta di un’estensione di notevole impatto che amplia considerevolmente la platea dei beneficiari, includendo non solo i titolari di permesso unico lavoro già tutelati dalla direttiva 2011/98/UE, ma anche numerose altre categorie di cittadini stranieri regolarmente soggiornanti finora esclusi dalle misure di sostegno alla famiglia, come ad esempio i titolari di permesso per cure mediche ex art. 19, comma 2, lett. d-bis del Testo Unico Immigrazione
La circolare chiarisce inoltre che “ai fini del beneficio in argomento ai cittadini italiani sono equiparati i cittadini stranieri apolidi, rifugiati politici o titolari di protezione internazionale“, citando l’art. 27 del decreto legislativo 19 novembre 2007, n. 251, e l’art. 2 del regolamento (CE) n. 883/2004.
Questa precisazione rappresenta un importante riconoscimento del diritto alla parità di trattamento per i titolari di protezione internazionale, in linea con i principi affermati dalla giurisprudenza nazionale ed europea che ha dichiarato illegittime le esclusioni di queste categorie dalle misure di sostegno alla natalità.
Il risultato è anche frutto dell’intervento dell’ASGI che, il 15 gennaio 2025, aveva inviato all’INPS e al Ministero del Lavoro una lettera in cui denunciava l’illegittima esclusione dei titolari di protezione internazionale dalla misura.
Gli altri requisiti di accesso al bonus
Ricordiamo che, oltre ai requisiti di cittadinanza, per accedere al bonus è necessario:
- Essere residenti in Italia dalla data dell’evento (nascita, adozione, affido preadottivo) fino alla data di presentazione della domanda
- Possedere un ISEE minorenni non superiore a 40.000 euro annui (con esclusione degli importi dell’Assegno Unico e Universale dal calcolo)
- Presentare domanda entro 60 giorni dalla data di nascita o ingresso in famiglia del figlio
Questa interpretazione, dando applicazione al diritto europeo, segna una vittoria significativa nella lotta contro le discriminazioni e per l’affermazione dei diritti dei cittadini stranieri nelle politiche di welfare familiare. La decisione dell’INPS non solo rispetta finalmente il principio fondamentale di non discriminazione, ma riconosce che il sostegno alla natalità deve essere garantito a tutte le famiglie che contribuiscono alla crescita demografica del Paese, indipendentemente dalla nazionalità. Ancora una volta è stata fondamentale l’azione di vigilanza e tutela svolta dalle associazioni per garantire l’effettiva parità di trattamento delle persone straniere nell’accesso alle prestazioni sociali.

