Piemonte, lettera al Consiglio Regionale sulla scelta del Garante regionale dei detenuti

E’ una figura cruciale per la tutela delle persone private della libertà, vanno valutate le competenze e la capacità di fare rete con il territorio, chiedono associazioni e garanti locali in una lettera al Consiglio Regionale del Piemonte.


Aggiornamento del 3 dicembre 2019

Da Repubblica – Torino

Garante dei detenuti, la Lega fa marcia indietro. confermato il radicale Mellano


Egr. Presidente,
Preg. mi Consiglieri,

Il Consiglio regionale del Piemonte sta discutendo la nomina del nuovo Garante Regionale delle Persone detenute e private della libertà.
Alla figura del Garante fanno esplicito riferimento alcune fonti di diritto internazionale come il Protocollo opzionale delle Nazioni Unite per la Prevenzione della tortura (OPCAT). L’adesione a tale protocollo prevede che lo Stato debba predisporre un meccanismo nazionale indipendente (NPM) per monitorare, con visite e accesso a documenti, i luoghi di privazione della libertà al fine di prevenire qualsiasi situazione di possibile trattamento contrario alla dignità delle persone. Per tale compito il Garante nazionale, coordina i Garanti regionali, dando ad essi “forme” e procedure comuni.
La quasi totalità delle Regioni italiane ha correttamente deciso di istituire la figura del Garante regionale, in Piemonte la legge istitutiva è la l. reg. 28/2009.

Si tratta di un ruolo che necessita competenza e profonda conoscenza della materia, essendo la privazione della libertà il più delicato dei poteri che l’autorità pubblica può praticare sui consociati.


Quella del Garante è dunque una figura cruciale per la tutela delle persone private della libertà, di cui deve essere garantita l’indipendenza, come dimostrano recenti inchieste della magistratura.
Si tratta inoltre di una figura con compiti gravosi e in continua espansione, dovendosi occupare anche della detenzione amministrativa e di ogni situazione di privazione della libertà  de facto, si pensi all’ambito sanitario (Trattamenti Sanitari Obbligatori, internamento psichiatrico, case di cura per persone incapaci di intendere e volere…).


Un ruolo che deve sapere “fare rete” con le istituzioni pubbliche e private che si occupano dell’esecuzione penale e della privazione della libertà e deve garantire che questa si svolga nei limiti della legge e nel rispetto dei principi costituzionali.

Siamo un gruppo di associazioni, professionisti e cittadini che da anni operano a vario titolo nell’ambito dell’esecuzione penale, e  siamo preoccupati che la nomina di un Garante senza una reale e comprovata conoscenza della materia, possa screditare il suo stesso ruolo istituzionale e non essere funzionale agli obiettivi previsti dalla legge regionale. È proprio l’art. 2 della l.r. n. 28/2009 a prevedere che la scelta del Garante avvenga “ Tra persone che abbiano ricoperto incarichi istituzionali di responsabilità e rilievo nel campo delle scienze giuridiche, dei diritti umani, ovvero delle attività sociali negli istituti di prevenzione e pena e negli uffici di esecuzione penale esterna o che si siano comunque distinte in attività di impegno sociale”. In questo senso si erano già espressi i Garanti comunali piemontesi, in una lettera-appello inviata alcune settimane fa.

Chiediamo dunque che il Consiglio regionale valuti con attenzione le effettive competenze dei candidati alla carica, riservandosi, se necessario, un’attività istruttoria suppletiva.

Chiediamo inoltre di poter essere ricevuti per approfondire le problematiche del sistema penitenziario piemontese e avanzare proposte sul ruolo della Regione e del Garante.


Sperando che questa Nostra richiesta possa essere ascoltata, porgiamo distinti saluti
Torino, 29 Novembre 2019

Associazione Antigone Piemonte
ASGI – Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione
Associazione Volontari Penitenziari ODV, Ivrea
Associazione Itaca, Biella
CNVG (Conferenza nazionale Volontariato e Giustizia) – sede regionale del Piemonte
Osservatorio nazionale sulle condizioni detentive dell’Associazione Antigone
Strali – Avvocati per il contenzioso strategico


I Garanti territoriali del Piemonte
Paolo Allemano, Garante comunale di Saluzzo
Don Dino Campiotti, Garante comunale di Novara
Sonia Caronni, Garante comunale di Biella
Anna Cellamaro, Garante comunale di Asti
Bruna Chiotti, Garante comunale di Saluzzo
Rosanna Degiovanni, già Garante comunale di Fossano
Rosita Flaibani, Garante comunale di Vercelli
Paola Ferlauto, Garante comunale di Asti
Monica Cristina Gallo, Garante comunale di Torino
Manuela Leporati, Garante comunale di Vercelli
Silvia Magistrini, Garante comunale di Verbania
Armando Michelizza, Garante comunale di Ivrea
Paola Perinetto, Garante comunale di Ivrea
Davide Petrini, Garante comunale di Alessandria
Alessandro Prandi, Garante comunale di Alba
Marco Revelli, Garante comunale di Alessandria
Mario Tretola, Garante comunale di Cuneo

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