CPR: ASGI e Cittadinanzattiva chiedono al Consiglio di Stato di verificare l’effettiva attuazione della sentenza sul capitolato d’appalto

ASGI e Cittadinanzattiva hanno presentato un ricorso per l’ottemperanza della sentenza n. 7839/2025 del Consiglio di Stato, con la quale era stata disposta la modifica dello schema di capitolato di appalto dei Centri di permanenza per il rimpatrio (CPR).

Con quella decisione il Consiglio di Stato aveva accolto il ricorso promosso dalle due associazioni, annullando parzialmente il capitolato e imponendo al Ministero dell’Interno di introdurre modifiche rilevanti per rafforzare la tutela della salute delle persone trattenute e la prevenzione del rischio suicidario all’interno dei centri.

In particolare, la sentenza aveva evidenziato due profili di illegittimità. Da un lato, il mancato recepimento di alcune disposizioni contenute nella cosiddetta Direttiva Lamorgese (Direttiva del Ministro dell’Interno del 19 maggio 2022 sull’organizzazione dei CPR). Dall’altro, il mancato coinvolgimento, nella fase preparatoria del capitolato, di due soggetti istituzionali portatori di specifiche competenze in materia: il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale e il Ministero della Salute.

Successivamente il Ministero dell’Interno ha comunicato alle associazioni di aver dato esecuzione alla sentenza, modificando lo schema di capitolato di appalto al fine di recepire le disposizioni della Direttiva Lamorgese che in precedenza non erano state incluse.

Secondo ASGI e Cittadinanzattiva, tuttavia, l’intervento del Ministero si è limitato a un’operazione meramente formale, che non introduce alcuna reale innovazione nella gestione dei CPR, né rafforza concretamente le garanzie relative alla tutela della salute e alla prevenzione del rischio suicidario, che costituivano il cuore del ricorso originario.

Il Consiglio di Stato aveva infatti chiarito che il Ministero era tenuto a svolgere un’istruttoria rafforzata, coinvolgendo attivamente il Garante nazionale e il Ministero della Salute, acquisendo dati e contributi tecnici da tali soggetti e includendoli nel processo di elaborazione delle nuove disposizioni del capitolato. Dalle informazioni disponibili non risulta che tale istruttoria sia stata effettivamente svolta: l’attività posta in essere sembra essersi limitata al semplice recepimento formale della Direttiva Lamorgese.

Permane quindi una grave lacuna nella disciplina dei CPR, anche alla luce delle criticità già evidenziate sul piano costituzionale dalla sentenza n. 96/2025 della Corte costituzionale in materia di trattenimento amministrativo.

Per queste ragioni, le associazioni hanno chiesto al Consiglio di Stato di accertare l’ottemperanza solo parziale alla sentenza n. 7839/2025 e di riconoscere la persistente inadeguatezza del capitolato d’appalto nel garantire un’effettiva tutela della salute delle persone straniere trattenute nei CPR.