22 aprile: Presentazione del report “Women State Trafficking”

Argomenti:Tunisia
Tipologia del contenuto:Formazioni ed eventi//Pubblicazioni//Rapporti

Il nuovo report di RR[X] “Women State Trafficking. Violenze di genere, espulsioni e tratta delle donne nere migranti tra Tunisia e Libia” documenta la catena di detenzione, vendita e abuso che colpisce le donne migranti nel silenzio complice dell’UE. La presentazione del report si terrà a Bruxelles il 22 aprile alle 18.00 e sarà trasmessa in diretta streaming.

È disponibile online il nuovo rapporto Women State Trafficking. Violenze di genere, espulsioni e tratta delle donne nere migranti tra Tunisia e Libia che denuncia, attraverso testimonianze dirette e un lavoro di ricerca dettagliato, il brutale e rodato sistema di tratta di esseri umani ed espulsioni forzate tra Tunisia e Libia.

Il rapporto, realizzato dal collettivo RR[X] in partnership con ASGI, Border Forensics, The Routes Journal, On Borders e Melting Pot Europa, sarà presentato a Bruxelles al Parlamento europeo il 22 aprile dalle 18.00 alle 20.00 nella sala SPAAK 7C50.

Le oltre 30 testimonianze dirette di 19 donne e 14 uomini, tutte raccolte in forma anonima sul campo a partire dal dicembre del 2024, fotografano le sistematiche violazioni dei diritti umani tra Tunisia e Libia di fronte al silenzio complice di un’Europa che considera sicuro un Paese in cui il traffico di esseri umani è pane quotidiano per sempre più persone.

Ulteriori informazioni e il precedente report del collettivo sono disponibili sul sito statetrafficking.net

L’evento è organizzato da Ilaria Salis, eurodeputata Alleanza Verdi e Sinistra (gruppo The Left), Leoluca Orlando, eurodeputato Alleanza Verdi Sinistra (gruppo Greens/EFA), Cecilia Strada, eurodeputata PD (gruppo Socialists & Democrats). Sarà disponibile anche in diretta streaming, il link verrà pubblicato nei prossimi giorni.

Interverranno:

  • RR[X]: Gruppo di ricerca internazionale che ha deciso di anonimizzarsi per tutelare la propria incolumità nel fare ricerca in un Paese, la Tunisia, oggi oggetto di una radicale repressione. RRX ha realizzato il disegno dell’indagine, la raccolta, l’analisi dei materiali, la supervisione scientifica.
  • Filippo Furri, Border Forensics
  • Testimoni del rapporto
  • Wahid Ferchichi, Membro del Tribunale Popolare Permanente sui Diritti Umani sulle violazioni contro i migranti negli Stati del Maghreb
  • Siobhán Mullally, Relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla tratta di esseri umani, in particolare donne e bambini
  • Ulrich Stege, Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione (ASGI)
  • Olivia Sundberg, Amnesty International UE 

Il sommario

Dal 2023 ad oggi, la Tunisia, grazie all’impiego di ingenti fondi europei, ha costruito un sistema di intercettazioni in mare, arresti ed espulsioni collettive verso la Libia che colpisce migliaia di migranti di origine subsahariana, fra cui numerose donne, famiglie, minori e bambini.

Sulla scia del primo rapporto State Trafficking, pubblicato nel gennaio 2025, Women State Trafficking – sulla base di 33 nuove interviste alle vittime di operazioni di espulsione e tratta realizzate dal dicembre 2024 a oggi e grazie al lavoro di geolocalizzazione curato da Border Forensics – mette in luce la continuità del sistema di vendita di esseri umani alla frontiera da parte di apparati di polizia e militari tunisini e l’interconnessione fra l’infrastruttura dei respingimenti e l’industria del sequestro nelle prigioni libiche.

In particolare, il rapporto individua nella caserma della Garde Nationale Tunisienne di El Meguissem, in Tunisia, e in una rete poliedrica di strutture detentive in Libia – fra cui Al Assah, Bir Al-Ghanam, Characharah (Tripoli) – i principali snodi della tratta di Stato, da cui sono transitati i testimoni di State Trafficking e di Women State Trafficking.

Dal giugno 2023 al dicembre 2025, circa 7400 persone sono state vittime della tratta di Stato: si tratta di una stima per difetto, riferita esclusivamente alle 59 operazioni di espulsione collettiva dalla Tunisia verso la Libia documentate attraverso le testimonianze raccolte.

A differenza del primo rapporto, le interviste alle vittime (prevalentemente donne uscite dalle prigioni libiche) permettono di documentare un’altra dimensione della tratta: da un lato la violenza strutturale di genere – imposta attraverso l’assenza di cure mediche, i trattamenti deumanizzanti, le perquisizioni intime e gli stupri – perpetrata da agenti di Stato (da entrambi i lati della frontiera tunisino-libica); dall’altro, la connessione fra le prigioni libiche, il lavoro sessuale forzato e la riduzione in schiavitù lavorativa.

Nello specifico, per le donne che non dispongono di risorse familiari per pagare il riscatto, il lavoro sessuale forzato si configura come unico modo per estinguere il debito e uscire dalla detenzione. Tuttavia, le case della prostituzione forzata, verso cui sono avviate in Libia le donne insolventi, costituiscono un’ulteriore situazione detentiva e di sfruttamento.

Come il primo, anche questo secondo rapporto di RR[X] contribuisce a documentare eventi e situazioni che, nelle scienze sociali e nel diritto internazionale, vengono classificati sotto il termine di “crimini di Stato”. Women State Traffickingvuole così riaprire il dibattito sulla responsabilità dell’Unione Europea e dei singoli Stati membri nell’esposizione alla morte e alla schiavitù delle persone in viaggio, così come sullo statuto di “paese terzo sicuro” e di “paese sicuro” assegnato alla Tunisia e sul suo ruolo, insieme alla Libia, di partner e beneficiario economico nella gestione della frontiera esterna della UE.

Sulla base delle testimonianze raccolte e verificate, il rapporto ha inoltre permesso a diversi testimoni e vittime della tratta di Stato di depositare un ricorso contro la Tunisia presso la Corte Africana sui Diritti Umani e dei Popoli.

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